Il Culto della Donna nell' Ordine Templare

 

Nella “Preghiera del templare prigioniero” del 1309 attribuita a Pierre d’Aimery, un’ode in cui domina il tema mariano, compaiono due elementi fondamentali al di là della semplice contingenza dell’invocazione.
Uno riguarda la missione che san Bernardo di Clairveaux riservò ai Templari, l’altro considera la salvezza dell’anima attraverso la comprensione della nozione di donna santa e, per estensione della Madonna cristiana.
La Madonna è chiamata “stella del mare”, come simbolo e punto di riferimento (stella polare) nella navigazione (sofferenze terrene). 

La nozione della Vergine Maria come fonte di salvezza fu presente anche nel cristianesimo delle origini. La vergine “theotokos”, ovvero genitrice di Dio, venne infatti, concepita come personificazione della comunità cristiana che, come elargitrice di vita soprannaturale, fa nascere il Cristo nei fedeli e li conduce alla salvezza eterna.
Il culto della Madonna per i Templari non fu semplice motivo di pia devozione.
Occorre tenere presente che Bernardo da Clairveaux, colui che rilevò l’importanza dell’Ordine del Tempio a tutta la cristianità medievale, fu il massimo diffusore della sua epoca della fede mariana e che attinse ai contenuti delle dottrine iniziatiche precristiane riguardanti la sfera del femminile e delle sue manifestazioni connesse al concetto di “madre terra”.  

 Il culto della terra e della natura in genere fu legato al principio del divenire. Intimamente collegato all’archetipo femminile, questo espresse la nozione di fecondità e d’origine delle cose terrene, quale principio vitalizzante dell’universo visibile. All’elemento terra, espresso anche in cromatismi culturali, fu connesso il colore scuro. Sotto tale aspetto assunsero precisi significati esoterici i simulacri delle “madonne nere”, che alcuni esoteristi affermarono essere state creazioni simboliche dei Templari.
Una tradizione cristiana attesta che esse siano state scolpite o dipinte da San Luca evangelista il quale, non per casuale consuetudine, possiede come emblema un toro, animale considerato tellurico per eccellenza dalle tradizioni sapienziali.

L’attribuzione all’evangelista delle madonne nere è leggenda, così come non trova ragionevole giustificazione storica assegnare all’Ordine del Tempio la paternità di questi simulacri, quantunque in esso la valenza sacrale del simbolo sia rimasta costantemente presente.

Ora sappiamo che le variazioni del magnetismo terrestre sono in rapporto al verificarsi delle lunazioni e alle posizioni che il nostro pianeta riveste rispetto agli altri corpi celesti. Pertanto gli antichi saggi correlavano le manifestazioni delle divinità telluriche alla comparsa nella volta celeste della Costellazione della Vergine, ossia al momento in cui la potenza magnetica del sottosuolo raggiungeva il culmine.
Secondo l’interpretazione astrologica, anche il segno zodiacale della Vergine è posto sotto il dominio dell’elemento terra.

L’apparizione ciclica della Costellazione della Vergine in cielo, connessa alla nozione della terra vergine e madre, fu motivo della formulazione della “teoria delle due vergini”, ovvero dell’inferiore tellurica e della superiore celeste. Sulla scorta di tali conoscenze, l’Ordine edificò chiese, santuari o cattedrali consacrate al culto della vergine-madre, della notre-dame, come fu chiamata da Bernardo di Clairveaux.
Sotto tale aspetto, i luoghi dove furono collocate dai Templari le madri nere, dovrebbero essere considerati non soltanto spazi dedicati al culto, ma soprattutto punti di congiunzione tra l’uomo e il celeste. Un ponte sacrale, insomma, di cui lo scuro simulacro femminile costituiva l’indicazione manifesta.
L’esercizio da parte dei Templari alla devozione mariana si riscontra anche nei cosìddetti “Retrais”, ovvero in un corpo di norme comportamentali non ufficiali composte in un anno imprecisato successivo al 1145.
Mediante tali norme si richiedeva al singolo cavaliere di avere un cuore generoso e forte, una fede ardente, una cieca obbedienza ed un coraggio a tutta prova.
Ma poiché sarebbe stato bene che tutti gli uomini forti avessero avuto riposta nell’animo una tenerezza segreta, i Cavalieri del Tempio avrebbero dovuto rendere onore con preghiere quotidiane alla Madonna “… dal quale nome fu originato l’Ordine e nel quale onore, se Iddio vorrà, avverrà la sua fine…”, com’è scritto in un passo dei Retrais.

Alcuni studiosi pongono in evidenza come la fedeltà dell’Ordine verso la Madonna, e in genere verso l’idea del femminile, si sia manifestata concretamente nella difesa (vedi Madonna di Loreto) delle reliquie della casa di Nazareth e successivamente all’abbandono della Terrasanta da parte dei Cavalieri, nella riproposizione in chiave esoterica della stessa reliquia in territorio piceno. Tuttavia la devozione dell’Ordine per notre-dame derivò da una matrice sostanzialmente differente dalle credenze cristiane: i Templari ne conservarono le forme devozionali, ma la teoria sviluppata dallo stesso Bernardo aveva radici ben più lontane.

madonna di loreto

Secondo il dogma cristiano, Maria, oltre all’aver concepito senza alcun contatto carnale,  sarebbe rimasta vergine anche dopo aver partorito Gesù. Il termine “vergine”, secondo le antiche culture, è molto più ampio di quello della teologia cristiana. Termine che tuttavia è rimasto ancor oggi nell’uso comune.
La verginità non indicava necessariamente lo stato di non avvenuta deflorazione, bensì quello di giovinezza che prelude al matrimonio.
Nel lessico latino, del resto, il termine virgo va accostato a vir e a virga, bastone, detto usato per indicare il membro maschile. Vergine era dunque chi era prossima, o prossimo, alle nozze.

La condizione di verginità rappresentava dunque non soltanto uno stato anatomo-fisiologico specifico dell’età adolescenziale, ma perfino uno stato giuridico in seno alla società. 
Perciò la condizione verginale si estendeva alla donna non sposata indipendentemente dai rapporti sessuali che avrebbe avuto o che avrebbe potuto intrattenere, con gli uomini.

Il significato sacrale del femminile rimase comunque incorrotto in seno all’Ordine del Tempio nei significati di vergine e di madre. In sostanza venerare una donna significò per i Templari sublimare l’ordine naturale del cosmo, inteso come sintesi della terra e del cielo.
In più l’amore verso notre-dame divenne un mezzo di purificazione interiore al fine di raggiungere il montsalvat (Monte della Salvezza) mediante la conoscenza e l’uso delle cose terrene. Queste tematiche sono ribadite e spesso condotte alla massima intensità nelle chansons des gestes medievali e successivamente nella saga arthuriana della queste du grail.

<< indietro

avanti >>

Indice Templari

Indice Generale