LEONE MITOLOGICO

 

il segno del leone

 

 

 

 E’ ovvio che il leone è solare: "Quest’ animale, con le sue potenti zampe dotate d’artigli ricurvi è capace di scalfire i metalli o di spaccare il legno, secondo Plutarco era, infatti, per la sua maestosa imponenza attribuito al sole anche perché si dice sia il solo che lo vede nascere poiché dorme pochissimo e con gli occhi semiaperti". In questo modo si esprimevano i poeti di una volta.

L'uomo di scienza d'oggi, afferma che il leone è generalmente monogamo, non è dunque come Alexandre Dumas. Si dice che passi il giorno a dormire o a digerire, "mimetizzato o nascosto nelle caverne", va a caccia di notte, preferendo i grandi animali erbivori piuttosto che l'uomo, diventato il suo protettore.
Se vi interessate alla simbologia solare, sarete sorpresi dell'importanza della cifra tre. In un importante volume sullo zodiaco, M. Senard ci ricorda che il leone nello stendardo di Giuda occupa lo zenit dello zodiaco: "All’incirca verso la parte esterna del cerchio c’è un leone disteso, sotto il quale si trovano tre leoni più piccoli che indicano i tre decani del segno, quindi, avvicinandosi al centro del cerchio, troviamo:

un eroe che impugna e solleva uno scettro a tre punte,

un cavaliere che tiene con la briglia un cavallo che scalpita e fa resistenza e infine,

la testa ed il collo di un asino che si avvicina ad un cespuglio molto fitto".

I giochi olimpici che si svolgevano nella foresta di Nemea, si organizzavano ogni tre anni. È giusto il tempo necessario affinché ad un leone cresca una lunga e folta criniera L'idea di forza richiama l'immagine del leone o quella di Ercole. Essendo le due immagini legate, non si può rappresentare Ercole in altro modo se non con i suoi muscoli e la pelle d'animale conquistata in occasione della sua prima fatica. Occorre ricordare che Ercole è stato concepito da Giove nell’arco temporale di tre notti e che è nato durante un fortissimo temporale. Per far dispetto a Giove, Giunone (sua sposa) adirata, gli impose delle fatiche incredibili, in particolare quella di vincere un leone enorme che terrorizzava la regione di Nemea. Ercole, in questo combattimento, non aveva un'arma sufficientemente acuminata per colpire la belva. Poté ucciderlo soltanto soffocandolo ed utilizzando gli artigli stessi dell'animale per squartarlo. La favola insiste sull’invincibilità leonina. Molti degli eroi di questo segno tengono alla loro imponenza più del cancerino al suo carapace. Ovviamente, il Cancro ed il Leone, segni d'estate, mostrano i loro poteri d'immunizzazione e d’autoprotezione.

La simbologia della Vergine, terzo Segno dell’Estate, va nello stesso senso: la forza non è più offensiva, ma difensiva. Non è più la Primavera con i suoi colpi d'Ariete, ma il tempo dello difesa. Siamo alla presenza di una potenza concentrata perché il giorno, riducendo la sua durata, dà l'idea di un ripiegarsi su se stesso: immagine di pressione, d’autocontrazione o d’autoregolazione con le sue sfumature più esplosive.
Questa potenza concentrata sembra piuttosto invidiabile, infatti, molti astrologi pensano, né più né meno, che lo zodiaco debba iniziare, non dagli 0 gradi dell'Ariete, in primavera, ma dagli 0 gradi del Leone, una trentina di giorni dopo l'inizio dell'Estate, nel momento in cui nel nostro emisfero i nati in agosto si abbronzano per affidare al sole un culto epidermico. I nati in agosto si procurano, come Ercole, una pelle d'animale, inattaccabile dai raggi del sole, ma che occorrerà lasciare in dicembre, sotto il segno del Sagittario in cui avviene la morte d’Ercole per ragioni sempre epidermiche (la tunica di Nesso, di cui riparleremo quando avrete perso la vostra abbronzatura).

Poiché è lui teoricamente il più forte, il Leone-Sole dovrebbe essere il primo. Neil Armstrong, cosmonauta, fu il primo ad andare sulla luna ed a pronunciare quelle parole storiche evitando i luoghi comuni nonostante l'importanza della situazione.
Il Leone è un segno in affinità con lo spazio. Gli occorre un pannello di comando, una decorazione, una scena, un collegio elettorale o un partito. Èd è per questo che è spesso il re di qualcosa: di Cuba come Fidel Castro o della suspence come Hitchcock. A lungo, Pierre Dac è stato il re dello scherzo, con un umorismo sciolto e garbato per questo non è mai caduto nella trappola della scorrettezza. Con Tex Avery, Bourvil, Goscinny, Averty, Louis de Funès, e la stessa Mireille Mathieu e Louis Pauwels, si vede che il Leone ama ridere e cantare. È immediatamente il successo, l'insolazione, l’ustione di secondo grado. Ercole-Leone, il vostro eroe modello, non è sempre molto duttile.

Si dice che un certo Linus, professore di musica, "gli insegnasse a giocare con uno strumento che si sfiorava con l’archetto". Ma siccome Ercole, con le sue grandi mani, stonava suonando, Linus gli fece un rimprovero, con il solo risultato di ricevere il violino sulla testa. Possiamo comprendere perché il compositore Stockhausen è del Leone: non rispetta gli schemi della musica, le sue norme e strumenti, libera il suono, poiché Ercole, in un'altra fatica, pulisce le stalle dei buoi conformisti. Questo tale Stockhausen, pur se accogliesse le rane in un'orchestra libera aperta a tutti, è un uomo troppo distinto perché rompa un violino sulla testa di un batrace.

I Leoni forti sono infiammabili, almeno quanto il sole i cui raggi, secondo la medicina, sono amici-nemici dell'uomo. Ercole, eroe solare, è stizzoso con tutti e con il sole. Un giorno, in cui c’era un sole molto forte, si adirò contro il re del cielo e gli scoccò contro molte frecce. Un tetto! Il sole abbacinato da tanta audacia e ammirando il coraggio insolente dell' arciere, gli donò un calice d'oro. Concludendo, la ribellione è vincente? Sì, per Bourguiba, non per Mata-Hari... ma, questa leonessa è certamente fallita in partenza poiché non era una vera insolente, non fu che un Ercole manipolato e fu soltanto vittima della propria mancanza d'autocontrollo.

Nei giochi olimpici, Ercole-Leone non temeva nessuno, ancor meno suo padre Giove, che volle lottare contro di lui sotto le sembianze di un atleta. La favola dice che il vantaggio "fu uguale per entrambi", ed è questo uno dei prodigi multipli del pensiero simbolico quando non è prigioniero dei libri degli eruditi, visceralmente nemici, ostili alle sorgenti della vita. In conclusione sembra che i pianeti principali del sistema solare in contrappeso alla forza del sole, debbano fare delle fatiche simili a quelle d’Ercole, come se la nostra stella centrale, lungi dall'essere un despota onnipotente avesse rispetto a lui forze perlomeno uguali, sebbene meno evidenti. I pianeti sono rivali del Sole, così come l’uomo Ercole rappresenta la competizione impetuosa con gli dei. Ercole non è che un nome sotto il quale gli uomini hanno raccolto tutte le imprese degli uomini abili e rappresenta soltanto il periodo in cui tenere il sole a bada, unitamente a tutti i fatalismi.

Orgoglio, o potenza della volontà... un problema nel cuore di ciascuno, di questo muscolo erculeo, capace di grandezze e debolezze sublimi.


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