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Quali predicatori itineranti, alla ricchezza della borghesia
essi contrapponevano la predicazione penitenziale della
povertà, agli egoismi ed agli odi politici anteponevano
la carità in Cristo, all’orgoglio e alle vessazioni
dei nobili facevano prevalere la virtù dell’umiltà.
Anche se pochi, essi apparivano come un esercito e con
loro, suoi primi compagni è sempre in mezzo alla
gente.
Nel 1209 sono aumentati di numero anche se l’adesione
alla fraternitas significa la morte psicologica e spirituale
del richiedente affinché questi possa risorgere
alla vita nuova che proviene da Dio, ma per continuare
la sua opera d’evangelizzazione Francesco deve avere l’approvazione
della chiesa e perciò nel 1210, accompagnato da
tre suoi frati decide di andare a Roma.
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Vuole incontrare e sottoporre all’approvazione del
Concistorio e di papa Innocenzo III i principi della
sua Regola religiosa basata sulla povertà, sulla
carità e sull'umiltà in Cristo chiedendo
che la sua richiesta sia confermata dalla Sede apostolica.
Non gli fu facile accedere all’udienza e l’incontro
risultò essere l’epilogo di circostanze agitate
e bizzarre ma infine il Santo Padre commosso dalle parole
di Francesco approvò, pur non facendoli ratificare,
i punti base della primitiva regola francescana: l’ufficio
della predicazione e l’approvazione per l’Ordine: l’Ordo
fratum minorum.
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Salutato dal papa e con la sua santa benedizione, il
“poverello” lascia Roma e tornerà ad Assisi con
rinnovato fervore religioso.
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Nel frattempo Chiara, la fanciulla che Francesco
aveva visto passeggiare sulla piazza più importante
d'Assisi, era cresciuta ed aveva seguito il suo esempio
nella scelta religiosa abbandonando nel 1212 (secondo
alcuni la notte della domenica delle Palme, il 27 marzo
1211 o secondo altri il 18 marzo 1212) la casa paterna
e gli agi e i privilegi di cui traevano beneficio le
famiglie nobili dell’Umbria facendosi suora. Dopo un
certo periodo passato presso le Suore benedettine di
San Paolo a Bastia Umbra e poi a Sant Angelo di Panzo
sulle pendici del Monte Subasio, si rifugiò nella
chiesetta di San Damiano che divenne la casa madre.
Subito, come aveva fatto Francesco, aveva riunito
intorno a sé fanciulle disposte a seguirla sulla
via della religione di Cristo. Tre anni dopo Chiara
era già badessa di un nuovo ordine monastico
femminile d’impronta francescana: le Clarisse.
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Sono queste le “Povere Signore
di San Damiano”, ed hanno come criterio di vita
la verità e come dovere quello di esserle fedele
sino alla morte, in perfetta obbedienza. Sono ospitate
in un’ala di questo monastero situato nei pressi di Perugia,
da qui il loro valore morale si irradierà in tutta
Italia negli anni e nei secoli seguenti.
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Chiara d’Assisi è sempre stata una rigorosa
osservatrice della regola francescana, diede esempio
di povertà e d'umiltà assolute e, sebbene
malaticcia, dimostrò sempre una forza che aveva
del soprannaturale riuscendo in quei tempi burrascosi
a spargere intorno a se un clima di valore cristiano
sia con la parola che con l’esempio. La sua Regola,
forma di vita dell’Ordine delle Sorelle povere stabilita
da Francesco, fu ratificata da papa Innocenzo IV il
9 agosto 1253. E’ similare a quella dei frati minori,
ma in più ha la dimensione contemplativa nella
clausura le cui principali caratteristiche sono: la
contemplazione, la penitenza, l’amore del silenzio,
l’umile donarsi fraterno nell’ambito della comunità,
della grande famiglia umana.
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Chiara rese l’anima a Dio l’11 agosto dello stesso anno
dopo più di 40 anni passati soprattutto in silenzio,
muore nel convento di San Damiano, vicino a ad Assisi.
La sua canonizzazione è avvenuta il 16 luglio
1228 ad Assisi e fu elevata agli onori degli altari il
26 settembre 1255.
©ASTERCENTER
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