Di solito, per dipingere uno Scorpione secondo le norme dell'arte impressionista,
occorre intingere la penna nello zolfo, nell'horror e nella
paura. Non avere timore delle parole che mordono, spellano,
graffiano, avvelenano: morte, notte, oscurità inesorabili,
inferno e profanazione... Il ritratto sarà certamente
portato a termine con successo se vi concentrate su Goebbels
dimenticando Marie Curie.
Prolungate l'elenco di malvagi, dal dottor
Petiot a Charles Manson,
ma sorvolate su Alain Bombard
la cui la barba manca di satanismo lubrico. Lasciate perdere
Coluche, Raymond Devos, Alexandre
Breffort, André Ribaud, ed anche il
principe Carlo che, in questi ultimi tempi è
piuttosto imperturbabile. Sono forse dei falsi Scorpioni?
Di sicuro esistono scorpioni modificati. Sono di dimensione
molto piccola: il più grande misura soltanto un mezzo
centimetro. Non hanno né dardo, né ghiandola
tossica, fortunatamente per coloro che li trovano nella paglia,
nel fieno, nelle strutture legnose, fra libri e materiale
cartaceo. I falsi scorpioni non fanno paura a nessuno. Praticamente,
per gli astrologi è come se non esistessero.

I veri scorpioni si riconoscono dalla lunga coda, la quale
non è che il loro addome, che si compone di sei segmenti
articolati di cui l'ultimo ristretto, che ostituisce la coda,
finisce con un artiglio dilatato curvo e ricurvo modificato
all'estremità in aculeo, attraverso il quale viene
iniettato il secreto delle ghiandole velenifere in esso contenuto.
Osservando un po' questi aracnidi vediamo che lo scorpione,
oltre ad un paio di pinze, ha quattro paia di zampe cosa
che, alzando schematicamente a dodici il numero degli elementi
costitutivi, dà allo Scorpione un valore numerologico
sacro quanto quello dello zodiaco. Benché appartenenti
al gran triangolo dei segni d'acqua, secondo l'antica astrologia,
gli scorpioni non bevono mai e vivono soltanto nei paesi
caldi.
La madre porta i suoi piccoli sul dorso durante la loro
prima settimana di vita; in seguito essi si allontanano.
Gli adulti, battaglieri e grandi solitari, si incontrano
soltanto per accoppiarsi o divorarsi a vicenda. C'è
un'ultima informazione che stenterete a credere: contrariamente
a ciò che si pensa, gli scorpioni non sono pericolosi
a meno che non siano molestati. In questo caso Si comprende
meglio il perché il Maresciallo Lyautey pur avendo
avuto dei dubbi sulla sua attitudine militare, fu tuttavia
così grande nella difesa. E, seguendo lo stesso ordine
d'idee, come non citare Henri Laborit, biologo, Scorpione
e tuttavia autore di "Eloge de le fuite" (1976)?.
Come gli astrologi dal cuore sensibile, gli Africani pensavano
inizialmente che i malefici fossero opera di quest'animale
angosciante, a volte nero, a volte grigio, a volte bianco.
A volte giallo. Secondo una leggenda malese, lo scorpione
dice: "Io non sono uno spirito
degli elementi, né un demone. Sono un animale fatale
per chi mi molesta. Ho due chele ed una coda che
attorciglio nell'aria. Le mie chele si chiamano, una violenza,
l'altra odio. lo stiletto della mia coda è il segno
caratteristico della vendetta... ".
L'Egitto va contro corrente adorando lo Scorpione sotto
la forma femminile della dea Selket: "Personaggio amorevole,
finché dette il potere sulle sue manifestazioni terrestri
ai seguaci di Selket, un gruppo di stregoni agguerriti".
Angelo o demone? Entrambi, rispondono gli esperti, perché
lo Scorpione porta in sé l'ambivalenza terribile di
Vita-Morte, Amore-Odio, Creazione-Distruzione. Osservate,
essi dicono, la natura in quest'epoca dell'anno... esaminate
i suoi cimiteri di foglie morte, i suoi funghi velenosi,
le sue piogge, i suoi crisantemi ed i suoi neri orizzonti.
Tuttavia sotto il fango e gli alberi ridotti a umidi scheletri,
la vita palpita. Su questa terra lugubre, si può ancora
seminare del grano e delle fave, piantare l'aglio e la fragola.
E poi, l'autunno è la primavera dei pinguini.

Uno Scorpione erudito, Alain
Reinberg, padre della "Cronobiologia"
(scienza del tempo e della vita) ci ha comunicato, tramite
degli scritti, che gli amori dei pinguini imperatori nascono
con riduzione della durata del giorno. Per quanto riguarda
le piante, c'è soltanto il crisantemo che fiorisce
nella stagione in cui le notti si allungano. Il tubero topinambur,
fa stesso: esso è notturno come lo scorpione. In verità,
la terribile ambivalenza Vita-Morte, esiste in ogni essere
e in ogni segno con la coppia giorno-notte, salvo che la
notte non corrisponde sistematicamente alla morte.
Sotto il segno dello Scorpione, è la morte che
diventa fonte d'adattamento e quindi fonte di vita. Quale
villico oserebbe dire: uccello notturno, quindi uccello di
morte? La civetta è diventata simbolo di sopravvivenza...
terrestre. L'astrologia moderna, che tralascia gli effetti
terrificanti, asserisce che il negativo significato simbolico
dello Scorpione dipende dal fatto che in questo segno il
Sole lascia la sua maggior parte di luce alla durata della
notte. Mentre nel Toro il giorno installa la sua potenza
radiante mediante la corsa di un Sole ben al di sopra dell'Equatore
celeste, nello Scorpione dove la notte domina, il Sole è
nelle zone basse, come un dio decaduto, viaggia sotto terra,
prigioniero di forze sotterranee. Prigioniero: illustra le
debolezze, i fallimenti e l'impotenza dell'eroe Leonino,
prodotto dell'ultimo segno in cui il giorno ancora trionfa.
Ma va da sé che l'eccesso di splendore che si accorda
al leone dipende dallo stesso fenomeno immaginativo che associa
un eccesso d'oscurità tragica allo Scorpione. Quest'ultimo
è semplicemente più lucido, più cosciente
di altri delle affinità della sua natura con il mondo
animale, ribelle ai modelli ingenui degli eroi luminosi.
È il contrario dei nostri ideali fittizi che lo Scorpione
scopre. Può compiacersi nei suoi labirinti, amare
i propri difetti e fare dei nostri istinti irrecuperabili
e incontrovertibili, dei solidi schermi contro le virtù
ipocrite. Può anche farsi carico dei propri demoni
peccaminosi per dare l'idea d'una capacità d'un eroe
più denso, più umano di quello del Leone. Su
questo punto osservate i personaggi incarnati da Michel Bouquet...

La mitologia greca espone a suo modo alcuni problemi dello
Scorpione nella leggenda di Orione. Questi, figlio di Nettuno
e d'Euriale, secondo Omero, era un bel gigante che amava
l'astronomia, la caccia e le donne. Queste lo abbandonarono,
in circostanze abbastanza confuse. Infatti, si dice che la
casta Diana lo fece morire per aver toccato il suo velo con
la sua mano impura. La dea fece morire l'impudente Orione
facendo uscire dalla terra uno scorpione velenoso. In seguito,
molto pentita di aver causato la morte di un uomo così
bello, ottenne da Giove che fosse situato in cielo, sotto
forma di una delle più brillanti costellazioni. Ciascuno
trarrà dalla leggenda la sua lezione. Essenzialmente,
vi si trova il confronto fra la bella e la bestia, e qualcuno
afferma che la bella Diana non è che il cuore della
bestia in cerca della sua immagine divina, la sua parte di
cielo. Gli eroi di questa storia si prendono gioco di Camus,
tanto l'intrigo è fitto di malintesi e di assurde.
incomunicabilità Ma la morte interviene per chiarire
le cose e ristabilire una verità che conosciamo tutti:
indipendentemente dall'abisso dove ci si trova, indipendentemente
da "La caduta", basta alleggerirsi della terra
impura per trovare posto fra i giganti.
La caduta del Sole sotto il segno dello Scorpione rivela
lo splendore delle stelle. Lungi dall'essere il turpe bello
dello zodiaco o più teatralmente della metafisica,
lo Scorpione ne è il più umano. Soprattutto
se si rilegge Jean Rostand: "L'universo, facendo l'uomo,
si è attribuito allo stesso tempo una vittima ed un
giudice".


Grafica e
Web Designs www.webdesigns.it
mail@
|