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Il sistema nervoso è composto di neuroni o cellule nervose che
conducono gli stimoli degli organi periferici al cervello e viceversa.
Prima di procedere alla spiegazione del metodo, vi esporrò in sintesi
gli esperimenti da cui Pavlov trasse le leggi fondamentali dell’attività
nervosa centrale e le sue tipologie nervose. Gli esperimenti di Pavlov
consistevano nel somministrare ad un cane il cibo facendolo precedere da una
sollecitazione esterna: luce, suono, stimolo cutaneo, ecc. Dopo un certo numero
di volte, il cane reagiva al solo stimolo esterno mettendo in moto il suo
apparato digerente anche senza la presenza del cibo (movimento della bocca,
salivazione, ecc). Si era creato così un riflesso condizionato. I
riflessi condizionati si formano quindi in risposta a tutti gli stimoli esteriori
che vengono percepiti. Questi stimoli, che provengono dalla presenza
o assenza di agenti nocivi o favorevoli, costituiscono i segnali e determinano
diversi tipi di reazioni, quindi il loro valore biologico è enorme.
Pavlov distingueva in
RIFLESSI INCONDIZIONATI (innati, istintuali) e RIFLESSI
CONDIZIONATI (acquisiti), con sede negli emisferi cerebrali.
I riflessi condizionati
si distinguono in POSITIVI (stimolo,
secrezione, ecc) e NEGATIVI (inibizione).
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I riflessi
condizionati
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POSITIVI
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stimolo, secrezione, ecc
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NEGATIVI
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inibizione
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I due processi si situano nell’emisfero cerebrale che diventa come un mosaico
estremamente complicato. In base poi alla facilità con cui si
instaurano i Riflessi Condizionati, Pavlov distingueva i soggetti in
- Soggetti facili ad ottenere riflessi positivi (di eccitazione) - Soggetti
a tendenza facile ad ottenere riflessi inibitori - Soggetti che hanno uguale
tendenza a tutti e due i tipi di riflessi e li divideva in 3 gruppi che rappresentano
3 tipi di caratteri corrispondenti all’attività corticale, quindi 3
tipi i di un sistema nervoso superiore:
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- ECCITABILI
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Tipo Aggressivo
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- INIBITI
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Tipo Pauroso
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- CENTRALI O EQUILIBRATI
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Tipo Equilibrato che si divide a sua volta in Calmo
e Vivace
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I suddetti tipi Pavlov li riferisce ai cani, ma possiamo rapportarli all’uomo.
L’attività nervosa superiore, sul comportamento degli animali ha tre
soggetti di studio fondamentali:
- Riflessi condizionati (istinti) molto complessi, attività
dei nuclei basali, fondamento dell’attività nervosa dell’organismo.
- Attività corticale
- Legami e relazioni reciproche fra nuclei basali e corteccia
Il legame temporaneo fra i nuclei cerebrali e la corteccia si può
stabilire nelle stesse condizioni, non importa con quali centri dei nuclei
basali. Tutti i centri eccitabili fortemente indirizzano in qualche modo nella
sua direzione ogni eccitazione più debole, allo stesso punto del sistema. Il
punto di eccitazione e il centro sono più o meno solidamente legati
per un certo tempo a certe condizioni.
LEGGE DELLA CHIUSURA DEI CIRCUITI
NERVOSI E DELL’ASSOCIAZIONE
Un particolare essenziale: affinchè si stabilisca l’unione è
necessario che l’eccitamento debole preceda il più forte: se si applica
l’eccitazione indifferentemente non si crea il riflesso condizionato. Il
Riflesso condizionato inizia con l’eccitazione delle cellule corticali: il
che può fornire un eccellente elemento di studio tanto su cellule isolate
che su tutta la corteccia. Nella creazione del riflesso condizionato l’effetto
dipende dalla forza dello stimolo: più questo è forte, più
l’effetto è grande – vale a dire, più energico è lo stimolo,
maggiore è la salivazione (Pavlov giudicava dalla salivazione l’effetto
dello stimolo condizionato). Questo rapporto dell’effetto con la forza d’eccitazione
deve essere preciso:
LEGGE DEL RAPPORTO FRA FORZA D’ECCITAZIONE
E GRANDEZZA DELL’EFFETTO
ma c’è un limite oltre il quale la maggiore forza d’eccitazione
non aumenta più l’effetto, ma comincia a farlo diminuire.
Il fenomeno della forza dei riflessi condizionati si manifesta con la stessa
chiarezza; incontriamo di nuovo lo stesso limite, combinando gli eccitamenti
deboli si può osservare una somma aritmetica esatta e, sommando un
eccitante debole con uno forte, si ottiene un aumento di effetto fino ad una
grandezza limite; combinando due eccitanti forti , l’effetto diviene minore
di ciascuno dei componenti perché il limite viene superato: questa
è la
LEGGE DELLA SOMMAZIONE DEI RIFLESSI
CONDIZIONATI
Oltre che un processo di eccitazione lo stesso stimolo esterno può
provocare nella corteccia il processo opposto: L’INIBIZIONE.
Se infatti si prolunga per qualche tempo lo stimolo positivo (luce) senza
accompagnarlo con lo stesso stimolo incondizionato (cibo), la corteccia cade
in uno stato di inibizione. Lo stimolo in questo caso diventa eccitante
NEGATIVO frenatore:
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