|

Indichiamo che la prima regola, risultato di una elaborazione
durata molti anni, aveva un intento mistico e solo
in questa prospettiva normativo, mentre la seconda un solo
intento giuridico con qualche cenno mistico.
|

|
Nel 1223 e nell’anno successivo
Francesco, durante una meditazione solitaria sul Monte
della Verna, monte donatogli dal conte Orlando di Chiusi,
riceve le stimmate alle mani e ai piedi.
Le stimmate, dono doloroso e amaro, sono ravvisate
in questa prospettiva come il segno nel suo corpo di
quello che la sua voce annuncia: la necessità
di Cristo, del Dio-uomo per essere salvi, e per lui
sono un sigillo di gloria. Si dice che le stimmate,
viste come fenomeno della vita cristiana e forse anche
della vita spirituale extra-cristiana, possono essere
un fatto miracoloso, dunque soprannaturale, ma possono
essere anche un fenomeno spirituale, psicologico, certamente
un evento e appunto per questo un prezioso
dono che il Cielo concede ai propri eletti e che ha
del miracoloso.
|
Per Francesco rappresenterebbero lo “scioglimento reale
dei dilemmi, dei dubbi e delle difficoltà” che lo
avevano angustiato e la sua totale obbedienza al Signore,
a quella disponibilità al divino che lo rende divino,
nella parola e nell’intelletto come nel corpo. Questa
esperienza da lui vissuta a Siena e a Cortona e nel settembre
1224 alla Verna debilitano maggiormente il suo fisico già
minato dal male, (si tratta della malaria e del tracoma
che ha contratto in Oriente).
|

|
Il 4 ottobre (secondo la tradizione ecclesiastica
che fa iniziare il giorno dal calar del sole del giorno
precedente) del 1226, Francesco
spira nella cappella della chiesetta della Porziuncola
attorniato dall’amore dei suoi frati preganti
presenti per l’addio. Il 16 luglio 1228 segue la sua
solenne canonizzazione ad Assisi e viene proclamato
Santo da Papa Gregorio IX, il suo amico Ugolino dei
conti di Segni.
Francesco è tra i santi della Chiesa cattolica
più noti in tutto il mondo, il culto di lui è
grandissimo ed il pellegrinaggio alla sua tomba ha fatto
di Assisi una città santuario.
|
Dobbiamo ammettere che San Francesco è la figura
più popolare della storia italiana; centinaia di
affreschi e quadri lo ricordano ed ha creato un’enorme
letteratura soprattutto storica, eppure pochi italiani
hanno letto i suoi meravigliosi scritti da lui composti
sia in latino, in maggior misura nella sua componente biblico-liturgica
ed ecclesiastica, sia nel volgare umbro di Assisi.
Già quando era in vita era il soggetto di numerosi
racconti leggendari legati alla sua serafica identificazione
con il Crocifisso. Se
è presumibile proporne la data al 1205-1206, “La
preghiera davanti al Crocefisso”, è lo scritto più
antico di Francesco e riguarda l’inizio del suo rapporto
manifesto con Dio. Secondo la tradizione manoscritta,
la preghiera fu recitata da Francesco davanti al crocefisso
di San Damiano prima di avere la rivelazione della sua
missione. Viene infatti collocata al tempo del gesto che
dà inizio alla sua conversione, cioè alla
rinuncia ad ogni bene terreno. L’uso del volgare e la forma
di prosa ritmica avvicinano la preghiera al Cantico di
frate sole (1225-1226) e all’esortazione della lauda “Audite,
poverelle” (1225).
|
Celebri sono rimaste le leggende delle sue prediche
agli animali e in particolar modo agli uccelli che lo
ascoltavano con molta attenzione. Noto è il mutamento
operato sul lupo
di Gubbio, nonché la catechesi rivolta ai leopardi
del sultano d'Egitto. Per lui gli animali erano creature
consimili, comunicava con loro senza parole e veniva
loro incontro con amore.
Si racconta altresì, che Francesco fosse dotato
di forti poteri taumaturgici.
|

|
©ASTERCENTER
|