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Le truppe ausiliarie potevano
essere costituite da elementi mercenari provenienti da popoli alleati
o sconfitti che vi erano obbligati. Gli ausiliari avevano dei compiti
specifici: l'esplorazione, la ricerca, il contatto con l'avversario,
la costruzione di fortini difensivi ecc...
Quando l'impero romano raggiunse, la sua massima espansione, i
contingenti alleati furono presi dalle popolazioni barbariche.
Al tempo dell'Imperatore Traiano erano diventati così importanti
che nella guerra in Dacia furono loro i primi a scontrarsi con il
nemico.
Le coorti, a seconda della
tipologia, erano comandate o da un prefetto o da un tribuno. I ranghi
degli ufficiali inferiori erano costituiti da centurioni.
Il servizio militare di un ausiliario durava da 25 a 28
anni e come paga prendeva meno di un legionario, ma alla fine
della sua carriera, alla sua famiglia e a lui, veniva assicurata
la cittadinanza romana.
Il compito degli Ausiliari è quello di rompere le formazioni
nemiche con ondate di giavellotti che hanno una più lunga
gettata che il pilum di ferro che è più pesante
e trasportato dai legionari; gli ausiliari non portano l'armatura
e quindi non possono essere impiegati lungamente nel combattimento
corpo a corpo, ma possono combattere se costretti.
Il loro addestramento è impegnativo quanto quello dei legionari
ma devono essere affiancati da altre forze militari, in modo da non
stancarsi troppo.
L'Accampamento
Romano
L'accampamento militare era
di pianta rettangolare o quadrata con lati lunghi circa 500 metri,
circondato da un fossato profondo circa 2 metri. Lo si sceglieva
nelle vicinanze di un corso d'acqua affinché potesse essere
attrezzato di tutto: bagni, stalle, magazzini ecc... All'esterno
i fossati erano difesi da pali acuminati conficcati verso l'alto
e inclinati in avanti e le porte erano protette da torri di guardia.

Le tende erano in genere per
otto ufficiali mentre per i sotto-ufficiali erano previsti alloggi
più ampi; quando l'accampamento era fisso, le tende venivano
sostituite da case in muratura e il terrapieno, da mura robuste.
Poiché una legione contava circa seimila uomini, questi campi,
facilmente si trasformavano in piccole città attorno alle
quali si creava un mercato.
Il campo mobile fortificato
aveva una evidente funzione tattica, riconducibile all'ottenimento
di una serie di importanti vantaggi: offrire un rifugio sicuro per
la notte, consentendo non solo una accettabile protezione da eventuali
attacchi notturni, ma anche un'occasione di riposo e di distensione
per gli uomini della truppa, inoltre aveva anche il compito di contenere
eventuali fenomeni di diserzione, piuttosto frequenti negli eserciti
antichi ed essere anche un punto d'appoggio nel caso di una ritirata
strategica.
Il
campo era la naturale base di partenza per una strategia di aggressione,
coerentemente con la dottrina e la filosofia tattica dell'esercito
romano, che prevedeva l'immediato attacco frontale delle forze nemiche,
anche in eventuali condizioni di inferiorità numerica; gli
accessi al campo, pur realizzati e presidiati con cura, erano infatti
concepiti per consentire rapide e massicce uscite improvvise delle
truppe; la notevole ampiezza dello spazio compreso tra le tende più
esterne e il terrapieno perimetrale, era studiata non solo per offrire
una fascia di protezione da eventuali dardi provenienti dall'esterno,
ma soprattutto per consentire un comodo e rapido schieramento delle
truppe per uscire ed affrontare il nemico già in ordine di
battaglia.
I Velites erano truppe leggere
di schermigliatori che formano la prima linea principale di battaglia
di una legione mentre avanzava. Erano armate con dei giavellotti,
una spada appuntita e un piccolo scudo rotondo e nessun'altra protezione.
Attaccavano ripetutamente il nemico con brevi incursioni in attesa
che il grosso dell'esercito attaccasse.
Gli
arcieri romani erano truppe di supporto per la fanteria
più pesante, con un ruolo secondario ma importante nella guerra
romana e quindi erano reclutati fra i plebei. Quelli ausiliari erano
truppe di supporto, per le più pesanti unità di fanteria
della legione, non è previsto che combattessero corpo a corpo,
perciò non ricevevano l'equipaggiamento necessario a tal fine;
il loro scopo è quello di fornire supporto con il loro tiro
e permettere ai legionari di combattere, poiché la testa di
ponte era la fanteria pesante e altri tipi di combattenti venivano
visti solo come ausiliari. L'addestramento di quest'ultimi era duro
e rigoroso come quello dei legionari e la disciplina era rigida ed
inflessibile.
Gli
Hastati erano la prima linea di battaglia ed erano muniti
di una lancia denominata pilium, che era utilizzata dall'esercito
romano nei combattimenti a distanza. Erano dotati di una spada, di
un casco bronzeo, di un grande scudo e di un pettorale.
Il pilium, aveva una lunghezza
di 1,82 metri e presentava una giunzione tra la parte metallica e
l'asta di legno fatta con chiodi e bulloni. Al momento dell'impatto
contro l'obiettivo, si spezzava piegandosi in due con la giunzione
tra il legno e il metallo come unico punto di contatto. A volte era
appesantita con una palla di piombo proprio sotto la giuntura per
aumentarne la forza di penetrazione che sommata alla velocità,
riusciva a perforare armature, elmi e scudi.
Dal punto di vista tattico, veniva lanciato da una distanza di
20-25 metri dal nemico ed a volte grazie alla precisione di
tiro dei legionari addestrati, contemporaneamente al lancio, venivano
effettuate cariche mirate. L'effetto che produceva verso gli avversari
era enorme poiché o penetrava nella carne, o riduceva gli
scudi colpiti in pessime condizioni.
I
Principes erano i soldati più anziani e il loro
compito era di essere la seconda linea di difesa una volta che gli
hastati si ritiravano, per sfinire il nemico. Erano soldati capaci
e senza paura di combattere, muniti di pilium lo scagliavano
contro il nemico a distanza ravvicinata, prima del combattimento
corpo-a-corpo. Ciascuno era dotato di una spada, di un elmo bronzeo,
di un grande scudo e della cotta di maglia (maglia di ferro).
I
Triarii erano i lancieri pesanti e duri che componevano
le terze linee, trasportavano una lancia lunga che era usata per
spingere, uno scudo lungo e un gladio (spada corta a due tagli).
Erano i soldati veterani più anziani e ben corazzati, difficili
da sorprendere, l'ultima linea disponibile nelle legioni primo-modello
dei repubblicani.

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