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dipinto di OLGA KIRICHENKo

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 di Fernanda Nosenzo Spagnolo

Che cos’è un miracolo?

E’ possibile definirlo in svariati modi: è qualcosa che si scontra con le leggi della natura, è un intercessione in un momento di profonda crisi, è un evento inspiegabile da un punto di vista scientifico, ecc.

Io ho una definizione personale: un miracolo è ciò che riempie il nostro cuore di pace. Talvolta si manifesta sotto forma di una guarigione o di un desiderio esaudito, ma non è questo che conta: il miracolo autentico è dato dal fatto che, quando avviene il prodigio, noi avvertiamo un profondo rispetto per la grazia che Dio ci ha concesso.

Paulo Coelho

Dal libro: Sono come il fiume che scorre


 

Dal dodicesimo secolo fino a tutto il quattordicesimo si diffuse nei territori dell'Europa centrale e peninsulare un particolare genere di rappresentazione sacra, una specie di recitazioni teatrali frammiste a musiche religiose, che venne denominata "i miracoli".
 

Sviluppati in un primo tempo nella Francia settentrionale, ebbero probabilmente come precursore un chierico della Normandia, tale Gautier de Coincy. L’autore compose la prima narrazione anteriormente al 1236, e diede nome alla sua opera “Les miracles de la Sainte Vierge”. Venne redatta in francese volgare.
Fu tradotta successivamente in latino da Mariale Magnum dopo oltre un ventennio, che ne lasciò uguale l’intitolazione. Come da titolo, la trama dell’opera di de Coincy fu costituita  dai miracoli compiuti da Dio per la collettività grazie all’intercessione della Madonna.

I contenuti della storie vennero tracciati in osservanza dei principi dottrinari della Scolastica, il complesso filosofico che dominava la cultura religiosa del tempo. Difatti, la teologia medievale attribuiva soltanto ad Iddio onnipotente la spettanza di compiere manifestazioni meravigliose e trascendenti, mentre ai personaggi religiosi considerati di secondo piano, quale era la Vergine Maria, avrebbero avuto il compito di esserne soltanto gli intercessori.

Verso gli ultimi due decenni del dodicesimo secolo, i genere dei “miracoli” si diffuse in quasi tutti i paesi europei. Anche in questi periodi vennero redatti in lingua volgare, sebbene adattati alle esigenze degli specifici culti locali. Tuttavia nel resto dell’Europa “i miracoli” ebbero una particolarità dissimile da quelli d’origine: molto spesso la Madonna, nella sua opera di mediazione tra l’umano e il divino, fu sostituita con la figura dei santi.

san nicola

 Per esempio nel mezzogiorno italiano, dalla seconda metà del tredicesimo secolo, ebbero enorme diffusione i “Miracoli di San Nicola”. Gli eventi soprannaturali attinenti al santo patrono di Bari, sono ancora oggi rappresentati durante le celebrazioni della sua ricorrenza annuale.
Come nel Medioevo, i miracoli e i prodigi, gli eventi meravigliosi considerati di emissione divina, possiedono ancora un fascino che in seno alla società umana sembra essere inevitabile:  il concetto di miracolo è entrato con forza e precisione a far parte non soltanto delle tradizioni, ma anche nel linguaggio e nella psicologia sia individuale che collettiva, anzi maggiormente in questa. 

D’altronde in ogni luogo, presso ogni popolo e in qualsiasi epoca, sebbene in Occidente la sublimazione religiosa del concetto sia avvenuta fin dal Medioevo, ne è stata ininterrottamente presente sia la nozione che la celebrazione religiosa, più propriamente culturale.

L’idea di miracolo sembra ora essere intrinsecamente connessa alla fede religiosa, al sentimento di fiducia dell’uomo nel compimento di un evento soprannaturale, determinato da un’entità spirituale cui sono state rivolte preghiere e suppliche.

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