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Nella nostra società occidentale, concreta, razionalistica
e tecnologicamente molto avanzata, al pensiero magico è riservato
uno spazio abbastanza ampio.
C’é da dire però che le concezioni magiche si sono fortemente
laicizzate ed hanno assuto frequentemenete l’aspetto di una sorta di servizio
sociale per ogni uso e consumo. Nonostante ciò, la magia ha abbandonato
la sua veste di soprannaturalità tenebrosa e l’accezione esoterica
in cui era avvolta nei periodi del suo massimo splendore e di richiamo popolare.
Ora sembra avere un carattere consolatorio per la singola persona e per
gli strati sociali che vi fanno ricorso, ma non ha più nulla di spirituale
o di intimistico, giacché è stata perduta la capacità
d’interpretare il mistero con la pretesa, a nostro avviso assurda, di dissolverlo.

Soprattutto la teoria contemporanea della magia sottintende il concetto
di uniformazione alla visione scientifica della realtà. In tal senso
la magia ai giorni nostri potrebbe essere veicolo di modernità –
meglio sarebbe però dire “modernismo” – in quanto ha rinunciato all’idea
di trascendenza e ad ogni tradizione sapienziale. A nostro avviso, la
magia si è ora trasformata nel simbolo della regressione delle coscienze,
mancando delle idealità tipiche dell’originario “spirito magico”
che permeava gli uomini e le loro concezioni della natura del Cosmo.
In tale contesto, il pensiero magico contemporaneo sembra proporre una
cosmologia alternativa, nella quale è dominante il concetto di emanazione
di un’energia primaria, ancestrale, creatrice dell’Universo e di tutte le
cose in esso inserite, visibili e non visibili. L’uomo, in quanto parte
di tale energia cosmica, avrebbe le potenzialità innate per usarla
a scopi magici, ovvero possiederebbe le energie atte a cambiare il corso
naturale degli eventi in termini etici, positivi o negativi, secondo la
sua volontà.
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Anche se così modificato, credo che il pensiero magico, la
concezione magica dell’Universo, le pratiche approntate per esercitare
il potere della magia, si protrarranno anche per tutto questo secolo
– forse anche per il millennio appena iniziato, giacché il pensiero
magico è un elemento costitutivo della stessa fisiologia dell’uomo.
Per cancellare la magia occorrerebbe cancellare l’uomo, o almeno così
come comunemente lo consideriamo. Per la cronaca, attualmente nella
cultura magica occidentale si inseriscono quattro sistemi fondamentali
di pensiero, che sostanzialmente inglobano altri sistemi considerati
minori e correlati. Il primo sistema è costituito dalla Massoneria
cosiddetta spuria (o impropria), basata sui movimenti neo-rosacrociani
e neo-templari, sulle varie chiese gnostiche e sulle tematiche
della Golden Dawn degli inizi del XX secolo.
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Il secondo sistema è il Satanismo, o il demoniaco in genere,
per la cui trattazione occorrerebbero diverse conferenze.
Troviamo poi, il sistema dell’Occultismo operativo, basato principalmente
sul commercio delle conoscenze e delle operazioni di magia.
In tale sistema rientrano i maghi commerciali, i medium e i sensitivi,
gli occultisti e gli indovini in genere che commercializzano le loro
conoscenze e capacità magiche, siano esse reali che presunte.
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Infine, citiamo il movimento della “New Age”, nel quale si mescolano
frange di neo-paganesimo, di wiccan anglosassone, di ritualismo afro-latino-americano,
di filosofie tradizionali asiatiche o compendi e adattamenti alla modernità
di varie metodologie terapeutiche corporali, psicologiche e spirituali.
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