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Un'altra corrente di pensiero positivista
sviluppatasi nel secolo scorso, ha invece
cercato di evidenziare che la manifestazione
di miracoli non sarebbe incompatibile con
l'ordinario svolgimento delle leggi della
natura, anzi le presupporrebbe e le confermerebbe,
mettendo in luce come soltanto un intervento
di Dio, o comunque superumano, renderebbe
possibili quelle eccezioni che non esisterebbero
nell'abituale manifestazione delle leggi.
Un'altra tendenza scientista, che si
rifà agli schemi del pensiero teologico,
sostiene che i miracoli, sebbene siano di
natura preternaturale, debbano essere considerati
nel novero della conoscibilità e
della misurabilità al pari di qualsiasi
altro fenomeno fisico giacché possiedono
concretezza: ciò che li distinguerebbe
dalle altre espressioni delle leggi della
natura, consisterebbe esclusivamente nella
loro eziologia ancora sconosciuta.
Il tormentone dei dibattiti interminabili
tra gli scienziati e i teologi, tra i materialisti
e i mistici, potrebbe essere ricomposto
in base alle conoscenze fino ad ora acquisite
sulle potenzialità della psiche.

Anche questa è una teoria che,
tra tutte quelle fino a questo momento sviluppate
in materia di miracoli, sembra essere non
solo la più avvincente, ma anche
la più esaustiva: ammettendo che
la mente umana possa agire o interagire
sulla o nella materia, che sia in grado
di produrre fatti eccezionali, da un lato
verrebbero rispettati gli enunciati
della scienza in quanto la fisicità
del fatto, quantunque esplicata in maniera
anormale, sarebbe confermata. Nello stesso
tempo si offrirebbe nesso all'intervento
della divinità sulla materia come
elemento agente ed ispiratore della mente.
In questo senso la spiegazione dei miracoli,
intesi come eventi non tanto anormali quanto
piuttosto inconsueti, potrebbe essere fornita
dalle certezze ormai acquisite dagli studi
della parapsicologia contemporanea.
Come premessa necessaria c'è da
riferire dell'esistenza, quasi unanimemente
conclamata, di un campo di forze di sicura
natura fisica, ma non ancora pienamente
determinata. Sarebbe il cosiddetto "campo
psi" (dalla lettera iniziale del termine
greco "psichè": anima,
mente), presente uniformemente in natura
al pari degli altri campi energetici.
Questa sarebbe di fatto l'area nella
quale si eserciterebbe l'energia psichica
in rapporto, più o meno evidente,
con altri campi energetici. L'estensione
della sua influenza non sarebbe soltanto
spaziale, ma comprenderebbe anche il tempo.
Per meglio dire, il campo-psi apparirebbe
come la risultanza del complesso del tempo,
dello spazio e della materia, dove le energie
mentali agirebbero in ogni direzione spazio-temporali.
Secondo i parapsicologi, l'estrinsecazione
dei fenomeni paranormali sarebbe attribuibile
alla presenza ed agli effetti tangibili
di questo campo.

Quantunque la stragrande maggioranza
dei fenomeni possa essere considerata paranormale
da una persona distratta come un avvicendamento
di miracoli, in osservanza del contesto
limiterò la considerazione a quegli
eventi paranormali che più espressamente
di altri sembrano contenere attinenze culturali
con la religione e con le sue più
comuni credenze.
I fenomeni paranormali delle stimmate,
delle immagini di personaggi religiosi trasudanti
liquidi o soggette a trasfigurazione, le
guarigioni improvvise senza causa nota sono,
nel copioso contesto delle altre manifestazioni,
certamente i più indicativi al riguardo.
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