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Casa
Amorini Dorati - In questa casa è avvenuto il rinvenimento,
in uno dei cubicoli (camera da letto), dei dischetti di vetro con
amorini incisi su foglia d'oro e inseriti nella parete dipinta.
I proprietari appartenevano alla famiglia di Poppea, (seconda
moglie di Nerone). L’ambiente più caratteristico é
il giardino, originariamente decorato con sculture di marmo, dischi
penduli e maschere teatrali.
Casa
Vetti - I Vetti erano una famiglia pompeiana molto ricca,
ma di origini non nobili, che verso la metà del I secolo a.
C., acquistarono e ristrutturarono questa antica casa nel quartiere
settentrionale del Foro. Si trattava infatti di liberti, (cioè
di schiavi liberati dai propri padroni) che generalmente guadagnavano
ingenti fortune dedicandosi ad attività commerciali.
All'ingresso della casa è raffigurato un Priapo apportatore
di benessere e fecondità. Il dio della riproduzione è
ritratto mentre pesa su una bilancia il suo enorme fallo mentre come
contrappeso vi è una borsa carica di denaro.
Due sigilli scoperti nella casa ricordano un Aulo Vettio Restituto
e un Aulo Vettio Conviva (mercanti). Quest'ultimo era anche sacerdote
del culto tributato all'imperatore.
Come
molte delle case più belle di Pompei, anche questa aveva due
atri, uno in asse con l'ingresso e ben visibile dalla strada e uno
più piccolo nel quartiere riservato alla schiavitù.
La particolarità sta invece nel fatto che sul fondo dell'atrio
maggiore non c'era il tablino, (ambiente di rappresentanza della
casa, tra atrio e peristilio) ma un' ampia porta che metteva l'atrio
direttamente in comunicazione con il peristilio (giardino circondato
da portici colonnati.).
Tutta la casa era arricchita da una serie di affreschi di vario
genere, il cui soggetto era stato adattato alla funzione degli ambienti
in cui erano collocati: scene mitologiche nelle stanze attorno all'atrio
principale e nelle grandi sale aperte sul peristilio, quadretti erotici
e simboli di buon augurio nel quartiere servile.
Casa
Del Menandro - L'ultimo proprietario di questa grandiosa
abitazione fu Quinto Pompeo (console romano) in carica intorno il
40 d. C. Membro di una famiglia che vantava vincoli con Poppea Augusta
moglie in seconde nozze di Nerone. La famiglia sarebbe stata proprietaria
anche della Casa degli Amorini Dorati; l'abitazione fu denominata
del Menandro per il ritratto di questo poeta rinvenuto infondo al
peristilio. Lungo la facciata dell'edificio vi sono bassi sedili
in muratura per gli ospiti e l'ingresso è inquadrato
da due pilastri corinzi. Il grande impluvio (basso bacino al centro
dell'atrio delle case, in cui confluiva l'acqua piovana) rettangolare
nell'atrio tuscanico è rivestito di marmo. Accanto all'entrata
il larario (edicola dedicata alle divinità della famiglia)
monumentale a due frontoni con una piccola colonna angolare ed i
calchi delle transenne di legno che lo chiudevano.
Nell'ala
a sinistra dell'atrio vi sono pareti rosse bipartite in senso verticale,
al centro delle quali figurano le scene della caduta di Troia e Laoconte
(sacerdote di Apollo) con i figli strangolati dai serpenti; nella
parete a sinistra Cassandra si oppone al rapimento da parte di Ulisse
sotto gli occhi del vecchio Priamo.
Sul pavimento un mosaico che raffigura le delizie della vita sul
Nilo, con ville a portico, palmizi e cipressi sulle rive e una nave
con pigmei. Sulla soglia dell'ingresso al caldarium, (bagno turco)che
presenta pitture in IV stile, un servo porta due recipienti, uno
per l'olio l'altro per il profumo, mentre dal perizoma spunta un
fallo dal glande purpureo.
Nel pavimento a mosaico nuotano pesci, delfini, un granchio,un
negro caccia un mostro col tridente. Nelle pitture delle pareti vediamo
gruppi di lottatori, allusione agli esercizi ginnici che accompagnano
la pratica balneare.
Sul lato Ovest dell'atrio si trova una terrazza con una grande
esedra (incavo semicircolare) adibita a solarium. Poi ve ne è
un'altra, piccola, decorata con un altare per il culto domestico.

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