L’UNITA’ DEGLI ASTROLOGI

o la Torre di Babele

di Richard Pellard

La FDAF (Fédération des Astrologues Francophones, 41-73 rue de Cronstadt 75015 PARIGI) si è prefissa di riunire gli astrologi e di promuovere l’astrologia.

Tuttavia molti astrologi rifiutano d’associarvisi.

Gli scambi di corrispondenza tra Alain de Chivré, presidente della FDAF e Richard Pellard presidente d’ARIANA (Association pour la Recherche et l’Information en Astrologie Naturelle,) vi permetteranno indubbiamente di fare più luce sui problemi che la comunità degli astrologi sta affrontando …

  Stralci essenziali della circolare della FDAF:

“Caro collega, cara collega,

Vi saranno probabilmente già pervenute notizie sulla Federazione degli Astrologi Francofoni. Quest’insieme federativo inizia ad assumere una forma interessante che potrebbe trasformarsi presto in una vera rappresentatività.

Siamo riusciti a riunire in pochi mesi più di 220 aderenti attorno ad un Codice deontologico. La FDAF si sviluppa seriamente mentre l’immagine dell’astrologia si degrada di giorno in giorno. Assistiamo ad una crescente disinformazione dei mass-media e ad una volgarizzazione commerciale che ridicolizza la nostra disciplina (…).

Abbiamo bisogno d’essere numerosi e possibilmente uniti. Bisogna superare il particolarismo e dimenticare i passati insuccessi per assicurare il reinserimento sociale e culturale dell’astrologia.

E’ urgente. Abbiamo lavorato in questo senso da 6 o 7 mesi con tre prioritarie strategie: - una strategia di comunicazione esterna (metti in contatto con la stampa, apertura di un sito Internet, ecc.), - una strategia corporativa (contatti con le pubbliche autorità, progetto di tesseramento professionale, servizi di consigli legali e fiscali, realizzazione di un annuario dei praticanti, audit insegnanti, ecc.) – una strategia culturale (inserimento nello scacchiere culturale, traduzione d’antichi documenti, partecipazione a manifestazioni interdisciplinari, reintegrazione dell’astrologia nel campo delle Scienze Umane, presa di distanza dalle arti divinatorie, ecc.)

In breve, abbiamo cercato di “fare le nostre dimostrazioni” attraverso azioni concrete, evitando certami oratori e competizioni di potere (causa dei nostri precedenti insuccessi) (…).

 I nostri sforzi hanno provocato echi favorevoli e molto incoraggianti all’interno della comunità astrologica (…) ed all’esterno poiché la stampa incomincia ad interessarsi alla nostra iniziativa.

Abbiamo bisogno di voi per assicurare la formazione di questa Federazione e per fare in modo che l’insieme della comunità astrologica vi sia rappresentata.. La “causa astrologica” merita questo sforzo d’unità. Contiamo sul vostro aiuto (…)”.

I membri d’onore della FDAF sono astro-simbolisti (Robert Amadou, André Barbault, Jacques Berthon, Ferdinand David, Alexandre Ruperti) o astro-indeterminati (Suzel Fuzeau-Bresch, universitaria alla ricerca frenetica di rappresentatività astrologica): tra loro non c’è nessun condizionalista e non per caso. Ecco l’essenziale della prima risposta, in data 2/11/1996, di Richard Pellard alla FDAD (i titoli sono d’ARIANA).

L’astrologia e l’anti-astrologia

“L’analisi che voi fate della situazione assolutamente catastrofica in cui si trova attualmente l’astrologia dal punto di vista epistemologico, deontologico ed economico è pertinente.  Sono del tutto d’accordo.

 L’iniziativa della FDAF mi sembra animata da lodevoli intenzioni e da un nobile ideale. Il punto in cui la mia analisi differisce dalla vostra, è quello che riguarda le cause esatte della degradazione dell’immagine dell’astrologia.

Voi date la colpa alla disinformazione mediatica. Essa esercita effettivamente un ruolo estremamente importante e pericoloso, partendo dalla “volgarizzazione commerciale” cui cede disgraziatamente un’importante frazione di quelli che pretendono essere “astrologi”.

Ma esistono altre cause che voi non menzionate nella vostra corrispondenza: ad esempio l’anti-astrologismo scientista e militante dell’Unione Razionalista.

Questi anti-astrologi fanatici ed universitari hanno metodi e chiare strategie: da una parte, rilevano sistematicamente (e giustamente) gli errori, insufficienze od arcaismi del discorso astrologico maggioritario (simbolismo disordinato, analogismo sbrigliato, irrazionalismo dei concetti, fatalismo ultra-determinista, ignoranza completa delle leggi astronomiche), e ne approfittano a buon mercato ed a ragione, per fare il processo all’astrologia; d’altra parte, oppongono anche sistematicamente, all’esistenza di una realtà astrologica. degli argomenti molto particolari e ritriti come la precessione degli equinozi o gli effetti della gravitazione in fisica newtoniana. mentre il quadro di riferimento della scienza astrologica attuale è quello della fisica relativista einsteiniana.

L’astro-simbolismo e “l’uomo onesto”

Il problema di cui voi non parlate mai, è che la maggior parte degli astrologi sono in realtà i veri alleati di coloro che istruiscono i loro processi.

Non occorre essere un anti-astrologo primario per diffidare di una “scienza” che si basa ancora , alla fine del XX secolo, sulla teoria ellenistica dei quattro Elementi vecchia di oltre due millenni, sulla mitologia greca, su delle “Signorie”   Medioevalistiche e su misteriose magiche corrispondenze per pretendere di spiegare le relazioni della specie umana con il sistema solare, ed il fatto poi di aggiungere su questo insieme di dottrine qualche innesto freudiano o junghiano per modernizzarle non illude a lungo.  Il rifiuto della maggior parte degli astrologi di interessarsi ad una spiegazione fisica degli effetti astrologici accresce ancora la diffidenza dell’“uomo onesto” di questo fine secolo:

Se l’astrologia non si basa su cause efficienti (astrometriche per il cielo, biofisiche per l’uomo), essa non è che un discorso simbolista, cioè un racconto di fate all’epoca delle neuro scienze, della psicologia del profondo e della fisica delle particelle.

E’ evidente che le tesi astro-simboliste non possono essere accolte dall’“uomo onesto” colto e razionale della nostra epoca … a meno che non desideri farsi un giardino segreto poetico-magico

Non esiste nessun terreno d’incontro tra un astrologo che pretende che la Luna è un pianeta di “Acqua” quando il nostro satellite è un solido composto di rocce e la cui densità è 3,34 volte quella dell’acqua, ed un “uomo onesto”, e meno ancora con un anti-astrologo forsennato dell’Accademia delle Scienze.  Può esserci al massimo un dialogo fra sordi, o peggio un rifiuto reciproco.

 La carpa simbolista ed il lapin condizionalista

Nella vostra corrispondenza dite di voler “superare il particolarismo e dimenticare gli insuccessi passati”, sono d’accordo. Ma la direzione della FDAF è composta esclusivamente d’astro-simbolisti, il che non è soltanto un cattivo modo per superare i particolarismi, ma anche un’eccellente strategia per ripetere infallibilmente gli insuccessi passati. Inoltre, non ci dite da nessuna parte dove inizia l’astrologia “seria”, degna dunque secondo voi di essere rappresentata alla FDAF, e dove essa finisce.

I sideralisti, i karmisti. gli integralisti tipo Hadès, vi sono inclusi od esclusi?

E come pensate possa realizzarsi il matrimonio tra la carpa astro-simbolista ed il lapin condizionalista?

La divisione tra i concetti astro-simbolisti e astro-condizionalisti è profonda e sarebbe vano negarlo e non si potrebbe colmare brandendo ed agitando la bandiera degli interessi corporativi della comunità degli astrologi. Ritengo tuttavia che una coesistenza pacifica e cordiale è possibile tra astrologi dai punti di vista differenti, sempre che le regole del gioco siano chiarite.

Personalmente, non mi sento in grado di difendere il punto di vista dell’astro-simbolismo presso i mass-media ed i detrattori dell’astrologia.

Ed è tra l’altro per questa ragione filosofica e deontologica che sino ad oggi non ho aderito alla FDAF: sono d’altronde sinceramente persuaso che solo gli astrologi condizionalisti competenti potranno tenere un discorso astrologico credibile presso i diversi organismi d’informazione e le pubbliche amministrazioni, perché sono i soli ad essere sistematicamente logici e razionali nel loro approccio all’astrologia, ed i soli anche a non eludere i problemi dei fondamenti biofisici delle influenze astrali.

Che ne pensate?

“L’astrologia nella sua essenza è condizionalista.”

Termino infine questo messaggio con una lettura critica del codice deontologico della FDAF e con alcune proposte:

Articolo I: “Gli astri inclinano ma non determinano”.

Piuttosto che utilizzare questa formula vecchiotta, non sarebbe più semplice, più esatto e più attuale scrivere: “L’influenza astrologica è condizionale, e si esercita all’interno dei determinismi genetici, sessuali, socioculturali, economici, storici, ecc. che ne modificano gli effetti?” Variante più “hard” … e più provocatoria: “L’astrologia è condizionalista nella sua essenza”.

Articolo 3: “L’astrologia non pretende di essere una scienza esatta ma un approccio delle corrispondenze tra le configurazioni astronomiche ed i fenomeni (o strutture) viventi”.

Come astrologo condizionalista, rifiuto radicalmente questa definizione.

E’ indeterminata, vaga e manca di coraggio, la rimpiazzerei con: “L’astrologia è la scienza che studia le relazioni ed interazioni tra la specie umana ed il suo ambiente solare e planetario, al punto d’incontro delle scienze esatte (astrometria, neurofisiologia) e delle scienze umane (psicologia, sociologia)”.

Articolo 10: relativo alla normalizzazione europea dell’insegnamento astrologico:

Si tratta dell’articolo “torre di Babele”.  Come potete chiedere a degli umanisti, a degli astro-simbolisti della tendenza di Barbault, a dei karmisti e a dei condizionalisti, ad esempio, di “strutturare i loro programmi di formazione in modo da preparare una normalizzazione europea dei corsi d’insegnamento”?

Dove troverete i criteri di convergenza astro-maastrichtiani?

Noi non abbiamo bisogno di una “normalizzazione”, europea o altra, che sarebbe il frutto (a mio avviso impossibile) di concessioni diplomatiche tra astrologi di diverse tendenze, ma di un’astrologia razionale, immaginativa e viva, ancorata nel reale del Cielo e dell’Uomo, che possa dialogare liberamente con le altre conoscenze sulla base di referenze comuni. L’astro-simbolismo dominante rende impossibile questo dialogo.

Non considerate queste posizioni come un’intolleranza da parte mia. Sono del tutto d’accordo perché si sviluppino e coesistano le varie teorie, pratiche e scuole d’astrologia che l’immaginazione o la follia degli astrologi potranno creare: all’interno o al di fuori delle federazioni passate, presenti e future, purché non mi si chieda di credervi e soprattutto di difenderle per puri motivi di corporazione.

Da oltre vent’anni ho abbandonato l’astro-simbolismo e non sono disposto a tornare indietro.

Fatto questo chiarimento, non ho nulla contro un’eventuale collaborazione con la FDAF: Può anche darsi che un giorno vi aderirò se gli statuti saranno profondamente modificati per permettere agli astrologi condizionalisti di trovarvi il proprio posto senza tradirsi.

 Ma mi domando se ciò sarà possibile … Affrettatevi a far pervenire ai membri della FDAF il presente messaggio”.

Il presidente della FDAF ha risposto il 2/12/96.

Con coraggio ed onestà, Alain de Chivré ha autorizzato ARIANA a pubblicare gli estratti più significati della sua lettera, chiedendoci di precisare che “certi argomenti non impegnano che (lui), e non la Federazione il cui pensiero ecumenico implica una benevola neutralità”.   I titoli sono stati aggiunti da ARIANA:

“Si, l’astrologia è condizionalista nella sua essenza”

“ Non mi sorprende il vostro discorso a proposito delle basi dell’astrologia.

Lo conoscevo già parzialmente attraverso la lettura delle vostre opere. Tuttavia la vostra dimostrazione non mi soddisfa.

Essendomi interessato molto alla caratterologia e particolarmente alla nozione d’innato e d’acquisito, sono un grande difensore dell’analisi multifattoriale (applicata all’astrologia), ed a questo titolo mi sento, nello spirito, condizionalista tanto quanto voi (mettendo da parte ogni denominazione controllata).

Si, sono d’accordo con voi: “L’astrologia è condizionalista nella sua essenza”. Ma da qui a farne una “religione di Stato” … è un’altra cosa. Quanto ad iscrivere questo principio in un codice deontologico, sarebbe interpretato come una provocazione e creerebbe confusione. Converrebbe dunque riformare le cose diversamente. E’ quel che abbiamo fatto ricuperando una vecchia massima “Gli astri inclinano ma non necessitano”.

D’altra parte penso che vi spingete un po’ troppo quando pretendete che “solo gli astrologi condizionalisti competenti saranno suscettibili di tenere un discorso astrologico credibile …”

Considerate i vostri confratelli degli ‘imbecilli?. Le ipotesi dei condizionalisti sono ben formulate, lo riconosco, ma non sono che delle speculazioni teoriche coerenti. In materia di prove e spiegazioni formali, non siete più avanti degli altri. Sono forse mal informato?

D’accordo sulla nozione del “segnale” come per quella d’eccitabilità nervosa. Ma in quanto a ricevere lezioni da parte vostra, preferiremmo saperne un po’ di più sul perché e sul per come.

Al di fuori delle teorie di Pavlov e del loro ingegnoso ricupero, che cosa n’è delle vostre ricerche interdisciplinari con i biologi, i neurofisiologi? Fate forse meglio dei vostri confratelli?

La gravità di Giove e la sincronicità

Certi problemi non sono facilmente risolvibili. Riconoscetelo voi stessi.

Come spiegare ad un parigino, l’effetto gravitazionale di Giove in comparazione con la Tour Montparnasse? E voi, avete una risposta semplice, adatta per il “grande pubblico”, su una questione primaria di questo genere?   La coincidenza e la sincronicità (principio indubbiamente molto sterile per voi condizionalisti) fa sì che mentre scrivo questa lettera, prenda visione di un articolo della rivista La Recherche (n° di dicembre). Bis! 

Si parla dell’influenza di Marte su un abitante del centro di Parigi in confronto a quella della Tour Eiffel sullo stesso abitante. Nulla di nuovo. Che cosa bisogna concludere: malafede dei detrattori o cattiva informazione degli astrologi?

Severità e condiscendenza

Vorreste farci credere che soltanto i condizionalisti hanno la competenza per parlare seriamente d’astrologia. Immaginiamo che sia vero!  Anche noi siamo stati sul punto di crederlo. Delusione. Voi non rispondete mai quando vi si vuol dare la parola.

Sappiate che la Federazione degli Astrologi Francofoni ha sempre auspicato di integrare i condizionalisti. Non si tratta di una semplice questione d’ecumenismo ma piuttosto di una preoccupazione di pluralismo come pure di legittimità. Ho inviato diversi messaggi (a dei condizionalisti, NDLR). Non ho ricevuto risposta. Al momento, la vostra corrente è pressoché inesistente alla FDAF. E’ un vero peccato.

  Cervello destro e cervello sinistro

A proposito dei simbolisti … proseguiamo e veniamo alla vostra analisi delle due grandi correnti. E’ un po’ un comportamento manicheo. Fuori della scuola condizionalista: è la salvezza!  Siete troppo severi, troppo condiscendenti, nonostante tutto.

Non spetta a me invitarvi ad una maggiore tolleranza poiché la connotazione sarebbe troppo moralizzatrice. Ma utilizzando un linguaggio che vi è caro – quello della neurofisiologia – ho la netta impressione che se i simbolisti abusano a volte del loro cervello destro, i condizionalisti ricorrono in sopracompensazione al sinistro.

A volte ciò nuoce alla nostra comunicazione, poiché, secondo la vostra lettera, si sarebbe tentati di credere che le basi dell’astrologia sono esclusivamente di natura influenzale o causalista? Voi parlate più d’effetti che di correlazioni e sembrate allergici al minimo ragionamento analogico per evitare un qualsivoglia rischio di contaminazione (virus del simbolismo).  Non peccate per eccesso? Il ragionamento analogico non sembra pur tuttavia estraneo alla fisica moderna (alla quale voi fate spesso paradossalmente riferimento).

Voi parlate d’astrometria e di biofisica trovando un nesso logico tra le due con il fotoperiodismo o con “dei segni di natura grafica”. Dovete voi stessi riconoscere che esiste un certo numero d’anelli mancanti che vi riuscirà difficile spiegare, come pure lo sarà ai simbolisti, che si accontentano di evitare il problema o di evocare dei principi tautologici come quello dell’interdipendenza universale.

 La loro opzione (o la loro mancanza d’accortezza secondo voi) non autorizza i difensori dell’astrologia naturale a ritenersi i soli detentori della verità. In questo gioco, rischierebbero essi stessi di diventare gli “scientisti” dell’astrologia.

Il fotoperiodismo non si spiega del tutto e voi lo sapete bene. Non più della gravitazione di cui il meccanismo è finalmente pochissimo conosciuto. Quanto alle neuroscienze … resta tutto da fare e noi indubbiamente abbiamo molto da sperare ma al momento siamo, come voi i pure, alle ipotesi.  Quelle di J.P.Nicola sono particolarmente interessanti, ed io non lo contesto, ma numerose nozioni sfuggiranno sempre al campo investigativo della neurobiologia.  E le eventuali scoperte sul “perché questo funzioni” saranno lungi dal risolvere la problematica astrologica.

L’astrologia è essenzialmente una scienza che si interessa al soggetto ed alle sue rappresentazioni simboliche. Aggiungerò pure che è ciò che la rende differente dall’astronomia e l’accosta alla psicanalisi di cui non vi fidate perché avete la tendenza ad essere molto comportamentalisti con i vostri “riflessi astrometrici”.

 Per quel che mi riguarda, in ogni caso, l’informazione astrologica non mi autorizza a parlare che della struttura di una personalità. “La carta non è il territorio”. Sono in effetti gli altri condizionamenti che mi permettono di avvicinarmi al reale e di capire il comportamento e gli eventuali livelli di complessità.  Pensavo dunque, sino ad oggi, che abbiamo delle prassi analoghe o vicine. Con il vostro ragionamento sembrate provarmi il contrario.

E riflettendoci, constato che, per passare dalla struttura al comportamento, faccio effettivamente appello alla mitologia, all’inconscio, ai ricordi archetipici, alla sincronicità, alla proiezione, al transfert, ecc. … in breve a tutto un mucchio di nozioni che non derivano da un razionalismo puro e forte.

Mi sento dunque come se avessi commesso un’infrazione in rapporto ai vostri principi poiché mi trovo nel campo di coloro che “ricamano con l’immaginario”, che danno importanza al discorso, che ricercano il significato (con o senza equazioni matematiche).

Differenze e complementarietà

Non siate così settari. Date prova di tolleranza. I simbolisti devono fare degli sforzi sul rigore.  Quanto ai condizionalisti, faranno bene ad annacquare un po’ il loro vino anche se questo non si fa. Abbiamo molto da imparare dalle nostre diversità. Potremmo trovarvi delle complementarità.  Una Federazione intelligente potrebbe anche approfittare di queste differenze per farne dei mezzi strategici. Riservare ad esempio le comunicazioni scientifiche ai condizionalisti ed affidare i dibattiti filosofici ai simbolisti. Ciò supporrebbe qualche concessione. Ma il gioco vale la candela.

Ciò che interessa è l’immagine dell’astrologia. Conviene preoccuparsi anche del grande pubblico, dei mass-media. Riconosco la pertinenza del discorso condizionalista ma (i condizionalisti, NDLR) non riusciranno mai (soli, NDLR) a rettificare questa immagine. E’ una ragione sufficiente per dare prova di solidarietà. Abbiamo bisogno di essere in tanti ed uniti”.

  Risposta di Richard Pellard alla FDAF l’8/12/1996:

Astrologia condizionale o condizionalista

“ Mi fa piacere notare che condividete il mio punto di vista secondo il quale l’astrologia è condizionalista nella sua essenza e che non si potrebbe capire un essere se non con l’aiuto di una “analisi multifattoriale” includendo tutti i parametri extra-astrologici.

Desidero tuttavia ricordarvi che i condizionalisti sono stati i primi a difendere sistematicamente questa posizione, il che li ha portati a ritrovarsi emarginati e rifiutati per anni da un ambiente astrologico maggioritario per il quale "tutto è nell’oroscopo”.

Non si deve pertanto giocare sulle parole. Il termine “condizionalismo” (neologismo inventato da J.P.Nicola negli anni 70) può così avere due significati molto diversi.

 Quando voi dite “condizionalista”, vuol dire che approvate il fatto che l’influenza astrale è condizionale (…). In questo senso, si può essere astro-freudiano e condizionalista, umanista e condizionalista, ecc., ma non hadésista o karmico e condizionalista, Ma il termine “condizionalismo” ha anche un altro significato, più ristretto e più preciso, nel senso che designa l’insieme delle teorie, concetti, metodi e pratiche scoperte e messe a punto da Jean-Pierre Nicola e dai suoi collaboratori. In questo senso restrittivo e preciso, i soli condizionalisti sono … i  condizionalisti!

Mi ricordate che ho scritto che “solo degli (e non “gli” come nella vostra lettera) astrologi condizionalisti competenti sarebbero suscettibili di tenere un discorso astrologico credibile”.  Dimenticate il resto della mia frase, che gli dà tutto un altro significato: “presso diversi organismi d’informazione e pubbliche amministrazioni”.

All’interno dell’ambiente astrologico, molti astrologi d’orientamento diverso possono “tenere un discorso astrologico credibile” dal punto di vista della coerenza interna di questo genere di discorsi simbolisti.  ma all’esterno dell’ambiente astrologico, soltanto il linguaggio condizionalista, coerente, moderno e razionale, ha la possibilità di essere inteso.

Non ritengo dunque per nulla i miei confratelli degli “imbecilli”.Per lo meno, non tutti.  La maggior parte di loro non sono che pigri ignoranti. Da quanto dite, voi non ne fate parte.

Prendo atto del fatto che riconoscete che “le ipotesi condizionaliste sono ben formulate”, ma smentisco quando affermate che “non si tratta che di speculazioni teoriche coerenti”. Le teorie condizionaliste non sono pure speculazioni intellettuali: esse derivano da un approfondimento coerente dell’esperienza concreta dell’astrologia e sfociano su una pratica altrettanto coerente.

Pretendete inoltre che in “materia di prove e di spiegazioni formali” i condizionalisti non sono “molto più avanti degli altri”. E’ del tutto inesatto.

La lettura d’Eléments de Cosmogonie astrologique di J.P. Nicola (Ed.COMAC) vi convincerà dal punto di vista astrometrico: anche se non si tratta che d’ipotesi, queste ipotesi trovano la loro base nell’organizzazione astrometrica del sistema solare,

 D’altronde, grazie alla Théorie des Ages basata sui cicli eliocentrici dei pianeti, che per quanto mi consta i condizionalisti sono i soli ad utilizzare, noi abbiamo fatto un passo da gigante nell’avvicinamento dell’astrologia alla psicogenetica teorica e pratica, dando ai significati planetari delle basi solide che permettono la sperimentazione oggettiva. Nessun’altra corrente astrologica può dire altrettanto.

Detto ciò, avete ragione di insistere sul fatto che, sino ad oggi, l’astrologia condizionalista non ha potuto produrre delle prove irrefutabili dell’esistenza del fatto astrologico dal punto di vista biofisico.  Ma almeno le si sta cercando, cosa che non è fatta dalla maggior parte degli astrologi.

Ve lo assicuro, noi vorremmo poter condurre delle ricerche interdisciplinari con dei biologi e dei neurofisiologi … se trovassimo degli scienziati disposti a questa collaborazione. Ma ahimè, tutti i nostri tentativi in questo senso sono falliti a causa dell’anti-astrologismo atavico della comunità scientifica, anti-astrologismo nutrito tra l’altro dal simbolismo sfrenato e dal fatalismo determinista professato dalla maggioranza degli astrologi.

Ma non è necessario sperare per continuare e si procede. Infine, ritengo ingiurioso da parte vostra parlare di “recupero abile” delle “teorie di Pavlov” dal condizionalismo.

All’inizio Pavlov non era un teorico ma uno sperimentatore che ha scoperto empiricamente qualcuna delle leggi fondamentali del funzionamento del sistema nervoso, e non occorre essere pavloviani per essere in stato d’eccitazione o d’inibizione. Non c’è nessun “recupero abile” là dentro. Se gli astri influenzano concretamente i nostri comportamenti, ciò avviene con l’ausilio del sistema nervoso. E’ tutto.

Le torri della Follia

Evocate il problema dell’effetto gravitazionale della Tour Montparnasse che effettivamente è molto più forte di quello di Giove. E’ un argomento che la combriccola Pecker-Schatzmann (dell’Unione Razionalista, NDLR) non dimentica mai di utilizzare: Sembra difficile da parare e in generale provoca il tetano agli astrologi quando i razionalisti lo mettono in campo.

Voi credete che non ci sia una risposta semplice e definitiva ad un problema così complesso e misterioso, che si richiama ad una fisica ancora sconosciuta.

Ho avuto uno scambio di corrispondenza in proposito con J.C. Pecker. Al termine di questo scambio epistolare, quando gli ho chiesto quale era la durata di rivoluzione siderale di una torre della Difesa, ha smesso di pormi questi argomenti.

 Quando Pecker evoca l’effetto gravitazionale delle torri della Demenza, egli si burla della gente e si riferisce a dei concetti di forze gravifiche collegate alla fisica newtoniana arcaica, superata dopo la relatività einsteiniana.

Nessun fisico serio non considera più la sua scienza nel quadro della “gravità semplice”, ed anche semplicistica, del modello newtoniano. Pecker lo sa benissimo, ma conta sull’ignoranza degli astrologi e del “grande pubblico” per far avallare il suo argomento specioso, al quale Jean-Pierre Nicola ha già risposto con una lettera aperta spedita a J.C. Pecker il 21/11/1993.

“Nella fisica newtoniana, con la sua massa di costruzioni ad una decina di chilometri, la Difesa, annotate, ha più influenza di Marte (il pianeta) su un parigino dell’Ile Saint-Louis (La Recherche, gennaio 1983). Se il vostro ragionamento è scientificamente corretto, e se gli esseri umani rispondono meccanicamente alle forze gravifiche come voi le esponete, non dovrebbero esserci delle forti concentrazioni di popolazione se non attorno alle grandi costruzioni delle grosse città, che sorgerebbero attorno a montagne massicce, ecc. Secondo quanto ci consta, non è così. Avete dunque confermato che gli organismi viventi, di preferenza umani, non seguono le semplicistiche causalità e che se esiste un effetto Marte, questo non si trova nella semplice gravità (…).

 Io preferisco un sistema d’equilibrio in cui la debole gravità di Marte partecipa alla coesione dell’insieme. Il sistema solare può fare a meno delle torri della Difesa”.

    Evidentemente non è una risposta per il “grande pubblico”, ma è un argomento razionale che destabilizza i razionalisti e soprattutto li rinvia pubblicamente alla loro cattiva fede ed alla loro ignoranza. Guerra per guerra.  Incidentalmente, non crediate soprattutto che l’ipotesi sincrona sia un “principio sterile” per i condizionalisti. E’ proprio il contrario poiché la coppia R.E.T. – Theorie des Ages funziona nell’ambito delle relazioni tra sincronicità e simultaneità (R.E.T.) e cronologia (Theorie des Ages).

Lo studio dei fenomeni sincronici è della massima importanza e supera largamente il “già niente rischi

I condizionalisti e la parola

Voi dite che i condizionalisti non “dicono mai presente quando si vuol dar loro la parola" Innanzi tutto, noi non aspettiamo mai che qualcuno ci “dia la parola”. La prendiamo liberamente ed estremamente quando ne abbiamo desiderio o bisogno. La prova è che l’ho presa io stesso senza riferirmi ad un qualunque “grande maestro”

Non ho né un dio, né un maestro, né sono mai stato allievo di Nicola, ma suo compagno di viaggio. Ma sono d’accordo al 100% con lui in fondo: il fossato tra i concetti astro-simbolisti e astro-condizionalisti è troppo vasto e troppo profondo per riempirlo con seggi di un qualsiasi Comitato d’Onore ed un’unanimità di facciata.

Astro-simbolismo e astro-condizionalismo

Passiamo ora alle due grandi correnti dell’astrologia contemporanea. Voi dite che “ciò è un po’ manicheo. Fuori della scuola condizionalista, non c’è salvezza”

Constatare l’esistenza di una dualità caratteristica non vuol dire fare del manicheismo, non più del fatto che costatare che per uno che si trova in uno stato di eccitazione è fare del pavlovismo.

Questa divisione è pertinente ed efficiente. Ma contrariamente a quel che dite, non ho scritto che non c’era assolutamente scampo al di fuori del condizionalismo, ma che iil condizionalismo era a mia conoscenza il solo approccio “naturalista”, bio-fisico dell’astrologia. C’è, e forse ce ne saranno altri un giorno.

Mi interesserò quando scoprirò se essi esistono e se i loro esplicativi si rivelano più coerenti, più fecondi e più vicini al reale di quelli del condizionalismo, e non esiterò ad abbandonare l’approccio condizionalista. Per il momento non il caso.

Mi trovate severo. Come Nicola, lo sono effettivamente di fronte alla maggior parte degli astrologi contemporanei, che sono largamente responsabili della catastrofica situazione in cui si trova la nostra scienza a forza d’irrazionalismo e arcaismo.

Ma avete torto di pensare che io sia condiscendente.  non si tratta di “scavalcamento”, ma di evoluzione e di trasformazione. 

Come giustamente nota Nicola, “il progresso in astrologia non è una transizione brutale dall’errore assoluto alla verità assoluta … esso si misura con il miglioramento dei risultati, la crescente eliminazione degli errori crescenti”.

 Non ho dubbi, dopo aver studiato e praticato l’astrologia classica per alcuni anni, che i concetti, metodi e pratiche dell’astrologia condizionalista danno migliori risultati pratici.

L’approccio condizionalista dell’astrologia non è superiore agli altri, è più profondo e più contemporaneo.

Apparentemente avete ragione di segnalare che “i simbolisti abusano a volte del loro cervello destro” e che i condizionalisti “sopracompensano con il sinistro” …a condizione di non fare del cervello destro il ricettacolo, l’emettitore o la giustificazione di deliri come le signorie planetarie o la Luna-pianeta-d’Acqua: l’intuizione e lo spirito d’analogia veri meritano meglio e di più.

 Ma avete ragione solo apparentemente: la vocazione del condizionalismo è di riunire cervello destro e cervello sinistro (anche il corpo calloso esiste!), segnale e simbolo, reale e discorso nel non lasciarsi dividere “né dai ciechi dell’occhio destro, né dai ciechi dell’occhio sinistro. L’immagine incisiva passa dai due occhi” (J.P.N.). Noi non siamo dei razionalisti: il ragionamento analogico è caratteristico di “ogni passo iniziale di uno spirito collocato di fronte ad un problema il cui carattere insolito o complesso lo rinvia all’uso della sua funzione primordiale … A dire il vero, se gli astrologi sfruttassero davvero le risorse del pensiero analogico … gli aspetti della loro dottrina si sarebbero rinnovati e ci si annoierebbe di meno nel leggerli.

 Per la maggior parte, gli astrologi d’oggi hanno più conservatorismo che immaginazione”.  Vedete che non siamo nemici del pensiero analogico. Siamo i soli a mia conoscenza a ricercare la verità astrologica nei fatti, con gli strumenti dell’analogia così come con quelli della logica, dell’intuizione, della ragione, che è tutta una pratica diversa da quella di “possedere la verità” (J.P.N.).

  Astrologia e personalità

L’astrologia è secondo voi “essenzialmente una scienza che s’interessa al soggetto ed alle sue rappresentazioni simboliche” … il che è una definizione tipicamente astro-simbolista. Ma quando un marziano dissonante scatena una gran collera, egli fa della “rappresentazione simbolica” o è realmente arrabbiato?  E se è realmente infuriato (certamente voi saprete come si comporta un marziano dissonante in crisi), non è forse perché il suo sistema nervoso ha subito o creato una modifica d’eccitabilità? La collera marziana non è una “rappresentazione simbolica”, ma uno stato transitorio e ben reale, ben vivo, di risposta del sistema nervoso al suo ambiente..

Io non sono un fanatico della psicanalisi ed in particolare della psicanalisi freudiana, che mi sembra incapace di comprendere l’uomo “dall’atomo alla stella, e non dalla culla al giardino d’infanzia”, come l’ha spiritosamente scritto Nicola. Ma non sono nemmeno comportamentista. Sono d’accordo con voi quando scrivete che “l’informazione astrologica non mi autorizza a parlare che della struttura di una personalità”, ma non capisco perché voi opponete struttura e comportamento.

Ogni struttura psichica si traduce e si prolunga per mezzo di una gamma di comportamenti caratteristici per mezzo dei quali essa si attualizza.

E’ per mezzo di questi comportamenti che gli astrologi hanno potuto identificare le funzioni planetarie, cioè le strutture. Ma è vero che altre influenze extra-astrologiche contribuiscono a plasmare questi comportamenti, a dar loro o a togliere ampiezza od intensità, e nei casi più gravi a modificare le strutture, e che per comprendere il tema vissuto e conoscere il “livello di complessità” al quale questo tema è vissuto, è indispensabile integrare questi parametri extra-astrologici. Le nostre prassi su questo piano sono più vicine, nonostante le loro profonde diversità, di quel che voi non pensiate.

Settarismo e tolleranza

Non sono settario, sono severo. Figuratevi che accetto perfettamente che certe persone pensino che la Terra è rotonda, ed altre che sia quadrata. Certamente, sono con quelli che pensano che essa sia rotonda (o più esattamente che sia uno sferoide), perché è un fatto oggettivo. Ma se altri trovano il proprio benessere nell’idea che sia quadrata, questo non mi disturba … purché non pretendano che sia un fatto obiettivo: la tolleranza ha i suoi limiti e qui, reagisco con forza e mi oppongo senza limiti.

Non pretendo che gli astro-simbolisti siano degli estimatori della Terra quadrata, lungi da me. Ma i simbolisti ed i condizionalisti vivono in universi intellettuali molto diversi, in cui le regole del gioco non sono assolutamente le stesse. Mi capita spesso di chiedermi se essi studiano i medesimi fenomeni e parlino della stessa cosa quando si occupano dei misteri dell’astrologia.

Siamo d’accordo su ben poche cose: grosso modo, sui significati zodiacali e planetari dato che si resta nel vago e nell’impreciso. Per il simbolismo, ad esempio, il pianeta Signore del Segno solare o del Segno ascendente ha un’importanza capitale, il Toro è un Segno di Terra fisso e si può prevedere l’avvenire grazie alle direzioni secondarie.

Per il condizionalismo, il concetto di Signoria planetaria è privo di senso, ill Toro è un segno in “inibizione naturale” e le direzioni secondarie non sono che delle finzioni pseudo-astronomiche. soltanto i transiti hanno una base astronomica reale. Il simbolismo studia i temi nella statica delle Case, il condizionalismo nella globalità dinamica dell’insieme del tema. Il simbolismo si riferisce (non praticandola quasi mai) all’antica “teoria delle età” di Tolomeo, nata da misure astronomiche geocentriche fittizie, il condizionalismo utilizza costantemente nella sua pratica una teoria delle età basata sui cicli eliocentrici reali. Il simbolismo considera com’essenziale sapere se un individuo è piuttosto “Fuoco”, “Terra”, “Aria”, “Acqua”, il condizionalismo si domanda invece se egli è “R”, “E” o “T”, “F+” o “F-“.

Il simbolismo pensa in termini di tipologie planetarie statiche, ill condizionalismo in termini di funzioni planetarie dinamiche. Il simbolismo fa delle Case una pietra angolare dell’interpretazione, il condizionalismo persiste ad interrogarsi sulla realtà delle influenze loro attribuite, ed ha in ogni caso totalmente abbandonato i significati tradizionali. Per il simbolismo, “l’oroscopo è lo specchio del soggetto”, per il condizionalismo, “l’oroscopo non è il soggetto”.

Per il simbolismo Saturno è il pianeta della vecchiaia, per il condizionalismo, è quello dell’adolescenza. Quando s’interpreta un tema, il simbolismo mescola senza alcun metodo chiaramente manifestato, Signorie, congiunzioni ai luminari e angolarità, perr confezionarsi intuitivamente un “ritratto” del soggetto che egli spera sia somigliante.

Quando interpreta un tema, il condizionalista si riferisce a metodi rigorosi, collettivamente messi a punto e chiaramente definiti, che egli perfeziona continuamente grazie all’osservazione, e che gli consentono di valutare ciò che lo “scheletro” psichico del soggetto deve all’organizzazione gerarchizzata delle configurazioni planetarie al momento della sua nascita. Il simbolismo accorda una grande importanza ai Segni zodiacali, spesso anche a scapito dei pianeti, il condizionalismo stima che un Segno non è altro che la frequenza geocentrica di un astro e che all’estremo limite, si può interpretare un tema escludendo lo zodiaco e tenendo conto delle configurazioni planetarie.

Per il simbolismo, i fondamenti dello zodiaco sono solari e stagionali, per il condizionalismo essi sono geocentrici (declinazioni) perché dovutii all’inclinazione della Terra sulla sua orbita, e, topocentrica (fotoperiodicità).

Per il simbolismo le malattie sono collegate alla Casa VI e XII, per ill condizionalismo, sono legate all’eredità genetica, alle condizioni esistenziali dell’individuo e l’astrologia medica tradizionale è un pericolo pubblico.

Per il simbolismo Mercurio è il pianeta dell’intelligenza, per il condizionalismo, l’intelligenza è un fenomeno extra-oroscopico.

 Per il simbolismo, l’astrologia è un’eredità tradizionale che occorre mantenere nello stato, per il condizionalismo, è un sapere in costante ricerca e la tradizione non è una vacca sacra.

Si potrebbe continuare quest’enumerazione all’infinito. E’ inutile convincervi che simbolismo e condizionalismo non vivono nello stesso universo epistemologico e filosofico, a dispetto del fatto che si riferiscono all’astrologia.  Siamo al di là dei fenomeni di tolleranza o di intolleranza.

 Da parecchi lati, le visioni del mondo astro-simbolista e astro-condizionalista sono diametralmente opposte.

Il rigore e l’acqua nel vino

Come voi dite, “i simbolisti hanno degli sforzi da fare sul rigore”. E quanti sforzi!

Ma perché i condizionalisti metterebbero “dell’acqua nel loro vino anche se questo non si fa”, se questo vino è buono?

 Per far piacere a gente che manca di rigore (siete voi stessi a dirlo) e producono troppo spesso infami vinelli di denominazione del tutto incontrollabile?

I condizionalisti dovrebbero fare degli sforzi per aumentare ancor più la mancanza di rigore, perché ci si possa incontrare a metà strada, tra due acque con o senza vino? Quali tipi di sforzi ci chiedete dunque? Se si tratta di rinunciare al nostro spirito critico ed investigativo. è evidentemente fuori discussione.

Voi dite che “noi abbiamo molto da imparare dalle nostre diversità. Potremmo trovare delle complementarità”. Non condivido la vostra opinione. L’astro-simbolismo l’ho praticato ai miei inizi per alcuni anni, lo conosco, l’ho superato e so personalmente, per averlo sperimentato, quale è la differenza. Quanto alle complementarità, non credo che esse si limitino, come da voi proposto, a “riservare le comunicazioni scientifiche ai condizionalisti e affidare i dibattiti filosofici ai simbolisti”.

 Il condizionalismo è ugualmente molto portato alla filosofia (il R.E.T. è un notevole ed originale mezzo filosofico). Noi non vogliamo, io non voglio, essere la causa pseudo-scientifica “presentabile” per mascherare l’incoerenza e l’irragionevolezza premio della maggioranza degli astro-simbolisti.

“Quel che importa è l’immagine dell’astrologia”, voi dite. Avete ragione, ma le basi dell’astrologia sono ancora più importanti. Un’astrologia fondata, razionale, viva, provvista di immaginazione e contemporanea può dare di sé un’immagine attraente e valorizzante per il poco tempo (o molto) la pena (molta pena) ed i mezzi (molti mezzi) impegnati..

Il vaneggiamento, la mancanza di rigore, di credibilità e l’irrazionalismo della maggior parte dei rappresentanti dell’astro-simbolismo dominante, rendono estremamente improbabile per il momento quest’azione. La miglior prova di ciò è che voi stessi la offrite sognando questa ripartizione di compiti che consisterebbe nel portare i condizionalisti (che voi a torto ritenete degli scientisti) al primo posto della comunicazione "scientifico-razionalista” … mentre noi contestiamo la legittimità abusiva che “la scienza” si è sovranamente concessa, così come denunciamo l’irrazionalismo magico-simbolista.Mi fa molto piacere sapere che volete “riconoscere la pertinenza dell discorso condizionalista”. Non vi resta che metterlo in atto, in pratica … perr accorgervi che non si tratta di chiacchiere.

Ma voi sottovalutate e date poca importanza alla forza numerica dei condizionalisti. Preferisco avere ragione con due persone e non essere mediaticamente riconosciuto piuttosto che avere torto con trecento circondati di microfoni.

Il rispetto che devo all’astrologia è a questo prezzo.

 

Richard PELLARD & Alain de CHIVRE’ – Articolo apparso nel n* Special Salon de l’Astrologie del FIL d’ARIANA – marzo 1999

 

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