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 di Fernanda Nosenzo Spagnolo

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Un'altra corrente di pensiero positivista sviluppatasi nel secolo scorso, ha invece cercato di evidenziare che la manifestazione di miracoli non sarebbe incompatibile con l'ordinario svolgimento delle leggi della natura, anzi le presupporrebbe e le confermerebbe, mettendo in luce come soltanto un intervento di Dio, o comunque superumano, renderebbe possibili quelle eccezioni che non esisterebbero nell'abituale manifestazione delle leggi.

Un'altra tendenza scientista, che si rifà agli schemi del pensiero teologico, sostiene che i miracoli, sebbene siano di natura preternaturale, debbano essere considerati nel novero della conoscibilità e della misurabilità al pari di qualsiasi altro fenomeno fisico giacché possiedono concretezza: ciò che li distinguerebbe dalle altre espressioni delle leggi della natura, consisterebbe esclusivamente nella loro eziologia ancora sconosciuta.

Il tormentone dei dibattiti interminabili tra gli scienziati e i teologi, tra i materialisti e i mistici, potrebbe essere ricomposto in base alle conoscenze fino ad ora acquisite sulle potenzialità della psiche.

Anche questa è una teoria che, tra tutte quelle fino a questo momento sviluppate in materia di miracoli, sembra essere non solo la più avvincente, ma anche la più esaustiva: ammettendo che la mente umana possa agire o interagire sulla o nella materia, che sia in grado di produrre fatti eccezionali, da un lato verrebbero rispettati  gli enunciati della scienza in quanto la fisicità del fatto, quantunque esplicata in maniera anormale, sarebbe confermata. Nello stesso tempo si offrirebbe nesso all'intervento della divinità sulla materia come elemento agente ed ispiratore della mente. In questo senso la spiegazione dei miracoli, intesi come eventi non tanto anormali quanto piuttosto inconsueti, potrebbe essere fornita dalle certezze ormai acquisite dagli studi della parapsicologia contemporanea.

Come premessa necessaria c'è da riferire dell'esistenza, quasi unanimemente conclamata, di un campo di forze di sicura natura fisica, ma non ancora pienamente determinata. Sarebbe il cosiddetto "campo psi" (dalla lettera iniziale del termine greco "psichè": anima, mente), presente uniformemente in natura al pari degli altri campi energetici.

Questa sarebbe di fatto l'area nella quale si eserciterebbe l'energia psichica in rapporto, più o meno evidente, con altri campi energetici. L'estensione della sua influenza non sarebbe soltanto spaziale, ma comprenderebbe anche il tempo. Per meglio dire, il campo-psi apparirebbe come la risultanza del complesso del tempo, dello spazio e della materia, dove le energie mentali agirebbero in ogni direzione spazio-temporali. Secondo i parapsicologi, l'estrinsecazione dei fenomeni paranormali sarebbe attribuibile alla presenza ed agli effetti tangibili di questo campo.

Quantunque la stragrande maggioranza dei fenomeni possa essere considerata paranormale da una persona distratta come un avvicendamento di miracoli, in osservanza del contesto limiterò la considerazione a quegli eventi paranormali che più espressamente di altri sembrano contenere attinenze culturali con la religione e con le sue più comuni credenze.

I fenomeni paranormali delle stimmate, delle immagini di personaggi religiosi trasudanti liquidi o soggette a trasfigurazione, le guarigioni improvvise senza causa nota sono, nel copioso contesto delle altre manifestazioni, certamente i più indicativi al riguardo.

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