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Pompei fu fondata dagli Osci (antico popolo campano, diviso in tre federazioni, di cui Roma assunse la protezione contro i Sanniti) nel secolo VIII a. C., fu soggetta ad influssi ellenici (popolazione dell'Epiro il cui nome si estese poi a comprendere i Greci) e passata ai Sanniti sul finire del secolo V a. C., conobbe un lungo periodo di sviluppo urbanistico e artistico e di prosperità, periodo che continuò anche dopo il dominio di Roma (80 a.C.), diventando una  località di soggiorno per le ricche famiglie romane. Purtroppo la spaventosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppelli Pompei, non ancora ripresasi bene dal terremoto del 62 d.C. assieme ad Ercolano e Stabia. In appena 2 giorni, con circa 25.000 abitanti scomparve sotto una spessa coltre di cenere.

Il Foro aveva probabilmente forma irregolare, ma nel II secolo a.C.  fu ricostruito con forma rettangolare e circondato con colonne sui tre lati. Il colonnato era a due piani per rendere più semplice la riscossione della tassa d'ingresso per assistere agli spettacoli che si tenevano nel Foro sottostante; la funzione primaria era quella di centro commerciale e culturale. Nell'angolo esterno vi era lo spazio aperto in cui si tenevano le elezioni per le cariche municipali e all'estremità meridionale del lato lungo c'era la grandiosa Basilica  centro di incontro legale, commerciale e sociale.

Tempio di Apollo - L'asse dell'edificio devia leggermente dall'asse del Foro attuale, il Tempio è situato a metà del lato lungo del foro verso sud-ovest il che vuol dire che il Tempio era preesistente. Infatti il tempio risale al VI secolo a.C., cioè al tempo in cui fu introdotto il culto che proveniva da Cuma (si trova in Campania nell'area vulcanica dei Campi Flegrei. Il nome viene dal greco Kymé che secondo alcuni significa onda, forse facendo riferimento alla forma della penisola su cui si trova. È il sito della prima colonia creata in terraferma nella penisola italiana dai Greci, nel' VIII secolo a. C., e fondata dai coloni greci provenienti probabilmente dall'isola Ischia). Tali coloni successivamente lo fondarono sul sito della distrutta Partenope, (poi ribattezzata Napoli) dove esisteva un famoso oracolo di Apollo. Sembra che il Tempio del dio sia diventato in seguito il più importante della città.

L'attuale planimetria risale al V secolo a.C. quando i greci o i sanniti ne intrapresero il restauro. Il porticato del chiostro fatto di 48 colonne fu aggiunto circa 300 anni dopo.

Due splendide statue, una bronzea di Apollo Arciere ed una che lo raffigura nelle vesti di citarista sono oggi conservate nel Museo Archeologico di Napoli.

 

Tempio di Giove III - II secolo a.C..Non si conosce molto di Giove Meilichio; nel Peloponneso, dove il culto era molto diffuso, era venerato con riti segreti. Il culto di Era o Afrodite è testimoniato a Paestum (la città fu fondata all'inizio del VII secolo a. C. da coloni Greci provenienti da Sybaris o Poseidonia. La ricchezza della città è documentata dalla costruzione avvenuta tra il VI ed il V secolo a. C. da grandi templi le cui rovine sono giunte fino a noi), per cui si può pensare ad una diffusione di queste divinità in ambiente italico tramite le colonie greche in Sicilia, Lucania e Campania.

Tra la fine del III e l'inizio del II secolo a.C., si volle creare una piazza monumentale presso l'ingresso alla città dal porto, così venne costruito anche il tempio sul lato settentrionale della piazza. L'edifico è il risultato dei rinnovamenti successivi che hanno modificato la sua struttura originaria. Di questa resta soltanto il podio, comune alla maggior parte dei santuari di Pompei, che li identifica come templi del tipo etrusco-italico. Questo podio è cavo all'interno poiché è costituito da tre camere allineate coperte a volta. Nei sotterranei venivano depositati tutti i doni votivi portati al tempio e le attrezzature necessarie per lo svolgimento dei riti. Forse, al momento della fondazione la parte superiore del tempio fu modificata con l'erezione delle sei colonne di ordine corinzio sulla facciata.

Durante lo scavo, fu rinvenuto tra le macerie della cella un colossale busto di un personaggio maschile seduto, probabilmente parte della statua di culto, identificato come Giove. Da qui l'ipotesi che il tempio fosse originariamente dedicato a lui e poi trasformato nel tempio principale della città, localizzato nel Foro come nella gran parte delle colonie fondate da Roma.

Foro Macellum - Macellum è probabilmente una parola fenicia che vuol dire recinto e sia i Romani che i Greci ricevettero probabilmente dai Fenici il modello per questo tipo di monumento. Era il mercato delle carni e del pesce e si trovava presso il Foro fin dal momento della sistemazione monumentale di questa piazza nel corso del II secolo a.C., ma un po' in disparte rispetto agli altri monumenti.

Tutte le decorazioni che si possono osservare risalgono però all'ultima fase di vita dell'edificio. Nel portico erano rappresentate scene della mitologia greca mentre nell'ambiente di vendita più grande si trovano personificazioni del fiume Sarno e paesaggi marittimi. Sono i luoghi da cui proveniva la merce.

Nonostante la sua specifica funzione, anche questo edificio fu dedicato alla celebrazione della famiglia imperiale, come tutti quelli che furono costruiti sul lato Est del Foro dall'età di Augusto in poi. Sul lato in fondo al cortile, venne infatti costruito un piccolo tempio in cui vennero collocate le statue dell'imperatore, dei dedicanti e dei membri della famiglia imperiale.

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