IL VANGELO SECONDO MARIA MADDALENA di Mary Ellen Ashcroft

Edizioni Sperling & Kupfer, 1996

 

 

Maria Maddalena è la figura centrale di questo saggio. Non soltanto in quanto è stata la prima testimone della resurrezione di Cristo, ma soprattutto perché l’autrice ha ravvisato in lei comprensione e sentimenti con carica emotiva notevole i quali hanno reso Maddalena uno dei personaggi religiosi di importanza elevata in seno alla fede cristiana.

Nel momento storico attuale, quando la sua figura è generalmente stimata forse in maniera poco appropriata, facendola passare da discepola fedele di Cristo addirittura a sua sposa, Maddalena incarna sempre il simbolo della liberazione dell’essere umano verso una meta alta e sublime: la compenetrazione dell’uomo con la dimensione divina.

Secondo le narrazioni che compaiono nell’evangelo di Luca, Maria Maddalena sarebbe stata originaria della città di Magdala. Discepola prediletta da Gesù, sarebbe stata liberata da sette demoni che ne avrebbero posseduto il corpo e l’anima.

Costantemente al fianco di Cristo, lo avrebbe seguito nelle predicazioni pubbliche in Galilea, avrebbe accudito alla pulizia del suo corpo (piedi) ed infine avrebbe assistito alla crocifissione sul monte Golgota insieme a Giovanni e alla Madonna.

Dagli altri evangeli canonici e in alcuni apocrifi, Maddalena è spesso identificata con Maria di Batania, ma tutti gli scritti sacri concordano nel riferire che fosse stata la prima, tra i discepoli di Gesù, a rendersi conto della avvenuta resurrezione.

Attualmente è venerata dalla Chiesa come santa, ed il suo culto è particolarmente seguito nei territori meridionali della Francia.

Nella iconografia medievale fu raffigurata con capelli scuri lunghissimi, con accanto sempre una piccola anfora.

A mio avviso, questo è un libro senza precedenti nato da una ipotesi affascinante, ovvero riscrivere il Nuovo Testamento in chiave femminile. Ricostruisce infatti la storia di Cristo attraverso gli occhi e le esperienze della donne che lo conobbero e gli furono vicine.

Attingendo ai vangeli e rielaborandoli con fantasia sia pur nel rispetto del contesto storico e culturale, Mary Aschcroft riunisce le testimonianze e i ricordi, i sentimenti probabili di Maria Maddalena e della Madonna durante la predicazione di Cristo, delle aspirazioni di tutte le donne che negli evangeli non hanno avuto voce ma soltanto sussurri sommessi.

L’autrice, insegnate di letteratura inglese al “Bethel College” di Minneapolis (Usa), immagina anche che le donne, che hanno creduto al messaggio del rabbi di Nazareth, si siano riunite il sabato santo di oltre duemila anni fa per piangerne la morte, e che ognuna di loro abbia rivissuto il proprio incontro con il Cristo.

Ne nasce un racconto corale davvero toccante in cui, dall’esperienza di ognuna traspare la sensibilità e l’ amore di Gesù, la sua attenzione verso l’universo femminile, la dolcezza dei suoi gesti e la profondità delle parole.

Narrato con linguaggio semplice ma incisivo, con immagini estremamente suggestive, questo "nuovo evangelo” propone uno scenario globale di fede e di amore davvero originale, ricco di speranza e di grazia. Il libro non narra storie leggere e superficiali ma, così intessuto delle parole delle donne riunite e di Maddalena, fornisce la buona novella dal punto di vista femminile, che spiega la luce anche nelle tenebre più profonde. E le buone novelle qui presentate sospingono il lettore ad allontanarsi dalle pene della vita quotidiana, a prendere fiducia e motivazione a vivere compiutamente in una comunità universale di uomini giusti.

 

 

 

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