INTRODUZIONE
Non è necessario esercitare da lungo tempo l’astrologia per rendersi conto che molte sue affermazioni possono essere verificate mediante l’osservazione del comportamento umano.
Tuttavia, la varietà dei comportamenti e degli avvenimenti che l’astrologo mette in correlazione con i dati celesti presenta una singolare difficoltà, nel senso che essa non si lascia ridurre a semplici equivalenze semantiche. Quando si pensa che Giove indicherebbe sia la borghesia, la fortuna, i proprietari di cavalli da cor-sa, sia le cosce, i prelati, la ricchezza e le crisi di fegato (1), ci si meraviglia di non trovarvi anche dei procioni lavatori, poi si è assaliti da un dubbio: l’astrologia non è forse l’arte del bric-à-brac? Una specie di gigantesco self-service dove ciascuno, passando col suo piatto (in questo caso il tema astrologico che sta studiando) sceglierebbe ciò che meglio si addice alla sua occasionale strategia interpretativa?
Di fronte a quest’interrogativo, sono possibili due attitudini.
...O
si passa il proprio tempo a meravigliarsi che il fenomeno osservato in questa
Babele si trovi citato da qualche parte, ed allora ci si perde in salamelecchi
reverenziali di fronte ad una Tradizione che dice se ciò è giusto e se è vero,
per deviare in seguito frequentemente verso un settarismo parareligioso che
erige la cosiddetta Tradizione in Verbo Rivelato.
...Oppure
si riformulano le regole dell’Astrologia ad un livello superiore, il che non può
avvenire senza adottare un iter scientifico: criticare il falso, l’incerto,
l’inutile, costruire con umiltà delle ipotesi esplicative di cui un buon numero
sarà eliminate dalla prova dei fatti, saperne trarre le deduzioni, poi formulare
altre ipotesi che forse saranno anch’esse eliminate ma probabilmente in minor
numero delle precedenti, poi ricominciare ancora fino a quando nel reale niente
possa contraddirne l’ipotesi.
Ciò richiede:
a) che non si sia manipolato il reale per farlo coincidere con l’ipotesi.
b) Che il reale sia studiato con mezzi rigorosi e non sentimentalmente appreso da anime sensitive, da chi poesia e “scienza” sono una sola e medesima cosa.
c) Che la cultura del reale faccia essa stessa dei progressi, perché, dato che l’astrologia produce un discorso adeguato su certi aspetti al reale, bisogna sempre che in qualche modo l’uno e l’altro comunichino. Ora è proprio questo punto di contatto che attualmente non è conosciuto.
Alla presenza di questo problema, solo l’iter scientifico (ipotesi/prova dei fatti) è accettabile. Ma oggi, nessuna nozione può essere enunciata, per mancanza di conoscenze vere, in parte a causa della grande mancanza di ricerche serie in questo settore.
Un bell’esempio del contrasto tra una constatazione naturale e l’incertezza delle interpretazioni ci è data dall’osservazione realizzata dai professori J. Lansac e P. Guillen che avendo studiato le date di circa 6 milioni di nascite avvenute in Francia dal 1968 al 1974, hanno osservato un maggior numero dì nascite al momento delle fasi lunari che vanno dall’ultimo quarto più un giorno all’ultimo quarto più 10 giorni (Luna Nuova). Queste osservazioni ne riuniscono altre effettuate su campioni differenti (2).
Ecco, tutto ciò sembra un fatto naturale. La sbalorditiva varietà delle ipotesi esplicative espresse prova invece l’ignoranza che abbiamo dei meccanismi concreti che sottintendono il fenomeno.
...La
Luna agirebbe sul comportamento sessuale o psichico degli individui.
...La
Luna regolerebbe le possibilità di fecondazione.
...La
Luna deciderebbe del mantenimento o meno dell’uovo nella mucosa uteri-na al
momento dell’annidamento.
...La
Luna agirebbe sul momento del parto
...La
causa sarebbe legata alla variazione dell’effetto gravitazionale esercitato
sulla Terra dal Sole e dalla Luna, responsabile del ciclo delle maree.
...La
causa sarebbe legata a delle variazioni di pressione atmosferica che potrebbero
avere un’azione sull’organismo umano.
...La
causa sarebbe legata alla rapida variazione ciclica della luce lunare che
influenzerebbe il sistema neuro-endocrino.
...La
causa sarebbe legata a delle variazioni del magnetismo terrestre in funzione
della rivoluzione lunare sinodica che potrebbe agire sulla fecondità umana.
Gravitazione, luce, ritmi biologici, magnetismo... la gamma delle direzioni di ricerca è pertanto formulata. Ma pur restando costantemente nel campo delle ipotesi, le spiegazioni date prima, sono ugualmente credibili? I corpi celesti del sistema solare sono in grado di nodulare le variazioni dei parametri suggeriti? E, supponendo ciò in che queste variazioni possono avere un effetto sull’uomo? E nel caso in cui vi sia un effetto, questo ha un rapporto col discorso tenuto dall’astrologia, oppure ne deriva che si sovrappongano agli effetti astrologici senza confondersi con loro? Tutte le variazioni mal conosciute di coordinate in habitat mentale, sono di competenza astrologica per il solo fatto che sono mal conosciute?
In che cosa un fattore ambientale può essere considerato come astrologico?
Occorre che questo fattore possa esattamente variare mediante una o più coordinate astrologiche (pianeti, segni, aspetti); occorre che esso influenzi effettivamente l’essere umano in modo osservabile; occorre che la risultante di questa influenza si inserisca in modo coerente nella teoria e nella pratica astrologica, e tutto ciò per apportarvi del nuovo.
L’astrologia è innanzi tutto basata sull’osservazione degli effetti planetari. I segni zodiacali non entrano in gioco se non come indicatori della relativa posizione angolare del pianeta in rapporto ad un osservatore terrestre. Gli aspetti sono delle relazioni angolari dei pianeti tra loro su una rappresentazione in due dimensioni.
Un approccio scientifico dell’effetto astrologico non può, dunque, basarsi che su parametri attualmente conosciuti e analizzati nell’ambito della scienza, anche a costo di modificarne il cosiddetto approccio in finzione dei progressi nella conoscenza. in questo senso, l’astrologia è naturale, vale a dire fondata su delle leggi della natura riconosciute come tali da coloro che ne professano lo studio.
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NOTE ALL' "INTRODUZIONE"
1) Hades, Manuel complet d’aslrologie
scientifique et traditionnelle, éd. Bussière, 1967, p. 4748 e Manuel
complet d’astrologie médicale, 1970, pp. 53-54.
2) Jacques Lansac e Paul Gullen,
Naissances et cycle lunaire, in SV Hors Série Trimestriel n° 163, Juin
1988, pp. 145 sgg. “Cycles et saisons”.
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Abbreviazioni utilizzate nelle
note:
EA = Grande Encyclopédie Alpha
des Sciences et des Techniques, éd. Grange Batelière, 1974.
NC = riferimenti non conosciuti.
PS = rivista: Pour la Science.
R = rivista: La Recherche.
SV = rivista: Science et Vie.