di Aldo C. Marturano

da VITA DI SMIERD, Atena 2007

 

Siamo partiti entusiasti dalla conclusione di Marianne Weber che nel 1907, in base alle sue ricerche sulla storia antico-russa, affermava (La Sposa e la Madre nell'evoluzione del Diritto): "L'asservimento della donna è massimo proprio lì dove la forma generale dell'attività di produzione economica rurale è rappresentata dalla famiglia allargata: La grande famiglia russa e la zadruga slava!" Volendo verificare questo stato di cose ci siamo poi accorti che in realtà, quanto tutto ciò vero fosse nei secoli IX-XIV d.C. che a noi interessano, è difficile dirlo con tanta sicurezza. Nelle Cronache russe e in altri documenti ecclesiastici la posizione della donna a cui ci si riferisce solitamente è quella dell'élite al potere ed è tutt'altro che passiva e sottomessa. Era forse diversa nel mondo chiuso del mir?

E partiamo dai reperti archeologici! Questi ci indicano molte cose su come le donne del tempo si ornavano e si vestivano, ma si riferiscono sempre all'esteriorità... delle donne dell'élite al potere! Ciò vuol dire che, per quanto la società potesse essere ancora poco differenziata dal punto di vista delle classi sociali, non è facile capire se degli stessi oggetti della consorte di un nobile potesse disporne anche la moglie dello smierd... e se fosse possibile acquisirli e che segno distintivo rappresentassero in pubblico. Ci sono però le byline, che in parte ci aiutano a penetrare all'indietro nel tempo, più le corrispondenze molto particolari scritte su corteccia di betulla di Novgorod del XII sec. (berjòsty/бересты) e così, confrontando questo materiale con i resti delle usanze ancora vive nella cultura e nel folclore di oggi, sebbene restiamo incerti su molti punti (e lo sottolineeremo di volta in volta), abbiamo recuperato il quadro che segue.

Cominciamo col dire che nel mir dominava il matrimonio esogamico e cioè la scelta della sposa al di fuori della famiglia locale. Inoltre il numero di spose per marito non era nemmeno limitato: il maschio che poteva, ne aveva anche più di una! Tutto ciò avveniva perché con ogni matrimonio si potevano stabilire solide "alleanze" fra clan e clan, fra villaggio e villaggio, fra famiglia e famiglia allo scopo di rafforzare e rinsaldare l'appartenenza alla stirpe comune slava che era l'aspetto più importante del legame. Questo sentimento "della stirpe" si rispecchiava fortemente nella venerazione religioso-magica del nume Rod che impersonava la sacra tribù originaria di un mondo lontano a cui tutti pretendevano di appartenere. La donna perciò, come riproduttrice della specie e serbatoio delle virtù dei suoi antenati, mescolando il suo sangue slavo con quello di un'altra comunità pure slava, legava indissolubilmente la sua persona alla nuova famiglia del suo compagno, ma continuava a mantenere la purezza della stirpe.

Un'illusione chiaramente rituale da un lato, ma una solida garanzia di continuità della tradizione e dei legami interpersonali...

 L'allontanamento della donna in modo definitivo dal suo luogo d'origine (benché fosse concesso in casi particolari che la donna fosse rimandata dai "suoi", in russo otpravit' vosvojasi) oltre agli altri ostacoli da affrontare spiega anche perché nelle cerimonie prematrimoniali che si sono conservate fino ad oggi la promessa sposa deve rimanere chiusa in casa per qualche giorno in gramaglie quasi che il matrimonio sia pari alla morte per lei. Molti pregiudizi "in vigore" fino a qualche decennio fa sulla posizione della nuova sposa nel villaggio che l'accoglieva ancora in tempi sovietici permettevano poi che circolasse il detto: "Ti batterà un marito tutto capriccioso e una suocera ti piegherà tre volte!" (Budet bit' tebjà muzh-priverèdnik i svekròv' v tri poghìbeli gnut' - Будет бить тебя муж- привередник и свекровь в три погибели гнуть) ossia, in altre parole: Rassegnati ad essere sottoposta sia all'autorità di tuo marito che a quella della donna più anziana della nuova famiglia! Ed ecco due figure femminili che si contrappongono nella stessa famiglia: una giovane e una vecchia, una che ancora crede di essere libera di innovare e un'altra invece che ha il compito di piegarla all'ordine dominante che lei stessa ha accettato o addirittura stabilito e rafforzato, quando si è sposata a suo tempo.

In questa cornice si disegna già un futuro del ruolo abbastanza importante di padrona di casa, purché rimanga legatissima agli usi e ai costumi di sempre...

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