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Mentre per un venusiano ( VENERE – codice eR. Funzione:
passaggio dalla unicità alla dualità) la parola in
se stessa non ha valore significativo di concetto. Partendo dalla parola,
il venusiano non crea una filosofia, ma la parola evoca in lui delle sensazioni
(livello “E”), le apparenze diventano palpabili, per meglio dire le parole
si incarnano. Ad esempio, per un venusiano, avremo delle parole offensive,
delle parole dolci, delle parole sgraziate, perché le parole, le immagini,
gli suggeriscono delle immediate sensazioni.
Per il venusiano non è il significato che è importante, ma
la forma. Perciò possiamo avere l’artista che materializza un’immagine
in un quadro. Il venusiano non brilla per la sua intelligenza, ma per la sua
sensibilità. La mancanza di “T” (trascendenza) gli fa dimenticare
il problema dei significati per inebriarsi delle forme e, nei piaceri immediati,
stemperare la sua capricciosa affetività. Come potete osservare,
il modello R.E.T. costituisce un formidabile mezzo filosofico che permette
di scegliere differenti piani di manifestazione e la loro interrelazione.
Possiamo pertanto sviluppare la formula di ogni pianeta ed interpretare le
loro funzioni.
Consideriamo
ora la “TEORIA DELL’ETA’ ”
La Teoria dell’età, precisa J.P. Nicola, mette in relazione, dopo
il ciclo della Luna, i cicli eliocentrici da Mercurio a Plutone e le tappe
di maturazione – non maturazione dello sviluppo umano, dalla nascita fino
alla morte e aldilà, ma dopo il concepimento. La Rivoluzione siderale
( o siderea) di un astro è il tempo che quest’astro impiega per compiere
un giro completo intorno al suo centro d’attrazione. Come ha potuto imprimersi
nelle coordinate viventi, essere memorizzata? Questo è quanto cercherò
di spiegarvi.
La “TEORIA DELL’ETA’ ” è stata
elaborata dalla constatazione della durata di rivoluzione siderea dei pianeti,
in legame con il “R.E.T.” Essa si ricollega ai periodi della vita umana, essendo
i cicli più corti in rapporto con la pre-infanzia, i medi con l’infanzia
e l’adolescenza, i lunghi con l’età matura e aldilà dell’esistenza
individuale. I cicli planetari, le durate di rivoluzione siderale degli
astri, sono strettamente legati alle tappe di sviluppo psico-biologico dell’essere
umano. Perciò bisognerà tener conto di tutte le relazioni e
interpretazioni esistenti tra i molteplici cicli, integrando ad essi e sviluppando
i lavori degli pscicogenetici SPITZ, WALLON, PIAGET, che hanno studiato i
differenti periodi di apprendimento dell’essere umano e, partendo da metodologie
diverse, sono tutti pervenuti a suddividere il tempo umano in particolari
periodi legati alla durata di rivoluzione siderale dei pianeti.
Se prendiamo le tappe della prima infanzia (dalla Luna a Marte) avremo:
- LUNA (27 giorni) corrispondenti ad
un periodo di pura recettività passiva al mondo circostante, di fragilità,
di interdipendenza.
- MERCURIO (88 giorni) A questo stadio
corrisponde il risveglio dell’attenzione, rappresenta un certo tipo di sociabilità,
il gioco, la curiosità, l’imitazione, anche dei primi vocalizzi.
- A VENERE (225 giorni) corrispondono
le simpatie, le reazioni, piacere-dispiacere, la sensorialità e gli
attaccamenti più differenziati che non allo stato lunare. Ipersensibilità
ai suoni, alle forme, ai colori.
- Poi arriviamo allo stadio del SOLE (dal settimo
all’undicesimo mese): l’apprendimento avviene attraverso al comprensione
e non attraverso la ripetizione; il bambino trova delle astuzie per attrarre
l’attenzione su di sé. Vuole essere al centro dell’interesse generale.
Afferma la sua individualità. E’ frequentemente al centro del gruppo
e rifà gesti ed atti che possono provocare il riso e gli applausi.
- Al periodo di MARTE (1 anno, 322 giorni)
corrisponde l’indipendenza motoria, il senso d’acquisizione della marcia,
gli urti, l’attività violenta, le prime cadute, appare il controllo
degli sfinteri. In questo periodo il bambino affronta la realtà ed
il gusto del confronto.
LE ETA’ PLANETARIE INDICANO I TEMPI
FORTI RIVELATORI DELLE SIGNIFICAZIONI DOMINANTI
Il passaggio da un tempo planetario al seguente avviene progressivamente
e senza brusca transizione. La teoria dell’età, sotto l’apparenza
di una cronologia, nella sua simultaneità implica un ordine; per meglio
dire “perché vi sia una successione di piani, è necessario avere
una casa”. Dunque, la stretta relazione dei significati astrologici con
il tempo umano e planetario, impone l’ipotesi che il pianeta solare formi
un insieme organico, una unità coerente. Dirò di più,
affinché i cicli planetari siano a questo punto presenti nell’edificazione
della programmazione dello sviluppo umano, occorre che essi abbiano delle
caratteristiche particolari, dei privilegi nei confronti degli altri innumerevoli
ritmi della natura e la prima constatazione valida della teoria dell’età
è il sistema solare che con tutte le sue lancette forma un orologio.
Tutti i cicli di questo sistema sono sincronizzati. Proseguendo con l’analisi
degli altri pianeti, osserviamo che le durate di Giove, Saturno, Urano si
integrano benissimo nella vita cosciente, nello sviluppo del destino sociale
e collettivo.
Entriamo nel settore dei pianeti lenti:
Con GIOVE (12 anni) si distinguono 2
cicli:
- - un primo ciclo che va dalla fine del ciclo di Marte (2 anni) a 6 anni
circa (durata del semiciclo di Giove). Questa prima fase corrisponde alla
formazione dell’Io, all’egocentrismo e al soggettivismo, ai problemi di relazione
con l’autorità, ai problemi concernenti il carattere, le manifestazioni
attive. La sperimentazione dei rapporti di forza e di gerarchie naturali,
la scolarizzazone, ecc.
- La seconda fase evolutiva va dai 7 anni ai 12 anni. Secondo la tradizione
corrisponde all’età della ragione. Questo è il primo periodo
in cui si acquista una grande capacità di coordinamento e di creatività.
Prendono risalto le prime motivazioni personali, i primi progetti.
Al periodo di Saturno (29 anni e mezzo),
si distingueranno due grandi fasi:
- Una prima fase di tensione si manifesta dai 12
anni (fine del ciclo di Giove) ai 15 anni (semi-ciclo saturnino).
Il bambino si trasforma in adolescente.Questo è un periodo di crisi,
di trasformazione, di differenziazione. E’ quella che viene chiamata “età
difficile”.
L’adolescenza è una fase problematica, conflittuale
e rivoluzionaria. E’ quel particolare periodo di transizione psico-sociale
che si colloca tra la fanciullezza e l’età adulta. Precisiamo che
il processo è contestuale all’epoca in cui avviene ed è influenzato
dai valori culturali, politici, religiosi, economici, etnici, e morali correnti. Per
l’adolescente è un periodo di cambiamenti “verticali”, vale a dire
di spinta in lunghezza ( si accentuano le sproporzioni), di funzionamento
ghiandolare anarchico, la voce passa al tono grave (apparizione della sessualità),
ma anche di sentimenti personali e di problemi creati in conseguenza. E’
un periodo di ambivalenza generale, di paure e di fobie, di comportamenti
ambigui, di fughe reali o sognate, di crisi esistenziali e di problemi di
rapporto, di tensioni nervose, di bulimia (cioè il desiderio intenso
di mangiare per calmare l’ansietà, comportamento che porta una certa
calma momentanea: in tal caso il cibo ha funzione di ansiolitico), seguita
da inappetenza. Iper-sensibilità, primi conflitti astratti, stadio
evidente di contraddizioni varie, asprezza, rigidità, assolutismo.
- Una seconda fase di tensione evolutiva avviene
dai 15 ai 30 anni.
Questa fase corrisponde al completamento
della crescita fisica, (la decrescita del metabolismo basale inizierà
verso i 16 anni). L’evoluzione va verso la fissazione delle forme, la
spinta verticale durante questo periodo si attenua e poi cessa, mentre rilievo
quella psicologica. Sono esaltati i problemi di coordinamento sessualità-affettività,
i problemi dell’innamoramento elettivo, delle fissazioni amicali, degli stati
di esaltazione e malinconia, di cambiamento di umore, di indolenza e menefreghismo,
di disinteresse, rifiuto, disincanto nei confronti del mondo adulto. Dopo
l’adolescenza, verso i 21 anni, l’evoluzione entra in fase di indipendenza
sociale, di accettazione delle responsabilità. Le forze confluiscono
verso la ricerca dell’equilibrio, della regolarità, dell’ordine. Tende
alla profondità di riflessione, il concetto di affettività
si depura, si astrae, si intellettualizza. Due aspetti hanno condizionato
questa età per molti individui: il proprio assestamento professionale
e la stabilizzazione delle vita affettiva. Come possiamo osservare il
tempo saturnino, nel conflitto di ricerca dell’identità sessuale,
può decidere di tutta l’esistenza.
Passiamo ora
ad Urano
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