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Non si può definire ciò che è indefinito,
ma si può percepirlo attraverso la sua manifestazione.
Il grande Manitù, Kamisama, Tao, Dio. Ogni volta che lo
nominiamo evochiamo solo una fase si quello che è: tuttavia
evochiamo il conosciuto e “lui” appartiene a quella fase dello
sconosciuto che è “lui” appartiene a quella fase dello
sconosciuto che è “ciò che non si può conoscere”,
anche se tutto il mondo materiale è pieno del suo vuoto.
A noi arriva manifestato attraverso forze che si polarizzano
all'infinito e mostrano tutte le gamme di frequenze vibratorie
possibili nel mondo evidente.
Quelle manifestazioni in forze e l'ordine che le dirige, nascondono
le chiavi di ciò che è sconosciuto, non di quello
che “è”, ma di come agisce. I saggi di ogni tempo hanno
tentato di decodificare questi segni; attraverso la sua evoluzione
l'uomo ha cercato di spiegare, comprendere e interagire con essi
usando tutti gli strumenti analitici e percettivi di cui è
dotato.
Per gli sciamani, questa forza indifferenziata rappresenta
il potere più grande, la “grande medicina”. Lo sciamanesimo
cerca, attraverso i più svariati strumenti, di accedere
a questa interazione con le manifestazioni del grande Spirito.
Ci sono molti tipi di sciamani, è chiaro che non sono
tutti uguali né nel loro proposito o livello evolutivo
né nella natura del loro sentire, sempre in sintonia con
specifiche frequenze vibratorie della loro stessa “canzone” personale.
Ciò che hanno in comune questi “Guerrieri dello Spirito”
è l'intenzione di trasgredire il visibile, poiché
nell'invisibile riescono ad avvicinarsi alla fonte primigenia
di tutto ciò che è.
Il visibile è la manifestazione ovvia delle forze, ma
non è l'insieme di quelle forze in se stesse. Quindi la
materia è una condensazione delle forze e queste scaturiscono
continuamente dal misterioso vuoto attraverso onde di forma, che
precedono perfino la manifestazione delle particelle fisiche più
elementari.
Quando si mettono in contatto con il mondo spirituale, gli
sciamani accedono a una fonte che lo interpenetra e lo precede,
anche se (e proprio per questo motivo) è una fase “non
temporale”- Questa dimensione possiede leggi specifiche e peculiarità,
sebbene risponda alle “Grandi legi” come ciò che è
materiale. E' come viaggiare in un paese lontano dove la forza
di gravità funziona come a casa tua ma, nella migliore
delle ipotesi, per dire “no” si muove la testa dall'alto al basso,
al contrario di qui.
Lo sciamanesimo lotta per comprendere come si codificano queste
leggi e apprende a negoziare con esse. E' a questo punto che si
trasforma in una medicina spirituale; forse questa è la
sua sfaccettatura più conosciuta, anche se non è
l'unica. Possiede i suoi strumenti di diagnostica, ma anche le
sue metodologie di trattamento. Ancora una volta non tutti gli
sciamani sono uguali e non tutti possiedono simili livelli di
comprensione. Come nelle medicine fisiche, ci sono gradi e livelli.
Esiste lo sciamanesimo da ricetta o sintomatico ed esiste
lo sciamanesimo d'alto livello.
Lo sciamano si occupa del legame dell'uomo con lo Spirito,
nonostante questo sia solo un modo di dire, poiché lo spirito
esiste ed è tutto. Tuttavia la differenziazione, la polarizzazione,
che hanno reso possibile l'illuminazione della coscienza, passando
attraverso la fase di particolarizzazione, hanno obbligatoriamente
cancellato le memorie e la coscienza di unità. Lo sciamano
dopo il lavoro di espansione della sua coscienza, si tuffa di
nuovo in quel mondo primigenio attraverso, in primo luogo, la
sua relazione personale e diretta con quelle forze che manifestano
lo Spirito e, in seguito, attraverso la sua interazione con esse,
Per questo motivo il livello di coscienza dello sciamano sarà
il fattore determinante del grado fei suoi intenti e il suo sentire
personale sarà ciò che gradua l'utilizzo intimo
degli stessi. Quando si parla di forze primordialio va compreso
che gli sciamani affrontano e incontrano sulla loro strada forze
potentissime, molto superiori in potere a quelle dello stesso
essere umano, ma è la luce della loro intelligenza ciò
che permette loro di seguire una direzione. Come un torero “irrita”
un toro, molto più forte fisicamente, usando solo il suo
sapere e potere personali, “L'Uomo dello Spirito” è
capace di affrontare un confronto con forze inimmaginabili che
farebbero rizzare i capelli a chiunque.
Lo sciamano accede a questa posizione per merito proprio attraverso
la sua evoluzione personale, ma è il tocco del proprio
Spirito che alla fine dà il permesso e l'accesso a questa
trasgressione.
Nei percorsi sciamanici o spirituali, l'interazione con le
forze primordiali acquisisce forme e linguaggi propri di ciascuna
cultura e, all'interno di queste culture, di ogni iniziato. Se
il cammino possiede la ricchezza e il potere necessari, gli sciamani
cominciano un dialogo con il mondo spirituale che è in
sé un'estrema trasgressione dei loro stessi limiti percettivi.
Ancora una volta è a questo punto che lo Spirito, attraverso
molte forma, comprese forme spirituali, si avvicina all'iniziato
per istruirlo sulle materie relative al suo apprendimento.
In accordo alla stessa matura del metodo e alla cultura dello
ierofante, le conoscenze arriveranno. La mia peculiare personalità,
quella che Castaneda chiamava “la mia predilezione”, ha fatto
in modo che queste forme di approssimazione siano e debbano essere
inequivocabilmente empiriche; la contraddizione in tutto ciò
è che, in fondo, una volta verificato il loro potere, a
qualcosa dentro di me non importa niente se io sono veramente
o meno, semplicemente le riconosce e accetta con una naturalezza
raccapricciante. E' chiaro che gli stessi strumenti dei miei studi
mi stanno fornendo le chiavi per comprendere me stesso e, una
volta che questo cammino è stato intrapreso, i veli cadono
uno dopo l'altro come tasselli di un domino, spiegando alcuni
paradossi incomprensibili fino a questo momento. Non posso parlare
dello spirito, parlo solo di ciò che esso emana, ma posso
parlare del mondo spirituale, questa dimensione invisibile ma
che governa tutto.
Lo Spirito governa senza governare, ma la manifestazione delle
sue forze ha direzione, forma e personalità ben definite.
Lo sciamano studia e negozia con elementi del piano spirituale
partendo da questo mondo materiale e viceversa; porta e prende
da uno a partire dall'altro, perché sa che non sono separati.
E' questa coscienza di ritorno all'unita senza smettere di essere
la singola parte, la principale trasgressione dello sciamanesimo
come cammino.
Il problema dell'uomo comune con il mondo spirituale è
che, nonostante ciò che percepisce continuamente, non riesce
a codificare i suoi messaggi, perché è ancorato
esclusivamente ai limiti percettivi del suo discorso mentale,
emozionale o fisico, o anche perché il suo destino personale
o i suoi strumenti non sono accordati su questa lunghezza d'onda.
Quando è in grado di rimuovere questo ancoraggio della
sua coscienza dalla sola percezione delle gamme vibratorie di
ciò che è fisico a un altro tipo di forza, quando
comincia a parlare con esse, a studiare i loro linguaggi, le loro
direzioni e le loro peculiarità, le loro leggi e le loro
manifestazioni, si trasforma in uno sciamano, perché il
suo lavoro, la sua percezione e la sua energia sono sintonizzate
su entrambi i piani.
Lo Spirito, davanti e dietro a tutto questo, è percepito
solo come il latente che abita e genera le forze che lo manifestano:
gli “dei”, le frequenze vibratorie, l'espressione potente e forte
di ciò che è.
Che cos'è lo Spirito? Non lo so, ma so che mi fa venire
un brivido lungo la spina dorsale del Tutto, risuonando dal Nulla.
Alfredo Tucci Direttore Editoriale di BUDO INTERNATIONAL
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