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 1) Astrologia Condizionalista

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Questa proprietà ha conseguenze importantissime per il ruolo fisiologico della corteccia, permette di stabilire una relazione attiva fra lo stimolo condizionato e quello incondizionato corrispondente; il primo serve da segnale al secondo, cosicché se lo stimolo condizionato (luce) non è accompagnato dall’incondizionato (cibo) perde temporaneamente il suo effetto il stimolo e si ristabilisce dopo un certo periodo di tempo il che vuol dire che lo stimolo diviene frenatore (inibitore). Lo sviluppo di questa inibizione permette alla corteccia di compiere un processo importante: una fine analisi degli stimoli esterni.
I due processi: eccitazione e inibizione si irradiano nella corteccia da determinati punti e poi si riconcentrano:

LEGGE DELLA IRRADIAZIONE E CONCENTRAZIONE DEI PROCESSI NERVOSI

E quando finisce l’uno (eccitazione), comincia l’altro (inibizione).


Accanto ai processi d’irradiazione e di concentrazione dell’eccitazione dell’inibizione strettamente legata ad essi, appare la manifestazione dell’induzione reciproca dei processi opposti, un processo rinforza l’altro che sopravviene di seguito sullo stesso punto e sui punti vicini:

LEGGE DELL’INDUZIONE RECIPROCA DEI PROCESSI NERVOSI

La cellula nervosa ha bisogno, come tutti i sistemi viventi che lavorano, di riposo; un’eccitazione ripetuta solo per qualche minuto provoca l’inibizione che diminuisce l’attività cellulare, la quale prima o poi si arresta completamente, ciò per consentire appunto il riposo e ricostituire le fonti di energia.

Le cellule corticali hanno un limite massimo di eccitabilità e quindi di lavoro al di là del quale sopravviene l’inibizione e quindi il riposo:

LEGGE DI FORZA LIMITE DI ECCITAZIONE

Uno stimolo soprammassimale provoca inibizione, ciò altera la legge abituale che fa dipendere l’effetto dalla forza di eccitazione, un eccitante troppo forte da un effetto uguale o minore di un eccitante debole: fase ugualitaria o paradossale.
L’inibizione tende a espandersi se non incontra ostacoli nell’ambiente.  Ciò si verifica durante il sonno parziale o totale. In base a gli studi sperimentali sui riflessi si distinguono quattro tipi di corteccia:
- DUE ESTREMI: eccitabili e inibiti
- DUE CENTRALI O EQUILIBRATI: calmi e animati.

La corteccia modula il tono dei dei nuclei centrali o subcorticali, sede dei riflessi incondizionati, secondo la necessità: aumentandolo o diminuendolo. Non è l’influenza inversa dei nuclei centrali sulla corteccia . Il suo stato di attività si mantiene costantemente grazie agli stimoli che proseguono dai nuclei sottocorticali.
La deviazione cronica dell’attività nervosa superiore rispetto alla normale è alla base delle malattie mentali (schizofrenia con le sue varie forme, ebefrenie, stereotipia, ecobolia, ecocrania, catotonia, catalessi, ecc) sono dovute ad uno stato di ipnosi legato ad un processo di inibizione corticale in soggetti con corteccia debole in cui scatta questo meccanismo di difesa dal sopraffaticamento cellulare. Le nevrosi sono causate da un’attività nervosa caotica e differente forse dallo stato d’ipnosi, insieme o separatamente, la varia combinazione di questi stimoli produce malattie diverse.
Sia che la malattia sopravvenga oppure no, sia che si manifesti in un modo o nell’altro, dipende dal sistema nervoso e, in base agli esperimenti fatti, si possono distinguere tre tipi fondamentali:

1) TIPO CENTRALE O EQUILIBRATO dove i due processi nervosi sono equilibrati e che comprende  a sua volta due tipi

    a) tipi calmi, posati
    b) tipi vivaci molto animati

2) TIPO IPERECCITATO FORTE (a causa delle debilità dei processi d’inibizione).

3) TIPO DEBOLE (inibito per il prevalere dell’inibizione).

Da quanto sopra esposto in merito agli studi di Pavlov e alla tipologia sul sistema nervoso centrale o corticale che dir si voglia, possiamo constatare che uno stesso stimolo può provocare in certi individui una risposta diversa, qualche volta anche opposta, in base alla costituzione neuro-psichica dell’individuo stesso. Pavlov direbbe in base alla sua corteccia, per cui una serie di stimoli in un individuo equilibrato, centrale, possono essere ben assortiti o sopportati senza creare deviazioni dal normale, mentre in soggetti con particolare labilità neuro-psichica, possono produrre deviazioni comportamentali che possono sfociare in vere e proprie psicosi. Ma precisiamo, il sistema nervoso è molto più complesso di quanto da me esposto. Rinvio però il lettore che desidera approfondire l’argomento alle opere specializzate ed alla bibliografia consigliata.

Dal punto di vita condizionalista , una data situazione astrale alla nascita e durante il proseguo esistenziale di un individuo, può determinare o favorire delle situazioni organo-psichiche differenti in base, potremmo aggiungere, alla propria tipologia pavloviana ed in sincronicità con i ritmi zodiacali e planetari.

L’astrale è il nostro ecosistema cosmico. Scheletro invisibile e dinamica della nostra vita; esso ci lega all’universale facendoci a lui partecipe. In astrologia condizionalista ogni pianeta è assimilato ad un livello d’energia (forte, medio, debole) e ad una frequenza temporale (breve, media, lunga).
Questi meccanismi agirebbero direttamente sull’attività nervosa, dunque sulle strutture del cervello e soprattutto sui centri superiori che coordinano tutta l’attività encefalica.

In Astrologia condizionalista i neuroni sono apparentai ai pianeti ed il recettore periferico all’uomo.
Gli astri dunque sarebbero degli emettitori di segnali concreti (di natura gravitazionale, ondulatoria, corpuscolare o altro) e l’Uomo  sarebbe il ricettore di questi segnali, essendo emissione e ricezione sincronizzate. Un ricettore attivo che però non si accontenta solo di assimilare e di trattare le diverse informazioni.

astrologia condizionalista

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