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La Basilica di Massenzio è
l'ultimo e il più grande edificio di epoca imperiale costruito
in quest'area. Iniziata da Massenzio e ultimata da Costantino, la
costruzione andò a sostituire gli antichi magazzini del pepe
e delle spezie.
Il gigantesco edificio, di cui resta oggi soltanto il lato nord,
era costituito da una grande navata centrale alta trentacinque metri,
(quanto un odierno palazzo di dodici piani) cui si affiancavano due
ali minori composte da ambienti comunicanti e coperti da enormi volte
a cassettoni. In uno degli ambienti era esposta una grande statua
di Costantino le cui parti marmoree cioè testa,
braccia e gambe, sono oggi esposte nel Palazzo dei Conservatori in
Campidoglio, il resto della statua, in bronzo, venne fuso e riutilizzato.
Seguendo il percorso dell'antica strada romana verso l'Arco di
Tito, si apre la via che porta al Palatino,
il colle sul quale, il 21 aprile del 753 a. C., Romolo
tracciò il muro quadrato con il quale fondava la nuova città.

Il colle Palatino è alto 70 metri e guarda da un lato sul
Foro Romano e dall'altro sul
Circo Massimo; è uno dei
sette colli di Roma, ed è una delle parti più antiche
della città.
La leggenda vuole che Roma ebbe le sue origini sul Palatino; scavi
recenti hanno mostrato che delle popolazioni vi abitavano già
dal 1000 a. C. Secondo la Mitologia Romana, il Palatino fu il
luogo dove Romolo e Remo furono trovati dalla Lupa che li tenne
in vita. La leggenda dice che il pastore Faustolo trovò
gli infanti e assieme a sua moglie Acca Larentia, allevò i
bambini e quando questi crebbero, Romolo decise di costruire lì,
Roma. In questo colle gli Imperatori Romani costruirono i loro palazzi,
infatti le rovine delle abitazioni di Augusto, Diocleziano e Tiberio
sono ancora visibili.
Augusto fece ampliare la casa
paterna situata su tale colle, e la trasformò in sede imperiale;
nell'ambito della sua casa venne edificato il tempio
di Apollo Palatino, con un ampio portico e biblioteche.

Situate per tutto il colle Oppio, sono visibili i resti di quelle
che erano conosciute come le Terme di Traiano.
La costruzione fu probabilmente già avviata all'epoca di
Domiziano, ma vennero completate
nel 109 d. C., dopo che pochi anni prima (104 d. C.) un incendio
aveva distrutto gran parte della Domus Aurea. Per la costruzione
vennero utilizzati parte degli ambienti della sottostante Domus Aurea,
i quali vennero riempiti delle macerie provocate dall'incendio per
costituire una base sulla quale impostare le strutture. Queste sono
il primo esempio di terme romane che occupavano un'area di 330 x
315 metri.
La forma era dovuta alla scelta di sfruttare nel modo migliore
la posizione del sole nei vari momenti della giornata. Nel loro
schema generale erano basate su un sistema di ambienti disposti specularmente
ai lati di un asse centrale; secondo questo schema, gli ambienti
che formavano il settore centrale del complesso, erano allineati
in corrispondenza dell'asse longitudinale delle terme, mentre sui
due lati si sviluppava una serie simmetrica di stanze per il passaggio
che consentiva ai frequentatori dei bagni, di scegliere uno dei due
percorsi, che dagli spogliatoi li portava al caldarium (bagno turco)
situato all'estremità meridionale dell'edificio; si poteva
poi passare al tepidarium (bagno a vapore moderato) e al frigidarium(
ambiente riservato ai bagni freddi) per i successivi lavacri, per
poi giungere nella grande piscina situata all'estremità settentrionale.
Attorno al corpo centrale, destinato esclusivamente alle abluzioni,
addossati in parte al muro di cinta, erano presenti edifici di vario
tipo adibiti a palestre, biblioteche e luoghi di incontro. Attualmente
delle Terme di Traiano rimangono soltanto alcune absidi (strutture
semicircolari) oltre a parti della parete perimetrale. Verso
la via delle Terme di Traiano, dalla parte delle Sette Sale, è
visibile un'esedra da ricollegare probabilmente a un ninfeo, la cui
parete interna è caratterizzata da una serie di nicchie rettangolari
mentre a nord di questa struttura è situata parte di una sala
con due absidi.

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