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URANO (84 anni). La fase di tensione
che va dai 30 anni (fine del ciclo saturnino) ai 42 anni (semiciclo uraniano)
è un periodo crucuale di anni test per l’integrazione sociale, per
l’ambizione, per il ruolo personale nel contesto collettivo. Vi è ricerca
di potenza e rappresentatività. Si incontrano i problemi di organizzazione,
di competizione, di efficienza. L’emulazione vitale passa per i codici e le
legislature. Questo periodo corrisponde agli anni delle competizioni, delle
conquiste oggettive, della dinamica intellettuale. I 40 anni hanno
la fama di essere una barriera che può comportare una profonda crisi
psichica.
Analizziamo ora la fase evolutiva che va dagli anni 42 agli 84. Questa
fase va dall’acquisizione dell’equilibrio come pure alla distruzione, nel
sentimento ambivalente di dipendenza e indipendenza. Va al raggiungimento
del potere come pure all’arrivismo sfrenato, va dalla sommità, con
il raggiungimento dell’armonia azione-spirito, alla caduta. E’ l’età
che apporta la padronanza di sé, sono gli anni test del potere di creazione
e di quello di realizzazione. Il soggetto è nel pieno della maturità
in cui generalmente tocca i vertici della carriera e gli viene affidata maggiore
responsabilità. Ma il passare del tempo implica per ogni organismo
un processo di invecchiamento. L’essere umano dovrebbe cercare di adattarsi
alle caratteristiche che sono proprie di ciascuna età, invece molte
volte si verifica una mancanza di accettazione e ciò può causare
la comparsa di uno stato di crisi, che però può sfociare, adattandosi
alla propria realtà, in un migliore adattamento alla nuova età
e alla propria situazione fisica. In seguito la punta decrescente segna
il declino fisiologico, l’inizio della senescenza, mentre la cerebralità
si evolve verso sintesi più ampie. L’essere umano che si adatta
alla propria realtà senza sentirsi alienato è in condizioni
di affrontarla e modificarla nella misura in cui i suoi sforzi e la realtà
lo consentono. Se l’individuo ha in sé dei potenziali spirituali,
può essere questo il suo periodo di sublimazione.
Infine, per NETTUNO e PLUTONE,
la cui durata esce dai limiti della continuità della vita umana, sono
in gioco l’evoluzione di tendenze collettive oppure di decomposizione
del corpo o ancora di reintegrazione dell’individuo nei cicli naturali della
biosfera, creando con ciò dubbi sulla sopravvivenza dell’anima.
Con Nettuno (164 anni): abbiamo stai
d’animo crepuscolari, elucubrazioni mentali, l’abolizione di ogni individualismo,
relazione con la metafisica o l’aldilà, fantasmi, droghe diverse, accentuato
misticismo, collettivismo inconscio e intossicazioni culturali diverse, l’improbabile
si concretizza.
Con Plutone (249 anni): è il
mistero assoluto, il segreto degli dei, l’oscurità profonda, le tenebre,
gli inferi, l’aldilà, il territorio della morte, il nulla, lo spirito
universale, l’essere o il non essere, le leggi della specie, le necessità
collettive, gli obiettivi informulati e informulabili.
PLUTONE chiude la suite della Teoria dell’ Età. Teoria che
si è avvalsa degli approfonditi studi degli psicogenetici SPITZ, WALLON,
PIAGET; studiosi che, partendo da metodologie diverse, sono arrivati a dividere
il tempo umano in periodi caratteristici, periodi che ricoprono quasi con
esattezza le durate di rivoluzione siderea dei pianeti.
Andremo ora a parlare dello ZODIACO
RIFLESSOLOGICO
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