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La grande Roma inizia a prendere forma dopo la conquista della Grecia (335-146 a. C.) che esercita una fortissima influenza sulla cultura e sulla civiltà romana, diventando presto sede dell'Impero dei Cesari che si estese a tutto il mondo allora conosciuto.

Dopo l'incendio del '64 d. C., attribuito a Nerone, nasce la Roma a forma di stella e la città viene adeguatamente protetta e siccome il nome non bastava da solo ad incutere rispetto, si costruirono le possenti mura Aureliane.

Nel 320 d. C con l'Editto di Costantino la città pagana diventa cristiana, ma si avvierà ad una decadenza che culminerà nel 476 d. C con la caduta dell'impero d'Occidente. Roma subirà invasioni di popoli barbari che la saccheggeranno distruggendo gran parte delle sue vestigia.

Il primitivo esercito romano era formato da gruppi di combattenti che appartenevano alle grandi famiglie aristocratiche che avevano l'opportunità di pagarsi carri, cavalli e armi di ferro. Le battaglie non si svolgevano a cavallo ma a piedi, i cavalli servivano solo per spostarsi  in fretta sul luogo dello scontro e il comandante dell'esercito era il re, coadiuvato da un generale  che  aveva un proprio sottoposto.

Sotto il regno di Servio Tullio, l'esercito di Roma e di altre città sotto  il suo potere  era organizzato in modo rigoroso, tutti gli uomini ricchi o meno, disposti a combattere insieme con disciplina, potevano aspirare non solo a una spartizione del bottino ma anche a un controllo politico della città.

Quelli che erano inferiori cioè i proletari  potevano combattere solo con armi rudimentali,  ma solo al di fuori dallo schieramento e senza la possibilità di ottenere ruoli politici di rilievo.

L'ordinamento politico-istituzionale fu una conseguenza di quello militare, infatti dall'esercito riunito per combattere, si sviluppò il comizio centuriato, cioè un'assemblea cittadina fondata sulle centurie di cui l'unità base era la legione. All'inizio era di 3.000 uomini che diventarono 6.000 comandata da due consoli.

La cavalleria che l'affiancava aveva 300 unità per legione perciò una centuria era  composta di 100 uomini, agli ordini di un ufficiale: il centurione.

La disciplina era un aspetto fondamentale e ogni soldato prestava un solenne giuramento al suo comandante e chi trasgrediva veniva punito severamente.

In battaglia ogni legione si schierava su tre linee: una aveva il compito di scagliare le lance per mettere in difficoltà le file nemiche, la seconda era composta da soldati più capaci che intervenivano subito dopo per lo scontro decisivo; e la terza era composta da quelli che costituivano un rinforzo in caso di necessità.

L'equipaggiamento del legionario consisteva in una spada da punta e da taglio, una corazza, l'elmo, gli schinieri e una lancia da getto (pilum), mentre quella da urto (hasta) viene lasciata solo alla terza fila dello schieramento (i triarii) e particolare importante, lo scudo rotondo e rettangolare in legno.

I manipoli delle prime due linee si schieravano con un fronte di 12 uomini per una profondità di 10, quindi, un totale di 120 uomini.

In combattimento le centurie di ogni legione erano disposte in numero di 20 per linea, cioè in 10 manipoli di 120 uomini ciascuno.

La legione era composta in genere di circa 4.000 uomini, ma poteva arrivare anche a 6.000. Il manipolo aveva il vantaggio di poter combattere da solo, a condizione che vi fosse grande complicità e prontezza mentre l'armamento era uguale per tutti.

L'esercito romano era molto forte perché era un esercito di cittadini e di alleati non di mercenari e a questi spesso venivano assegnati compiti specifici sulla base delle loro abilità. I cretesi venivano impiegati come arcieri, gli spagnoli come frombolieri ecc.

Di regola le legioni, non superavano mai le quattro unità, due per console, ma in alcuni momenti delle guerre puniche arrivarono a oltre 20  perché venivano arruolati anche gli schiavi.

I consoli che comandavano  le legioni vennero sostituiti dai tribuni, perché gli eserciti erano diventati molto più grandi; a loro volta i tribuni sceglievano i centurioni, responsabili della disciplina, dell'addestramento e del comando di ogni centuria.

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