Il mio sonno è un sogno,
il mio sogno una meditazione,
la mia meditazione è l'azione del Sapere.

Ma mentre io dormo le Norne vegliano.
Esse tessono la trama
e filano piamente quel che io sono.

Da "L'Anello dei Nibelunghi" - R. Wagner

Nibelunghi è il nome mitologico di una fiabesca popolazione germanica. In tempi antichi, intorno alla loro saga sono state composte narrazioni mitologiche ed epiche incentrate sulla figura dell'eroe Sigfrido. Nel XIII secolo i tanti racconti, prevalentemente sorti in area austriaca e bavarese, furono raccolti in un unico componimento in poesia ed in un'unica trama narrativa da un anonimo autore.

Al poema fu dato il nome di “Canti dei Nibelunghi” (“Nibelungenlied”), altrimenti detto “Del cantar nibelungo”.

La redazione definitiva del poema sembra fosse avvenuta intorno al 1205, quasi in contemporaneità   con il “Parzival” di Wolfram von Eschenbach e presentò notevoli affinità con il poema scandinavo “Edda” di Snorri Sturlson circa l'impianto degli scenari che ne fecero da apparato scenico: animali fiabeschi, draghi, foreste e fonti incantate, fiabe e folletti, ecc.

Sembra tuttavia che alla redazione definitiva abbia contribuito un “minnesaenger” (cantore) di Passau (Baviera orientale), tale Kuerenberger.

Il “Nibelungenlied” è composto di ottomila versi raggruppati in quartine in rima baciata, ed articolati in trentanove canti detti “aventiuren”.

Del poema originario restano soltanto tre copie conservate in musei con una cura quasi maniacale. Una è nella città di San Gallo, in Svizzera, un'altra a Monaco di Baviera e la terza nelle cittadina austriaca di Donaueschingen.

In certi manoscritti postumi del Nibelungenlied comparve unito il “Die Klage” (La lamentazione), un poemetto aggiuntivo di anonimo autore sul dolore dei superstiti alle tragiche vicende già narrate.

C'è da dire che il poema fu quasi del tutto dimenticato dai letterati tedeschi fino al principio del XIX secolo, poi ebbe un'autentica esplosione di studi critici all'epoca degli studi romantici germanisti, fino alla consacrazione ufficiale tra le massime opere della letteratura tedesca grazie alla riduzione teatrale e quindi musicale di Richard Wagner.

Nel 1827 il filologo Karl Simrock ne aveva curata una traduzione dal tedesco medievale a quello contemporaneo, contribuendo non poco alla conoscenza del Nibelungenlied presso un pubblico sempre più vasto.

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