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Sin dalle prime pagine della Genesi, la donna (simbolicamente
rappresentata da Eva) viene enfatizzata come creatura sublime:
essa rappresenta l’ ultimo capolavoro del Verbo, il vertice assoluto
della creazione. Nasce per una ben definita missione: essere un
aiuto per l' uomo (2,18). Ppiù che un semplice aiuto, in
verità essa è un completamento dello stesso che
porta il genere umano ad essere immagine di Dio (1,27) nell’ aspetto
trinitario (la loro reciproca attrazione figurerebbe invece il
vincolo d’ amore tra il Padre ed il Figlio ossia il Paraclito). Considerazioni
altrettanto fondate, ci offrono l’ occasione di smitizzare anche
il concetto distorto di “fautrice” del peccato originale, del
quale resterà vittima nelle nostre tradizioni.
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Eva fu è vero, colei che restò ammaliata dalle
seduzioni del serpente, ma nessuna controprova ci è
mai stata fornita riguardo un atteggiamento diverso da quello
di Adamo. Appare logico pensare che invece Satana scelse
la donna come prima vittima non perchè fosse più
ingenua (anzi, seppe dare una risposta eloquente al mentitore
(2,2-3), ma semplicemente già a conoscenza di quale
ascendente avesse nei confronti del suo compagno. |
Inoltre anche il termine “morte” come conseguenza della disubbidienza,
va acquisito nel suo significato più recondito: esso si
riferisce infatti a quella spirituale, non a quella materiale.
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L’ uomo e la donna infatti, creati con un corpo fatto di
“terra” e quindi sottomesso alla temporalità, sarebbero
ugualmente trapassati nell’ aldilà, sebbene in una maniera
meno traumatica. Del resto, sia Adamo che Eva dopo l’ ”accaduto”
non perirono affatto, ma persero soltanto il vivificante contatto
con la sapienza di Dio. Non ebbero infatti, come prometteva
il diavolo, la vera conoscenza del bene e del male, ma solo
l’ illusione di possedere un giusto discernimento atto a legittimare
un’ accomodante etica personale: le invidie, gli odii, le guerre,
sono ancora oggi le conseguenze di una coscienza soggettiva
e fallibile. Fu proprio per tale motivo che Eva, pur capendo
di aver sbagliato, fece condividere gli effetti dell’ errore
anche ad Adamo. |

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Si noterà ancora che il primo episodio “peccaminoso” nella
nuova condizione venne proprio da lui, che scaricò egoisticamente
la colpa sulla sua compagna. Eva ammise invece il proprio
errore dando inizio a quella superbia, a scapito del prossimo,
che da sempre vive nel mondo e che probabilmente lo accompagnerà
fino alla sua fine. Anche nella promessa di redenzione per il
mondo” femminile”, gli viene riservato un ruolo da protagonista
(3,15).
Oltre che nella Genesi, il ruolo salvifico della donna, verrà
sempre evidenziato negli scritti dell’ Antico Testamento dove
s’ incontrano numerose eroine, ebraiche e non, alla pari dei profeti
maschili.
Con la Vergine Maria, la donna diventerà , come accennato,
il tempio vivente di Dio, la donatrice della salvezza e soprattutto,
il mezzo della divinità per entrare nella nostra dimensione.
Essa viene così ad incarnare il monte Sinai, il velo del
Sancta Sanctoroum, la linea comune tra il mondo materiale e l’
Abisso, per usare il linguaggio di Jacob Boeme: in sostanza il
limite tra umano e divino che, se non potrà mai essere
sorpassato nella nostra dimensione terrena, ci può permettere
di realizzare un’ unione metafisica con la Grazia Celeste, perlomeno
percependola come vicina a noi con una grande intensità.
Ancor oggi, questo grande mistero, non è stato pienamente
compreso e la valenza mistica della donna ha conosciuto solo parziali
applicazioni. Tuttavia nell’ antichità, sebbene sporadicamente
e per motivi molto meno profondi, la donna è comunque riuscita
a farsi scoprire ed apprezzare sotto l’ aspetto di “mediatrice
divina” in più di un’ occasione.
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