|

|
Dal dodicesimo secolo fino a tutto
il quattordicesimo si diffuse nei territori
dell'Europa centrale e peninsulare un
particolare genere di rappresentazione
sacra, una specie di recitazioni teatrali
frammiste a musiche religiose, che venne
denominata "i
miracoli".
|

|
|

|
Sviluppati in un primo tempo nella
Francia settentrionale, ebbero probabilmente
come precursore un chierico della Normandia,
tale Gautier
de Coincy. L’autore compose
la prima narrazione anteriormente al
1236, e diede nome alla sua opera “Les
miracles de la Sainte Vierge”.
Venne redatta in francese volgare.
Fu tradotta successivamente in latino
da Mariale Magnum dopo oltre un ventennio,
che ne lasciò uguale l’intitolazione.
Come da titolo, la trama dell’opera di
de Coincy fu costituita dai miracoli
compiuti da Dio per la collettività
grazie all’intercessione della Madonna.
|
I contenuti della storie vennero tracciati
in osservanza dei principi dottrinari della
Scolastica, il complesso filosofico che
dominava la cultura religiosa del tempo.
Difatti, la teologia medievale attribuiva
soltanto ad Iddio onnipotente la spettanza
di compiere manifestazioni meravigliose
e trascendenti, mentre ai personaggi religiosi
considerati di secondo piano, quale era
la Vergine Maria, avrebbero avuto il compito
di esserne soltanto gli intercessori.
Verso gli ultimi due decenni del dodicesimo
secolo, i genere dei “miracoli” si diffuse
in quasi tutti i paesi europei. Anche in
questi periodi vennero redatti in lingua
volgare, sebbene adattati alle esigenze
degli specifici culti locali. Tuttavia nel
resto dell’Europa “i miracoli” ebbero una
particolarità dissimile da quelli
d’origine: molto spesso la Madonna, nella
sua opera di mediazione tra l’umano e il
divino, fu sostituita con la figura dei
santi.

|

|
Per esempio nel mezzogiorno
italiano, dalla seconda metà del
tredicesimo secolo, ebbero enorme diffusione
i “Miracoli
di San Nicola”. Gli eventi
soprannaturali attinenti al santo patrono
di Bari, sono ancora oggi rappresentati
durante le celebrazioni della sua ricorrenza
annuale. Come nel Medioevo, i miracoli
e i prodigi, gli eventi meravigliosi
considerati di emissione divina, possiedono
ancora un fascino che in seno alla società
umana sembra essere inevitabile: il
concetto di miracolo è entrato
con forza e precisione a far parte non
soltanto delle tradizioni, ma anche nel
linguaggio e nella psicologia sia individuale
che collettiva, anzi maggiormente in
questa.
|
D’altronde in ogni luogo, presso ogni
popolo e in qualsiasi epoca, sebbene in
Occidente la sublimazione religiosa del
concetto sia avvenuta fin dal Medioevo,
ne è stata ininterrottamente presente
sia la nozione che la celebrazione religiosa,
più propriamente culturale.
L’idea di miracolo sembra ora essere
intrinsecamente connessa alla fede religiosa,
al sentimento di fiducia dell’uomo nel compimento
di un evento soprannaturale, determinato
da un’entità spirituale cui sono
state rivolte preghiere e suppliche.
|