CHE COS'E' LO SPIRITO?

Che cos'è lo spirito? Non lo so, ma so che mi fa venire
un brivido lungo la spina dorsale del Tutto, risuonando dal Nulla

Non si può definire ciò che è indefinito, ma si può percepirlo attraverso la sua manifestazione. Il grande Manitù, Kamisama, Tao, Dio. Ogni volta che lo nominiamo evochiamo solo una fase si quello che è: tuttavia evochiamo il conosciuto e “lui” appartiene a quella fase dello sconosciuto che è “lui” appartiene a quella fase dello sconosciuto che è “ciò che non si può conoscere”, anche se tutto il mondo materiale è pieno del suo vuoto.

A noi arriva manifestato attraverso forze che si polarizzano all'infinito e mostrano tutte le gamme di frequenze vibratorie possibili nel mondo evidente.

Quelle manifestazioni in forze e l'ordine che le dirige, nascondono le chiavi di ciò che è sconosciuto, non di quello che “è”, ma di come agisce. I saggi di ogni tempo hanno tentato di decodificare questi segni; attraverso la sua evoluzione l'uomo ha cercato di spiegare, comprendere e interagire con essi usando tutti gli strumenti analitici e percettivi di cui è dotato.

Per gli sciamani, questa forza indifferenziata rappresenta il potere più grande, la “grande medicina”. Lo sciamanesimo cerca, attraverso i più svariati strumenti, di accedere a questa interazione con le manifestazioni del grande Spirito.

Ci sono molti tipi di sciamani, è chiaro che non sono tutti uguali né nel loro proposito o livello evolutivo né nella natura del loro sentire, sempre in sintonia con specifiche frequenze vibratorie della loro stessa “canzone” personale. Ciò che hanno in comune questi “Guerrieri dello Spirito” è l'intenzione di trasgredire il visibile, poiché nell'invisibile riescono ad avvicinarsi alla fonte primigenia di tutto ciò che è.

Il visibile è la manifestazione ovvia delle forze, ma non è l'insieme di quelle forze in se stesse. Quindi la materia è una condensazione delle forze e queste scaturiscono continuamente dal misterioso vuoto attraverso onde di forma, che precedono perfino la manifestazione delle particelle fisiche più elementari.

Quando si mettono in contatto con il mondo spirituale, gli sciamani accedono a una fonte che lo interpenetra e lo precede, anche se (e proprio per questo motivo) è una fase “non temporale”- Questa dimensione possiede leggi specifiche e peculiarità, sebbene risponda alle “Grandi legi” come ciò che è materiale. E' come viaggiare in un paese lontano dove la forza di gravità funziona come a casa tua ma, nella migliore delle ipotesi, per dire “no” si muove la testa dall'alto al basso, al contrario di qui.

Lo sciamanesimo lotta per comprendere come si codificano queste leggi e apprende a negoziare con esse. E' a questo punto che si trasforma in una medicina spirituale; forse questa è la sua sfaccettatura più conosciuta, anche se non è l'unica. Possiede i suoi strumenti di diagnostica, ma anche le sue metodologie di trattamento. Ancora una volta non tutti gli sciamani sono uguali e non tutti possiedono simili livelli di comprensione. Come nelle medicine fisiche, ci sono gradi e livelli. Esiste lo sciamanesimo da ricetta o sintomatico  ed esiste lo sciamanesimo d'alto livello.

Lo sciamano si occupa del legame dell'uomo con lo Spirito, nonostante questo sia solo un modo di dire, poiché lo spirito esiste ed è tutto. Tuttavia la differenziazione, la polarizzazione, che hanno reso possibile l'illuminazione della coscienza, passando attraverso la fase di particolarizzazione, hanno obbligatoriamente cancellato le memorie e la coscienza di unità. Lo sciamano dopo il lavoro di espansione della sua coscienza, si tuffa di nuovo in quel mondo primigenio attraverso, in primo luogo, la sua relazione personale e diretta con quelle forze che manifestano lo Spirito e, in seguito, attraverso la sua interazione con esse, Per questo motivo il livello di coscienza dello sciamano sarà il fattore determinante del grado fei suoi intenti e il suo sentire personale sarà ciò che gradua l'utilizzo intimo degli stessi. Quando si parla di forze primordialio va compreso che gli sciamani affrontano e incontrano sulla loro strada forze potentissime, molto superiori in potere a quelle dello stesso essere umano, ma è la luce della loro intelligenza ciò che permette loro di seguire una direzione. Come un torero “irrita” un toro, molto più forte fisicamente, usando solo il suo sapere e potere personali, “L'Uomo dello Spirito”  è capace di affrontare un confronto con forze inimmaginabili che farebbero rizzare i capelli a chiunque.

Lo sciamano accede a questa posizione per merito proprio attraverso la sua evoluzione personale, ma è il tocco del proprio Spirito che alla fine dà il permesso e l'accesso a questa trasgressione.

Nei percorsi sciamanici o spirituali, l'interazione con le forze primordiali acquisisce forme e linguaggi propri di ciascuna cultura e, all'interno di queste culture, di ogni iniziato. Se il cammino possiede la ricchezza e il potere necessari, gli sciamani cominciano un dialogo con il mondo spirituale che è in sé un'estrema trasgressione dei loro stessi limiti percettivi. Ancora una volta è a questo punto che lo Spirito, attraverso molte forma, comprese forme spirituali, si avvicina all'iniziato per istruirlo sulle materie relative al suo apprendimento.

In accordo alla stessa matura del metodo e alla cultura dello ierofante, le conoscenze arriveranno. La mia peculiare personalità, quella che Castaneda chiamava “la mia predilezione”, ha fatto in modo che queste forme di approssimazione siano e debbano essere inequivocabilmente empiriche; la contraddizione in tutto ciò è che, in fondo, una volta verificato il loro potere, a qualcosa dentro di me non importa niente se io sono veramente o meno, semplicemente le riconosce e accetta con una naturalezza raccapricciante. E' chiaro che gli stessi strumenti dei miei studi mi stanno fornendo le chiavi per comprendere me stesso e, una volta che questo cammino è stato intrapreso, i veli cadono uno dopo l'altro come tasselli di un domino, spiegando alcuni paradossi incomprensibili fino a questo momento. Non posso parlare dello spirito, parlo solo di ciò che esso emana, ma posso parlare del mondo spirituale, questa dimensione invisibile ma che governa tutto.

Lo Spirito governa senza governare, ma la manifestazione delle sue forze ha direzione, forma e personalità ben definite. Lo sciamano studia e negozia con elementi del piano spirituale partendo da questo mondo materiale e viceversa; porta e prende da uno a partire dall'altro, perché sa che non sono separati. E' questa coscienza di ritorno all'unita senza smettere di essere la singola parte, la principale trasgressione dello sciamanesimo come cammino.

Il problema dell'uomo comune con il mondo spirituale è che, nonostante ciò che percepisce continuamente, non riesce a codificare i suoi messaggi, perché è ancorato esclusivamente ai limiti percettivi del suo discorso mentale, emozionale o fisico, o anche perché il suo destino personale o i suoi strumenti non sono accordati su questa lunghezza d'onda. Quando è in grado di rimuovere questo ancoraggio della sua coscienza dalla sola percezione delle gamme vibratorie di ciò che è fisico a un altro tipo di forza, quando comincia a parlare con esse, a studiare i loro linguaggi, le loro direzioni e le loro peculiarità, le loro leggi e le loro manifestazioni, si trasforma in uno sciamano, perché il suo lavoro, la sua percezione e la sua energia sono sintonizzate su entrambi i piani.

Lo Spirito, davanti e dietro a tutto questo, è percepito solo come il latente che abita e genera le forze che lo manifestano: gli “dei”, le frequenze vibratorie, l'espressione potente e forte di ciò che è.

Che cos'è lo Spirito? Non lo so, ma so che mi fa venire un brivido lungo la spina dorsale del Tutto, risuonando dal Nulla.

Alfredo Tucci
Direttore Editoriale di BUDO INTERNATIONAL

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