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di Fernanda Nosenzo Spagnolo

 Nipote del già imperatore del Sacro Romano Impero, Federico di Hohenstaufen nacque nel 1152 e morì accidentalmente affogato in Cilicia (Turchia) nel 1190, attraversando un guado del fiume Salef.

Noto comunemente con il nome di Barbarossa a causa della sua capigliatura e barba dello stesso colore, assunse il titolo di duca di Svevia nel 1147, di sovrano di Germania nel 1152 e di imperatore nel 1155.

La sua politica fu caratterizzata essenzialmente dalla conciliazione con i grandi feudatari in Germania, mentre in Italia dalla affermazione della supremazia dell'impero sul papato e sui liberi comuni.

Dotato di una forte personalità individuale, e di un'altrettanto carisma politico, Federico I Barbarossa è rimasto nella storia come una figura mitica e leggendaria, ricco di un vivo sentimento della dignità imperiale e pertanto capace di colpire l'immaginario collettivo delle genti, in modo positivo o negativo secondo le ideologie, anche ben oltre il tempo in cui avvenne la sua morte.

Dopo avere assunta la corona reale in Germania, ed essersi dedicato anche con la forza all'opera di pacificazione nei territori dell'Europa continentale, Barbarossa si rivolse contro i liberi comuni italiani appena costituiti, i quali si consideravano ed agivano come piccoli stati indipendenti. Come tali, i comuni conducevano una strenua lotta sia tra loro, sia contro ogni autorità esterna che avesse potuto in qualche maniera ostacolarli.

L'imperatore, dunque, mediante la contesa con essi, non fece altro che ribadire la propria autorità nelle zone facenti parte del dominio territoriale ed amministrativo del Sacro Romano Impero.

Dopo vicende di aperta ribellione, Federico I si trovò costretto a passare a vie di fatto tra il 1154 e il 1155. Scese in Italia attraverso i valichi montani del Tirolo, poi fece riunire nella città di Roncaglia, presso Piacenza, una riunione di rappresentanti comunali a lui fedeli per decidere il comportamento da tenere nei confronti di Milano, il libero comune che si stava dimostrando più riottoso e bellicoso degli altri.

In questa occasione Barbarossa chiese ed ottenne la restituzione dai comuni ribelli dei diritti regi (“iura regalia”) ed insediò a Pavia  un proprio rappresentante imperiale.

 Dal punto di vista militare Barbarossa attaccò, prese e incendiò le città ribelli di Chieri, di Asti e di Tortona. Inoltre ordinò al suo esercito il saccheggio di gran parte del territorio milanese, ma optò di non attaccare direttamente per vie militari il capoluogo lombardo.

Si insediò per quasi cinque mesi a Pavia, dove volle ribadire la propria autorità cingendosi il capo con la corona reale italica (corona ferrea) nel corso di una solenne cerimonia.

Poi con l’esercitò si spostò verso i territori centrali della penisola marciando su Roma per essere incoronato imperatore del Sacro Romano Impero.

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