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La fonte più ricca e
più genuina sulla cosmologia
e sulla filosofia quotidiana degli
antichi popoli scandinavi è
la letteratura islandese del XII
e del XIII secolo.
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Quando i Vichinghi d'Islanda cominciarono
a mettere per iscritto le saghe che
per secoli avevano tramandato soltanto
oralmente, i monaci cristiani iniziarono
a riscrivere e interpretare le storie
norrene adattandole all'esigenza
di celebrare i sovrani della Scandinavia
convertiti alla nuova religione.
Si deve a questi trascrittori,
sui quali campeggia la figura di
Snorri Sturluson, l'aver tramandato
molte opere letterarie che altrimenti
sarebbero andate perdute.
Tuttavia la letteratura norrena
aveva già trovato una propria
sublimazione con racconti compositi
che illustravano la mitica creazione
dell'universo attraverso un linguaggio
in rime o in prosa puerile ed oscuro,
a volte discordante se non veniva
filtrato attraverso il significato
dei simboli, ma che costituirono
l'ossatura delle credenze soprannaturali
- e per certi versi della religione
- degli antichi popoli di cultura
norrena.

Nel loro insieme tali leggende
si possono riassumere in un'unica
trama narrativa sintetizzabile nel
modo seguente.
Il ghiaccio
proveniente da Nifleheimr e il fuoco
proveniente da Musplellheimr si fusero
insieme nel grande abisso di Ginnungagap
generando la vita.
I primi due esseri nati erano
Ymir il
gigante di brina, e Audhumla
la vacca-madre ancestrale. Questa
leccò la rugiada salata che
copriva le pietre e generò
Buri,
il primo dio, che sposò la
gigantessa Bestla.
Questa partorì tre figli:
Odino
(Wothan) che rappresentava lo spirito,
Vili
e Ve'
simboli rispettivamente della volontà
e della santità. In altri
racconti, invece, i fratelli di Odino
sarebbero stati Loki
e Hoenir lo Splendente.
I fratelli lottarono contro i
giganti della brina e uccisero Ymir.
Con i brandelli del suo corpo gli
dèi crearono i nove mondi,
sostenuti dal frassino cosmico Yggdrasill.
Nel livello
più alto dell'albero
c'era Asgardhr, il regno degli dèi
guerrieri Asi, e il Walhalla dove
gli eroi caduti in battaglia e scelti
dalle Valchirie potevano accedere
passando attraverso il ponte dell'arcobaleno
Bifroest.
Gli eroi combattevano di giorno
e banchettavano di notte in attesa
del “ragnaroek”, la battaglia finale
tra gli dèi e i giganti.
Nel primo livello c'era anche
il Vanheimr, il regno degli dèi
della fertilità i Vani, che
dopo essere stati sconfitti in battaglia
dagli Asi si unirono a loro.
Al
secondo livello il
mondo principale era la “terra di
mezzo” Midhgardhr abitata dagli uomini,
circondata da un vasto oceano e dal
“serpente del mondo”. Insieme agli
uomini abitavano i giganti, in una
regione montuosa chiamata Joetunheimr.
Nel
terzo livello c'era
il Niflheimr, il tetro regno dei
morti, governato dalla dea Hel, che
abitava un'omonima città.
Il frassino
Yggdrasill, pilastro ed asse della
creazione, costituiva l'asse dei
nove mondi nordici ed aveva tre
radici,
una delle quali affondava in Asgardhr.
Sotto questa prima
radice vi era la fonte custodita
dalle tre
Norne, le divinità
del destino che nutrivano l'albero
cosmico con l'acqua della fontana.

La prima
Norna Urdhr, rappresentava
il passato che, secondo le credenze
prettamente vichinghe, influiva non
solo sul presente e sul futuro di
un uomo, ma anche dei suoi discendenti.
La seconda
Norna Verdhandhi, rappresentava
il presente, il filo della vita,
il cammino percorso e da percorrere,
mentre la
terza Norna Skuld rappresentava
il futuro, ma anche la fine del processo
vitale
La seconda
radice dell'albero giungeva
fino al regno dei giganti. Sotto
di lei vi era il pozzo Mimir con
la sua “acqua della sapienza”.
La terza
radice scendeva nel regno
dei morti, ed era continuamente rosa
dai morsi del serpente Nidhoggr e
dei suoi fratelli.
Secondo i “miti della creazione”
il genere umano sarebbe stato creato
da Odino insieme ai suoi due fratelli.
Gli dèi avrebbero usato
un frassino e un olmo sradicati per
creare il primo uomo e la prima donna,
Askr ed Embla.
Odino avrebbe dato loro l'alito
vitale, Vili li dotò d'intelligenza
e di un cuore amorevole, mentre Ve'
diede loro i cinque sensi ponendoli
nella “terra di mezzo”.
Entrambi diedero in seguito inizio
alle generazioni.

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