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La
Tradizione occulta di David
S. Katz - Collezione storica Garzanti


Dal rinascimento ad oggi: templari, massoni, rosacroce, teosofi,
seguaci della New Age, fondamentalisti.
Non è senza difficoltà che mi trovo a fare la recensione
di questo volume che invita più che ad una lettura ad un approfondimento
di temi fra loro legati le cui denominazioni hanno come filo conduttore
l’occulto. Per comprendere al meglio quanto scrive l’autore, è
pertanto necessaria una propensione verso questo tema ed io cercherò
di dare una spiegazione di tale voce che vi porterà a meglio
considerare personaggi e studi a loro collegati.
Desidero sottolineare tutto ciò invitandovi ad approfondire
questo argomento, forte ed espressivo nelle sue varie tematiche,
dove nomi e personaggi si susseguono, non privo di fascino e che
l’autore ci propone con estrema competenza mentre da parte mia desidero
darvi seppur in breve qualche semplice chiarimento riguardante l’Occultismo
in genere e cos’è realmente.
Posso dire che non è facile fornire un significato preciso
di e in che cosa consista il cosiddetto "occultismo".
In generale si indicano con questo termine orientamenti spirituali
di vario genere, comunque intesi a mettere in luce conoscenze o poteri
in una sfera di realtà superiori indipendente dalle leggi
fisiche, sede di entità e di energie che si possono avvicinare
(o addirittura manipolare o dominare) mediante pratiche particolari
e profonde modificazioni dell’attività psichica. In questo
senso l’occultismo si collega all’antica magia, e con le sue diramazioni
nel Medioevo e nel Rinascimento, anche alla astrologia e all’alchimia.
L’occultismo propriamente detto nacque però nella seconda
metà del secolo XVIII, valendosi delle nuove cognizioni filosofiche
e scientifiche proprie di questo secolo, come tentativo di fondere
il razionale con l’irrazionale in una superiore potenzialità
della mente umana. Nella prima metà dell’Ottocento, per
influenza del movimento romantico, l’occultismo attenuò i
motivi razionalistici propri dell’Illuminismo, ma nella seconda metà
del secolo la teoria tornò ad imporsi facendo proprie le dottrine
dello spiritismo dilagante e trovando nei fenomeni spiritici e paranormali
una presunta conferma ai propri enunciati teorici.
L’occultismo ottocentesco ha dato origine in occidente a orientamenti
di pensiero e a numerose scuole. Queste ultime si possono dividere
in due gruppi principali: quelle di tipo magico (rivolte alla acquisizione
di poteri particolari senza esclusione di mezzi, compresa la stregoneria
e il satanismo), e quelle di tipo religioso-fiolosofico (con lo scopo
di conoscere pretese verità superiori, o di portare l’essere
umano a congiungersi con la divinità).
Le scuole occultistiche sono ancora assai numerose e quanto mai
varie, e assai diffuse soprattutto in Francia, in Inghilterra e negli
Stati Uniti d’America. A causa della loro segretezza sono molto disorganizzate,
e si può dire che ognuna di essa abbia modalità e tecniche
proprie di operatività.
Un rito più o meno comune tra esse è la cosiddetta
“messa nera”, ossia una cerimonia celebrata con rito contrario della
messa cattolica, in onore e nel nome del demonio.
Meglio organizzate collettivamente sono le scuole d’orientamento
religioso e filosofico, assai attive nel secolo XIX in quasi tutte
le parti del mondo. Tra le principali ancora in vita ricorderò
la Teosofia di Hélena Blavatsky e l’Antroposofia di Rudolf
Steiner, il Neo Rosacrocianesimo di Stanislao Guaita, di Max Heindel
e di Polari.
Per approndire l’argomento ecco alcuni testi classici di occultismo
i cui autori sono citati anche nel libro in esame:
Iside Svelata, Hélena Petrovna Blavatsky (1877) - I sette
principi dell’uomo, Annie Besant (1892) - La magia e la visione della
natura, Karl du Prel (1899) - Cosmogonia rosacruciana, Max Haeindel
(1910) - La reincarnazione, Gérard Encausse (Papus), 1911
- Introduzione generale allo studio delle scienze occulte, Robert
Kop (1935) - Dogma e rituale nella magia, Eliphas Lévi 1938
- Il regno della quantità e il segno dei tempi, René
Guénon (1945), e dello stesso autore La grande triade (1946).

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