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Un compendio dell’aspetto miracolistico di Francesco
sono i cosiddetti "Fioretti
di San Francesco", una composizione d’anonimo
autore senese databile tra il 1370 e il 1390. Pare che
i "Fioretti" siano stati ripresi dagli “Acta
beati Francisci et sociorum eius” di fra’ Ugolino da Monte
Santamaria forse nel 1298.
Il testo, di chiara natura agiografica,
si compone di 53 episodi dimostrativi della vita del Santo
e dei suoi frati e rispecchia molto bene la loro
fervente ammirazione nei suoi confronti: cavaliere ai loro
occhi, se non proprio eroe della sopportazione e, in questo
figlio diretto del Cristo.
Riporta gli avvenimenti salienti
della storia dell’Ordine, trasfigurandola in un
vero e proprio mito attraverso il significato della perfecta
laetitia di Francesco e dei suoi compagni.
I racconti stilati in lingua volgare si elevano in un’atmosfera
incantata e limpidissima nella quale la spiritualità
francescana viene incarnata dall’esempio della sua vita
e dalle sue semplici parole.
Dello stesso Francesco restano alcuni scritti in latino:
la “Prima” e la “Seconda Regola”, le 28 “Admonitiones”
ai confratelli e un “Testamentum”(1226) dettato in latino
negli ultimi suoi giorni di vita a coloro che hanno voluto
condividerla, indicativo di istanti della sua spiritualità
ritenuti irrinunciabili.
E’ la testimonianza solenne della sua vita, ma contiene
anche una serie di ordini molto decisi ai frati ed è
un documento fondamentale per comprendere sia le sue intime
inquietudini, sia la storia travagliata del suo Ordine
e risulta indicativo di passi della sua spiritualità
ritenuti irrinunciabili.
Ma l’opera più importante di Francesco rimane
comunque il cosiddetto “Cantico
delle Creature” (nominato anche “Cantico di
frate Sole”) composto due anni prima della sua morte, si
data al 1225, e probabilmente completato poco prima della
sua dipartita finale.
E’ un canto di lode e gloria e onore e benedizione rivolto
a Dio padre e come le lodi dell’altissimo Dio, scritto
in dialetto umbro del tempo, non è un testo facile.
Vi si celebrano le lodi del Creatore attraverso l’esaltazione
delle sue creature o, secondo altre interpretazioni, attraverso
l’esaltazione che ne fanno le creature stesse.
Leggere questi scritti rende facile capire la grandezza
di Francesco, quel suo spirito ardente e generoso, il rigore
e la forza straordinaria dell’animo, la dolcezza pari alla
severità, tutto innamorato di Dio, tutto preso dal
cantarne le lodi, di ravvisarlo nell’eucarestia, il solo
modo di vederlo in terra.
E’ stato dichiarato “Patrono d’Italia” da Papa Pio XII
il 18 giugno 1939 e dal 29 novembre 1979 anche “Patrono
degli ecologi e cultori dell’ecologia”.
©ASTERCENTER
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