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 1) Astrologia Condizionalista

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I bassi livelli di energia sono tanto nella “Trascendenza” quanto nell’ “Integrazione”.
Ogni normale esemplare della specie umana, prima di tutto si interessa dell’immagine del suo Io-Soggetto. Il numero di individui aperti ai fatti dell’esperienza e alla realtà dell’Altro (Oggetto), è ancora più ampio ma certamente non in maggioranza.
Coloro che sanno o comprendono ciò che è una “Relazione”, nel diverso significato di compagnia,  formano una minoranza evoluta.

Quanto alla “Trascendenza” ed all’ ”Integrazione”, al limite ci si può chiedere se l’essere umano, prigioniero dell’Io-Soggetto, possa veramente comprendere qualcosa sia delle complesse realtà extrapersonali, sia delle leggi che le reggono. L’adattamento alla vita imperiosamente sollecita di rispondere innanzitutto ai segnali semplici dominanti. Per divenire sensibili alle sottigliezze che regolano il corso degli esseri e delle cose occorre estraniarsi dalle necessità materiali e dalle ambizioni sociali.
La nostra classificazione per decrescenza d’energia può interpretarsi soggettivamente e oggettivamente. Sia che si tratti di una scala di eccitabilità soggettiva o di una scala di potenza relativa ai segnali oggettivi.

Ecco dunque spiegato, seppur in sintesi, il perché dell’applicazione di questo principio ai 12 settori che costituiscono le Case astrologiche.

Con il S.O.R.I. si pone il referenziale di un linguaggio sapendo in anticipo quali saranno gli sforzi, le facilitazioni, i “disturbi” di comunicazione del consultante. Ma, sottolinea J.P. Nicola (CC.n. 10) non dobbiamo peraltro dimenticare che non bisogna supervalorizzare l’importanza delle Case. (Questo problema è tuttora in discussione, vedi: “La raison des maison” – Colloque de la Societè Astrologique de France – 27, 28, 29 maggio 1988 – PARIS).
Infatti settori, quadranti ed emisferi devono essere interpretati solo dopo aver approfondito i significati planetari e zodiacali.

 Soggetto (Fuoco), Oggetto (Terra), Relazione (Aria) ed Integrazione (Acqua), nella loro concezione originale, sono posti così in un rapporto di complessità crescente e, quale mezzo concettuale universale, indicano dunque dei referenziali, dei piani di riferimento che permettono di porre l’individuo e le cose ; di percepirli, di comprenderli e di parlarne in modo diverso, essendo ciascuno specifico di un piano…

Sottolineo che gli studi e le ricerche di J.P. Nicola hanno permesso di comprendere l’unità del Sistema Solare utilizzando delle formule che servono in atomistica a calcolare delle lunghezze d’onda o delle frequenze limite dell’atomo di idrogeno.
Le formule condizionaliste sono convenzionali, ma chiaramente correlate ad una realtà misurabile, esse dicono ciò che si vede, si vede ciò che dicono.

Concluderò, per quanto riguarda la “consultazione” applicando i concetti condizionalisti, si potrà superare il piano classicamente rappresentativo della consultazione simbolica. Dunque non più facili illusioni sul valore delle “intuizioni”.
L’astrologo condizionalista sa che deve molto alla sua tecnica che reclama del metodo, del rigore, ma anche del tatto, perciò avrà il merito di offrire delle consultazioni convincenti, ma soprattutto intelligenti.

Pertanto con questa mia esposizione non concludo la presentazione dell’Astrologia Condizionalista, ma intendo coinvolgervi in studi e ricerche serie che possono dare le risposte giuste agli scettici.
Studi e ricerche che sui QUADERNI “ASTER CENTER” troveranno spazio e valorizzazione.

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