il medioevo

Presentazione di Fernanda Nosenzo Spagnolo

Quante volte abbiamo udito in termini usuali di linguaggio la frase "roba da medioevo", "cultura da medioevo" o similari modi di dire, esternati per lo più in termini dispregiativi o comunque non certamente in senso edificante. Certamente, per alcune persone quest'epoca della storia rappresenterebbe l'apice dell'arretratezza, dell'ignoranza, in una parola dell'oscurantismo intellettuale e morale, una sorta di chiusura al progresso che avrebbe accomunato le popolazioni europee e quelle presenti nelle terre fino ad allora conosciute.

Ma gli oscurantisti sono proprio coloro che giudicano il medioevo tout court in modo sfavorevole. Agli studiosi e ai cultori storici di questi secoli, mai un'epoca si è mostrata più densa di fermenti intellettuali, più pregna di spiritualità e di misticismo, più degna d'attenzione sotto le più disparate componenti dello scibile umano.

Se in quel periodo (tanto decantato dalla critica d'oggi) andato sotto il nome di Rinascimento, prodromo del periodo illuminista considerato l'esplosione dell'intelligenza umana dopo i secoli "bui", si resero possibili giganteschi progressi della scienza e della filosofia, scoperte di nuovi mondi e di nuove dimensioni del sapere globale e particolare, fu certamente grazie all'opera spesso inconsapevole ed ora bistrattata d'alchimisti e di astrologi, di cabalisti e di mistici, di guerrieri e di conquistatori di mondi calati, e perfettamente in sintonia di spirito, nella cultura e negli schemi della società medievale.

La nostra affermazione non è una banalità, né tanto meno intendiamo prospettare paragoni tra le epoche differenti della storia: ognuna è stata un periodo di evoluzione del progresso del genere umano, ognuna "ha fatto" la storia e ci ha condotto ad essere quello che ora siamo, nella quale l'uomo si è calato con le proprie lacune e con i suoi valori.

Soprattutto di valori spirituali e umani l'epoca medievale è stata foriera e conduttrice: si consideri l'opera delle più grandi personalità religiose che l'Occidente ha manifestato (Francesco d'Assisi, Bernardo da Chiaravalle, Domenico di Guzman), di legislatori e di statisti che hanno gettato le basi dell' idea dello stato di diritto (Carlo Magno, Federico di Svevia), di letterati che hanno segnato il passaggio tra le concezioni arcaiche della cultura e la modernità (Dante Alighieri, Francesco Petrarca, ed altri).

Sotto il profilo strutturale e storicistico, gli studiosi sono concordi nel fare iniziare l'epoca medievale - chiamata anche "evo medio" o "età di mezzo" - con la fine del mondo antico, e nel farla terminare agli inizi del periodo di quella che è stata definita "èra moderna", ovvero, nei limiti concordati delle datazioni, dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 dopo Cristo) alla data ufficiale della scoperta dell'America (1492). Sono stati distinti anche periodi storici dell'Alto Medioevo (genericamente dal quinto al decimo secolo) e del Basso Medioevo (dall'undicesimo al quindicesimo secolo).

Le suddivisioni sono però soltanto un aspetto convenzionale riguardo alla collocazione della quasi infinita mole di fatti, e di argomenti di natura più disparata, che si svilupparono in un periodo di quasi dieci secoli. Tuttavia ciò che il Medioevo sostanzialmente ha posto più in evidenza ed espresso, e che solo di recente gli studiosi hanno saputo ben visualizzare e comprendere, è stata l'attività inconsapevole delle grandi personalità medievali di trasbordare la cultura - giacché tutto a cultura si riduce - delle civiltà del lontano passato ai sistemi di ragionamento propri dei periodi moderni.

Si è trattato anche di una opus remotionis di "scorie" ideologiche che, se non rimosse, avrebbero di certo condotto ad una differente e meno rapida azione evolutiva della conoscenza e della società in cui attualmente viviamo. Ovviamente nel corso del Medioevo si sono registrati periodi d'attività umane più o meno intense, anni più o meno bui - tanto per usare l'aggettivo caro a certi analisti della storia - e situazioni collettive per le quali ora non disdegneremmo di usare il termine d'irragionevoli ed inconcepibili. Tuttavia sono state contraddizioni che si sono verificate anche in anni recenti - chi non conosce le infamie del nazismo e del comunismo, o d'altre disumane ideologie spacciate anche per sistemi filosofici? - e quindi non per forza attribuibili alla mentalità di un'intera epoca storica.

Ma piace riconoscere che il Medioevo fu un'epoca imperniata su valori comportamentali ed etici, che dovrebbero rimanere ancora oggi immutabili nella loro validità: il coraggio di essere se stessi, l'onore personale e del gruppo di appartenenza, la fede in Dio e nella collettività, il disprezzo della disonestà e  delle prepotenze, il culto del bello e dell'armonia, l'amore per la famiglia e per il proprio paese, per cui poter vivere e nello stesso tempo dover morire.

A noi che interessano certi argomenti, piace anche ricordare il Medioevo come l'epoca d'oro degli studi dell'esoterismo, dell'alchimia, della simbologia religiosa e dei moti dello spirito. Piacciono le intuizioni di un Cecco d'Ascoli, la fede visionaria di un Gioacchino da Fiore, di un Arnaldo da Villanova, il simbolismo iniziatico e sincretico di un intero ordine militare fatto di monaci agguerriti e sapienti, l'Ordine del Tempio.

Piacciono le dissertazioni medievali sulla mitica Gerusalemme celeste, i racconti sempre attuali e amati delle gesta di re Artù e dei suoi paladini.
Piace l'idea della cerca senza tempo del Graal, che poi è la scoperta della dimensione divina che esiste nell'anima dell'uomo. Elementi questi che sarebbero mai esistiti al di fuori di quel sentire, di quel modo di essere uomini ingeneratosi nel e dal Medioevo.

Medioevo come lo svettare superbo delle cattedrali gotiche, dell'umiltà religiosa delle chiese romaniche, di ogni architettura cultuale come espressione, umile e nello stesso tempo elevatissima, di ringraziamento degli uomini verso il loro Creatore.

Medioevo come esplosione vastissima dell'arte multicolore, degli affreschi negli edifici religiosi e civili, delle atmosfere raccolte e mistiche delle cripte e dei battisteri che oggi fanno sentire più vicini a Dio.
Medioevo dei castelli, delle fortificazioni, dei simboli imperituri dell'orgoglio dei sovrani e delle Signorie.

Medioevo dei trattati arabi di medicina, degli studi matematici e dei numeri, delle scienze celesti che condussero poco dopo alle geniali intuizioni di Galileo Galilei e di Niccolò Copernico.

Medioevo come le costruzioni filosofiche della Scolastica, dell'alta teologia morale e del tomismo, artefici le basi della moderna scienza del divino. Insomma, Medioevo come sistema globale di vita e di sentimenti, di rapporti sociali e di emozioni, di conoscenze universali che l'uomo contemporaneo, nonostante gli enormi passi compiuti nella sua più recente evoluzione, chissà quando potrà permettersi di raggiungere.

Nel contesto di quest'atmosfera celebrativa, desideriamo proporre ai lettori studi e ricerche che riguardano l'Età di Mezzo.

intro la donna nel medioevo russo

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