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Questa proprietà ha conseguenze importantissime per il ruolo fisiologico
della corteccia, permette di stabilire una relazione attiva fra lo stimolo
condizionato e quello incondizionato corrispondente; il primo serve da segnale
al secondo, cosicché se lo stimolo condizionato (luce) non è
accompagnato dall’incondizionato (cibo) perde temporaneamente il suo effetto
il stimolo e si ristabilisce dopo un certo periodo di tempo il che vuol dire
che lo stimolo diviene frenatore (inibitore). Lo sviluppo di questa inibizione
permette alla corteccia di compiere un processo importante: una
fine analisi degli stimoli esterni. I due processi: eccitazione
e inibizione si irradiano nella corteccia da determinati punti
e poi si riconcentrano:
LEGGE DELLA IRRADIAZIONE E CONCENTRAZIONE
DEI PROCESSI NERVOSI
E quando finisce l’uno (eccitazione), comincia l’altro (inibizione).
Accanto ai processi d’irradiazione e di concentrazione dell’eccitazione
dell’inibizione strettamente legata ad essi, appare la manifestazione
dell’induzione reciproca dei processi opposti, un processo rinforza
l’altro che sopravviene di seguito sullo stesso punto e sui punti vicini:
LEGGE DELL’INDUZIONE RECIPROCA DEI
PROCESSI NERVOSI
La cellula nervosa ha bisogno, come tutti i sistemi viventi che lavorano,
di riposo; un’eccitazione ripetuta solo per qualche minuto provoca l’inibizione
che diminuisce l’attività cellulare, la quale prima o poi si arresta
completamente, ciò per consentire appunto il riposo e ricostituire
le fonti di energia.
Le cellule corticali hanno un limite massimo di eccitabilità e quindi
di lavoro al di là del quale sopravviene l’inibizione e quindi il riposo:
LEGGE DI FORZA LIMITE DI ECCITAZIONE
Uno stimolo soprammassimale provoca inibizione, ciò altera la legge
abituale che fa dipendere l’effetto dalla forza di eccitazione, un eccitante
troppo forte da un effetto uguale o minore di un eccitante debole: fase ugualitaria
o paradossale. L’inibizione tende a espandersi se non incontra ostacoli
nell’ambiente. Ciò si verifica durante il sonno parziale o totale.
In base a gli studi sperimentali sui riflessi si distinguono quattro tipi
di corteccia: - DUE ESTREMI: eccitabili e inibiti - DUE CENTRALI
O EQUILIBRATI: calmi e animati.
La corteccia modula il tono dei dei nuclei centrali o subcorticali, sede
dei riflessi incondizionati, secondo la necessità: aumentandolo o diminuendolo.
Non è l’influenza inversa dei nuclei centrali sulla corteccia . Il
suo stato di attività si mantiene costantemente grazie agli stimoli
che proseguono dai nuclei sottocorticali. La deviazione cronica dell’attività
nervosa superiore rispetto alla normale è alla base delle malattie
mentali (schizofrenia con le sue varie forme, ebefrenie, stereotipia, ecobolia,
ecocrania, catotonia, catalessi, ecc) sono dovute ad uno stato di ipnosi legato
ad un processo di inibizione corticale in soggetti con corteccia debole in
cui scatta questo meccanismo di difesa dal sopraffaticamento cellulare. Le
nevrosi sono causate da un’attività nervosa caotica e differente forse
dallo stato d’ipnosi, insieme o separatamente, la varia combinazione di questi
stimoli produce malattie diverse. Sia che la malattia sopravvenga oppure
no, sia che si manifesti in un modo o nell’altro, dipende dal sistema nervoso
e, in base agli esperimenti fatti, si possono distinguere tre tipi fondamentali:
1) TIPO CENTRALE O EQUILIBRATO dove
i due processi nervosi sono equilibrati e che comprende a sua volta
due tipi
a) tipi calmi, posati b) tipi vivaci molto animati
2) TIPO IPERECCITATO FORTE (a causa
delle debilità dei processi d’inibizione).
3) TIPO DEBOLE (inibito per il prevalere
dell’inibizione).
Da quanto sopra esposto in merito agli studi di Pavlov e alla tipologia
sul sistema nervoso centrale o corticale che dir si voglia, possiamo constatare
che uno stesso stimolo può provocare in certi individui una risposta
diversa, qualche volta anche opposta, in base alla costituzione neuro-psichica
dell’individuo stesso. Pavlov direbbe in base alla sua corteccia, per cui
una serie di stimoli in un individuo equilibrato, centrale, possono essere
ben assortiti o sopportati senza creare deviazioni dal normale, mentre in
soggetti con particolare labilità neuro-psichica, possono produrre
deviazioni comportamentali che possono sfociare in vere e proprie psicosi.
Ma precisiamo, il sistema nervoso è molto più complesso di quanto
da me esposto. Rinvio però il lettore che desidera approfondire l’argomento
alle opere specializzate ed alla bibliografia consigliata.
Dal punto di vita condizionalista , una data situazione astrale alla nascita
e durante il proseguo esistenziale di un individuo, può determinare
o favorire delle situazioni organo-psichiche differenti in base, potremmo
aggiungere, alla propria tipologia pavloviana ed in sincronicità con
i ritmi zodiacali e planetari.
L’astrale è il nostro ecosistema cosmico. Scheletro invisibile e
dinamica della nostra vita; esso ci lega all’universale facendoci a lui partecipe.
In astrologia condizionalista ogni pianeta è assimilato ad un livello
d’energia (forte, medio, debole) e ad una frequenza
temporale (breve, media, lunga). Questi meccanismi agirebbero
direttamente sull’attività nervosa, dunque sulle strutture del cervello
e soprattutto sui centri superiori che coordinano tutta l’attività
encefalica.

In Astrologia condizionalista i neuroni sono apparentai ai pianeti ed il
recettore periferico all’uomo. Gli astri dunque
sarebbero degli emettitori di segnali concreti (di natura gravitazionale,
ondulatoria, corpuscolare o altro) e l’Uomo sarebbe
il ricettore di questi segnali, essendo emissione e ricezione sincronizzate.
Un ricettore attivo che però non si accontenta solo di assimilare e
di trattare le diverse informazioni.
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