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Mettiamo
in risalto qualche nota biografica
Francesco Bernardone nasce in Assisi il 26 settembre
1181 (o 1182), suo padre Pietro dei Moriconi, detto
Bernardone, ricco mercante di tessuti, ha trascorso
buona parte della sua vita ad accumulare denaro vendendo
stoffe e broccati alla migliore nobiltà di Foligno,
Perugia e Terni e tanto era ancor preso dal commercio che
spesso veniva meno alle attenzioni che l’umile e sottomessa,
ma saggia sua consorte, la nobile Pica Bourlemont d’origine
provenzale, avrebbe maggiormente meritato. Ma quando
il figlio maschio nacque, Pietro non risparmiò amorose
cure sia a lui che alla madre non tanto perché sospinto
da paterni improvvisi sentimenti, quanto per poter essere
apprezzato dalla gente come uno dei più magnanimi
e munifici figli d’Assisi.
In Provenza per affari, al ritorno cambierà il
nome dato in sua assenza al bambino: Giovanni, e lo chiamerà
Francesco, forse come atto di riconoscenza per la stoffa
“francesca” che gli ha dato ricchezza e chiaro riferimento
alla Francia con la quale aveva proficui scambi commerciali.
Diede al fanciullo istruzione ed educazione eccellenti
scegliendo per lui i migliori insegnanti che la società
d’Assisi in quel tempo offriva.
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Francesco già in tenera età si era
dedicato allo studio dell’aritmetica e del latino, in
seguito a quello delle lettere e della teologia presso
i sacerdoti della Chiesa di San Ruffino non sempre con
profitto. Crescendo era particolarmente attratto dalla
poesia dei trovatori che cantavano le gesta dei Paladini
di Carlomagno e dei Cavalieri di re Artù e desideroso
d'imitarne le gesta.
Il padre lo aiuterà tuttavia a comprendere
anche il significato del gran favore concessogli dai
privilegi materiali che il prestigio del casato gli
dona e a ben capire gli esaltanti sentimenti risvegliati
in lui dalle passioni politiche, alla vanagloria dei
sogni cavallereschi ed anche a quelli tormentosi per
le giovani donne che spesso gli davano diletto.
Francesco era intelligente, espansivo, allegro e
prodigo, con una personalità forte, perciò
nella piccola città era veramente un personaggio
di spicco. Brillava, infatti, per nobiltà di
stirpe ma molto di più si distingueva per i suoi
buoni costumi.
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Raccontano che abbia amato la giovane Felicita, ma anche
Margherita e Lapa e che suoi compagni furono gli scapestrati
famigli e rampolli di mercanti: Erminio e Francesco, Ugolino
Giovanni da Arrosio e pure Angelo, Rufino e Leone. Dicono
che si occupasse molto dell’aspetto esteriore e della cura
del proprio corpo, che vestisse in maniera sfarzosa ed
accurata e che mai fu visto andare qua e là armato
od ubriaco.
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Poi si scatenò la guerra (nel 1054 si ha memoria
della prima contesa). Anni violenti in cui le passioni
politiche, che contrapponevano i guelfi (Perugia) e
i ghibellini (Assisi, Foligno e Todi), erano vissute
da tutti molto intensamente.
Le battaglie mandavano intorno forti e intensi bagliori
simili a quanto emblematicamente li emetteva l'armatura
di Francesco, magnifica e ferina nella sua apparenza
e che il padre, sempre pronto all'ostentazione del lusso,
aveva fatto mettere a punto appositamente per lui, orgoglio
della migliore gioventù d’Assisi.
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©ASTERCENTER
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