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Fin da tempi antichissimi, in certi giorni dell'anno considerati ricorrenze magiche, i contadini d'Europa accendevano fuochi nei campi o in luoghi cultuali particolari. Vi danzavano intorno e ci saltavano sopra in onore delle divinità agresti. Molte fonti storiche hanno confermato la presenza di queste usanze anche durante il Medioevo. La loro analogia con gli usi dell'antichità sembra costituire una dimostrazione del fatto che, per rintracciare le origini culturali dell'accensione dei falò, è necessario risalire ad epoche molto anteriori alla diffusione del cristianesimo. Non fu infrequente nel Medioevo che sopra questi roghi si fossero gettate effigi, o si fosse anche apprestata la pantomima di bruciare persone. Alcuni studiosi di antropologia ritengono che nei tempi originari si usasse effettivamente sacrificare nel fuoco esseri umani vivi. Durante il Medioevo, una delle ricorrenze annuali in cui più comunemente si accendevano i fuochi rituali fu il giorno e la vigilia della festa di San Giovanni, il ventiquattro e la notte del ventitre giugno. La ricorrenza annuale prima dell'avvento del cristianesimo fu chiamata mezza-estate, considerata la sua coincidenza, secondo il calendario primitivo, con il periodo che segnava la svolta della traiettoria del sole nel cielo per poi iniziare il ritorno sulla sua traiettoria lungo il cammino celeste. Di certo l'osservazione di un evento di questo tipo avrebbe potuto suscitare nell'uomo arcaico il pensiero di aiutare il sole in quello che appariva un suo declino, con tutti gli insiti impedimenti che una simile circostanza avrebbe comportato. Verosimilmente proprio da osservazioni di questo genere nacquero le feste agricole di mezza-estate in Europa. Quale fosse stata l'origine, esse si diffusero tra le popolazioni dell'Irlanda fino a quelle della Russia, della Scandinavia e della Spagna, della Grecia e dell'Italia. In ogni parte. Secondo notizie già riportate dai mitologi del XII e del XIII secolo, tre furono gli aspetti principali delle celebrazioni della festa di San Giovanni: i fuochi, le processioni di gente per le campagne e l'usanza di far ruzzolare lungo un pendio una ruota. Tali rituali, nel loro complesso, furono anche generalmente soprannominati dell'Invocavit, e sono descritti nella presente ricerca.
I fuochi magici di mezza estate Uno scrittore tedesco della prima metà del secolo XVI, l'abate Gottfried Hoelt, dice che in ogni città della Germania la notte precedente la festività di San Giovanni, persone di ogni sesso e di ogni età accorressero intorno ai fuochi per cantare e per ballare. Nell'occasione le persone indossavano i vestiti più belli adornati di mazzetti di artemisia e di verbena e guardavano i fuochi attraverso un mazzolino di speronella, giacché era credenza che così facendo avrebbero conservato la vista buona per tutto l'anno a divenire. Fino a tutto il secolo XIX, la magia dei fuochi di mezza estate fu protagonista indiscussa in tutto il territorio dell'Alta Baviera. Nell'occasione della ricorrenza i contadini facevano passare il bestiame attraverso i falò. Lo scopo sarebbe stato quello di far guarire gli animali malati e di proteggere quelli sani da ogni eventuale malattia nell'anno successivo. Inoltre i capifamiglia bavaresi spegnevano il focolare di casa, e lo riaccendevano con un tizzone preso da un falò e secondo l'altezza raggiunta dalle fiamme dei fuochi, un indovino presagiva l'abbondanza del raccolto del lino, e chiunque avesse superato con un salto il braciere ardente non avrebbe avuto male alla schiena per tutto l'anno. La festa dei fuochi terminava collocando bastoni bruciacchiati sui tetti delle case per proteggere le abitazioni dai pericoli di incendi. Nella città di Wuerzburg esisteva una particolare usanza: i giovani lanciavano verso il cielo con appositi bastoni i tizzoni semiaccesi rimasti dai falò. Dalla traiettoria suggestiva di ogni legno, fiammeggiante nelle tenebre, presagivano se l'anno futuro sarebbe stato fortunato o meno per la persona che l'aveva lanciato.
Nella Bassa Sassonia i ragazze e le fanciulle in età di matrimonio usavano lanciarsi nel fuoco tenendosi per mano e, secondo la lunghezza del salto, c'era chi presagiva il grado di abbondanza del raccolto della canapa. Inoltre gli anziani facevano ruzzolare giù da una collina una ruota di paglia accesa oppure ricoprivano di fiori un fantoccio chiamato “l'uomo-angelo” che successivamente bruciavano tra canti collettivi e poesie propiziatorie in musica.
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