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 1) Astrologia Condizionalista

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Ma, prima di parlarvi dettagliatamente dell’astrologia condizionalista, permettetemi di presentarvi colui che ne codificò la nascita nel 1964: Jean Pierre Nicola, con la pubblicazione di una sua  fondamentale opera: “La Condition solair” ed. Traditionelle, che porta nel sottotitolo: “Identità dei corpi zodiacali  e dei tipi pavloviani sulla base dei fondamentali meccanismi dell’attività nervosa”.

J.P. Nicola è nato a Nizza nel 1929. Verso i vent’anni frequenterà l’ambiente astrologico parigino e più tardi dirà: “Non ebbi a che fare che con dei simbolisti, il che fu per me piuttosto deludente, infatti ebbi modo di osservare che, anche se questi astrologi conoscevano la parte psicologica dell'astrologia, le loro basi erano invece troppo vaghe o addirittura inesistenti.”  Infatti l’ambiente simbolista rifiutava la parte astronomica oppure non ne parlava affatto. I loro studi erano prevalentemente mitologici e simbolici.

I segni planetari e zodiacali derivavano principalmente dalla teoria dei 4 elementi (Fuoco – Terra- Aria – Acqua) e dal Pantheon greco.
Nicola trovava illogico che non si potesse parlare di pianeti, che sono corpi materiali importanti, se non in questi termini. In tutto ciò, dirà Nicola, vi era una eterogeneità di pensiero a volte inconcepibile…
La prima idea di Nicola fu dunque quella di fondare lo zodiaco su qualche cosa di naturale, partendo cioè da una semplice rappresentazione geometrica, rappresentare le stagioni con la variazione giorno-notte, tenendo conto della crescita e decrescita.

ED E’ QUELLO CHE OGGI SI CHIAMA: LO ZODIACO FOTO-PERIODICO

Avendo poi appreso che Pavlov aveva proposto nei suoi studi 24 tipi nervosi, J.P. Nicola comprese che si poteva passare dalla tipologia pavloviana alla tipologia zodiacale, prendendo il giorno come eccitante positivo e la notte come eccitante negativo. Partendo da ciò fece un lavoro di decriptazione e poi di riformulazione dello zodiaco.
Vi è una uguaglianza fra le interpretazioni psicologiche dei meccanismi fondamentali dell’attività nervosa e le interpretazioni zodiacali. Attualmente questo zodiaco si chiama ZODIACO RIFLESSOLOGICO.
Ma lo zodiaco riflessologico era insufficiente, infatti non includeva i pianeti e i loro aspetti.
J.P. Nicola aveva ad esempio rilevato che gli astrologi erano d’accordo sul simblismo della Luna (vita vegetativa, madre, bambino, stato di dipendenza) e secondo lui questo era il primo ciclo, il più corto, quello dei 28 giorni ed ebbe l’idea di passare agli altri pianeti, tenendo però conto dei diversi cicli astronomici.

Nacque la TEORIA DELL’ETA’  che ci permette di avere un’idea più appropriata del modo in cui interferiscono i condizionamenti terrestri e celesti. Ogni astro, in funzione della sua durata di rivoluzione siderale, è in relazione con una particolare tappa dell’evoluzione psico-biologica dell’Uomo.
Nicola approfondì le sue ricerche (vedere “Nombres et Formes du Cosmos”) sulla distribuzione dei pianeti nel sistema solare.
E’ dunque la “teoria dell’età” che lo porta a cercare delle strutture nelle distanze planetarie, da cui ne deduce il R.E.T (schema in sintesi del linguaggio planetario che riunisce oggettivo e soggettivo, emettitore e recettore, segnale e simbolo).

Consideriamo ora in che cosa consiste veramente l’originalità di questa “Astrologia” che attualmente vanta numerosi seguaci.

    Le sue basi principali sono:

  • LA TEORIA DELL’ETA’
  • LO ZODIACO RIFLESSOLOGICO
  • IL MODELLO R.E.T.
  • IL MODELLO S.O.R.I.

Le funzioni planetarie e gli aspetti impliciti nella struttura dominante, la funzione del pianeta "aveglue", e quali sono quelle funzioni che possono far risalire alla luce “l’ombra” del tema, sono alcuni degli ultimi studi e ricerche condizionaliste.

MODELLO R.E.T.

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