Appunti sulla Metoposcopia di Girolamo Cardano

La metoposcopia è l'arte di predire il futuro analizzando le linee della fronte. Vari autori dell'antichità, tra cui Aristotele, Polemone, Adamanzio e Melampo, esercitarono la metoposcopia, ma solo nel Rinascimento quest'arte cominciò ad essere approfondita e divulgata.

Numerosi umanisti dedicarono opere alla metoposcopia, come gli astrologi Tadeas Hajek (1584) e Filippo Finella (1648), il matematico Rudolph Gockel (1592), i medici Ludovico Settala (1603), Samuel Fuchs (1615) e Ciro Spontini (1629) Ma l'opera migliore è attribuita al medico e filosofo lombardo Gerolamo Cardano (1501-1576), che le dedicò un volume illustrato da ottocento figure di volti umani che, secondo l'autore, dovrebbero riprodurre tutte le differenti caratteristiche metoposcopiche.

Nonostante la sua relativa semplicità e la considerazione in cui era tenuta in ambito scientifico, la metoposcopia non fu mai praticata a livello popolare; proprio per questa ragione essa sparì ben presto, superata nel Settecento dalle ricerche frenologiche sulle dimensioni e le caratteristiche del cranio.

Ma cos’è esattamente la metoposcopia? Si tratta di un misto di calcoli astrologici e di nozioni raccolte empiricamente osservando una vasta casistica di volti umani. L'astrologia rinascimentale insegnava che ogni parte dell'individuo è influenzata dalle stelle; perciò lo studio delle linee della fronte acquistava speciale importanza, essendo la testa la parte più prossima al cielo.

La metoposcopia suddivide la fronte umana in sette linee orizzontali che suddividono le sfere d'influenza dei sette pianeti. Queste linee servono nel corso dell'indagine per stabilire il carattere di ogni individuo preso in esame.

All'altezza delle sopracciglia vi è la Luna; al di sopra, la linea di Mercurio; poi quella di Venere, del Sole, di Marte e di Giove; la linea più alta, all'altezza dei capelli, è quella di Saturno. Così, secondo la presenza di rughe e altri segni in questa o quella zona della fronte, è possibile stabilire il carattere dell'individuo e certe caratteristiche del suo destino.

Cardano affermava: «Si devono esaminare le linee della fronte in generale e in particolare. Con il termine linee non si devono intendere, però, unicamente i solchi che la percorrono in senso orizzontale, ma anche ogni altro segno caratteristico come croci, piccoli cerchi, stelle, quadrati, triangoli, lievi protuberanze, piccole chiazze, vasi capillari e qualsiasi altra cosa».

In base alle differenze di queste linee (dritte o sinuose, brevi o lunghe) muta il giudizio. Ad esempio, le linee ininterrote indicano fortuna; quelle intersecate da altre oppure spezzate designano avversità. Le altre linee, che non sono sotto l'influenza dei pianeti e che si presentano in maniera disordinata, come le trasversali, le linee che salgono o discendono, quelle che hanno un tracciato irregolare e le linee innaturali, sono presagio di un destino funesto e minaccioso.

Il punto di partenza dell'analisi metoposcopica consiste, inizialmente nell'analisi di tutte le caratteristiche della fronte che successivamente vanno poste in relazione con le zone di influenza dei pianeti.

Riassumere le indicazioni di Cardano è quanto mai difficile, poichè si tratta di un'opera ricca di implicazioni filosofiche legate a una visione del mondo ormai scomparso. È tuttavia possibile accedere ai “segreti” di quest'arte memorizzandone i tipi fondamentali riassunti nelle illustrazioni tramandateci da Cardano.

Giordano Berti