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pietre preziose zaffiro

zaffiro

 

Lo zaffiro fa parte della famiglia pregiata dei corindoni, ha un colore blu-azzurro più o meno intenso che può mutare in varie tonalità, comunque il colore più pregiato è il blu fiordaliso dovuto per La presenza  in esso di ferro e titanio. Proviene dal Kashmir ed è ora piuttosto raro.

Vi sono anche corindoni di colore arancio, verde, violetto, giallo e rosa comunemente detti zaffiri gialli e zaffiri rosa che hanno le proprietà tipiche dei loro colori, raramente vi è lo zaffiro nero.

Abbiamo lo zaffiro bianco o incolore chiamato leucozaffiro dal greco leukos, mentre rarissimo e preziosa la varietà di un caldo colore giallo-arancio, definito zaffiro arancio,  il padparascia, che in  cingalese vuol dire fior di loto.

Sulla scala di Mosh Il grado di durezza dello zaffiro è 9, la sua densità 4. E’ duro come il rubino è quasi quanto il diamante.

I giacimenti si trovano nel Sud-est asiatico, nello Sri Lanka, in Australia.

Il nome Zaffiro deriva dal latino Sappirus che deriva a sua volta dal greco Sappheiros, lui stesso sorto da una lingua semitica che a sua volta l’ha preso dal sanscrito Sanipryàm.

Gli Egizi lo chiamavano pietra delle stelle, perché ritenevano che posizionasse gli astri in configurazioni favorevoli; presso i Parsi, seguaci della religione di Zarathushtra (corrente religiosa basata maggiormente sul culto di divinità guerriere, di sacrifici animali e su pratiche di stregoneria), lo Zaffiro era considerato la pietra della veggenza mentre per la tradizione buddista è una pietra devozionale.

I Greci lo usavano per ottenere oracoli e lo dedicavano a Giove padre degli dei.

E’ detto anche “cristallo dell’ispirazione” e se a taglio “cabochon” è chiamato “Zaffiro stellato”.

Un cristallo, una pietra, un metallo non contengono in sé il potere d’azione, ma affermano gli studiosi del ramo, attraverso il pensiero ed una “giusta volontà intenzionale” potranno agire sul campo bioplasmatico umano, riarmonizzando e amplificando l’energia umana.

Nella cristalloterapy questa pietra viene usata come efficace antidepressivo in particolar modo come coadiuvante nelle cure contro l’insonnia, inoltre sembra abbia  la particolarità di rafforzare la circolazione sanguigna, di attivare la ghiandola pituitaria aiutando di conseguenza, tutto il sistema ghiandolare. Altre sue note curative: migliora la vista e rinforza la memoria. E’, dunque, un vero toccasana!

A livello sottile, lo zaffiro è collegato con il terzo occhio, stimola l'ipofisi e l'equilibrio del sistema neuro-endocrino-immunitario. Espande lo stato di coscienza ed elimina la confusione mentale favorendo il contatto con le energie cosmiche. Questa pietra rafforza la volontà e induce alla realizzazione degli obiettivi che ci si propone.

Il blu intenso e trasparente dello zaffiro sembra sia molto simile al colore del vortice cardiaco e sarà dunque questo il punto simbolico d'entrata consigliato e diretto alla ricerca dei legami e delle connessioni fra un centro e l'altro.

Nel blu, dice Vasilij Kandinskij, troviamo il dono della profondità. Quanto più il blu è profondo, tanto più fortemente richiama verso l’infinito. E’ il colore del contatto con la parte interiore, dell’inconscio e dell’ immenso. Allinea lo spirito al corpo/mente, stimola le attività psichiche, la comprensibilità, l'introspezione.

Dona espressione creativa, lealtà, amore, pace, armonia interiore, felicità, introspezione e se si pensa al colore blu non si può fare a meno di pensare alle acque profonde del mare e al cielo terso e al velo azzurro della Madonna, simbolo d’infinito eternità e divino.

Secondo la medicina popolare lo zaffiro previene i reumatismi e la sciatica ed è utile anche in casi di epilessia e d’isteria. Altre sue particolarità terapeutiche: aumenta il livello di potassio, magnesio e calcio nell’organismo.

Aiuta la connessione con l'Io Superiore e gli Spiriti Guida attraverso la meditazione stimolando il desiderio di preghiera e di  devozione e permettendo il raggiungimento della pace interiore.

Lo Zaffiro è giudicato utile anche per comprendere il codice del proprio karma (termine sanscrito che indica presso le culture orientali, il processo di causa ed effetto che regola la vita di tutto ciò che è manifesto nell’universo e che vincola le anime cioè, il ciclo della morte e della rinascita) e per farci distaccare dalla vita materiale, favorendo la consapevolezza.

L’ emanazione insita nella pietra aiuta a farci diventare più percettivi a quei segnali che arrivano dal nostro sottilissimo intuito e di conseguenza può aiutarci a prendere le appropriate decisioni nella vita, con una chiara visione del nostro cammino.

Ed ora non vi resta che prenderlo in considerazione e sperimentare le sue qualità.

    Alcuni Zaffiri famosi:

della “Ionides Collection” di Londra d’epoca ellenistica, una gemma intagliata con il ritratto d’Augusto montata su anello d’oro, ed un’altra con la testa di Poseidone.

Un altro zaffiro prezioso è “il sigillo di Alarico”, re dei Goti datato IV sec. a.C e custodito a Vienna oppure lo Zaffiro azzurro-violetto incastonato dall’orafo Castellani su una spilla in oro, pietre e smalti e conservato nel”Museo di Villa Giulia” a Roma.

Famoso è lo zaffiro stellato “Star of Asia” di 330 carati conservato alla Smithsonian Institution di Washington oppure la “Star of Artaban” di 316 carati mentre di 2032 carati è quello con l’effige intagliata di Abramo Lincoln.

Bellissimo e prezioso quello tagliato a losanga di 133 carati acquistato da Luigi XIV  ed attualmente a Parigi, al Musée d’Histoire Naturelle.

Da non dimenticare inoltre la “boule” di 152,35 carati montata su una spilla realizzata da Cartier nel 1949 per la Duchessa di Windsor : una pantera gioiello di platino, diamanti e zaffiri, gioiello riportata su molti libri dedicati ai gioielli.

Gemme e monili da Mille e una Notte!

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