I TEMPLARI E LA LEGGE DEL FUOCO
di Antonio da Conca della Campania

Edizioni Templari, 2006. Pagine 192. p.n.s.

I TEMPLARI E LA LEGGE DEL FUOCO

L’autore di questo libro è un attivo dirigente dell’attuale “Supremus Militaris Templi Hierosolimytani Ordo - SMTHO” che ha voluto fissare nel testo, spesso con vena poetica, i principi e i dettami generali di che cosa significhi in tempi attuali fare parte di una organizzazione che si richiama gli antichi valori del Tempio. Inoltre il testo spazia senza soluzione di continuità, purtroppo in maniera caotica ma non priva di suggestioni, nelle pieghe della storia e degli eventi collegati alle imprese dell’antico Ordine Templare, nelle sue sante storiche reliquie (Sindone di Torino compresa), nella spiritualità interiore che ogni cavaliere antico avrebbe dovuto possedere, così come la detiene ogni persona che anela a fare parte dell’Ordine moderno.

Il testo di Antonio da Conca, infine, affronta le organizzazioni contemporanee (“Skull and Bones", per esempio) che molta gente crede siano connesse all’Ordine Templare, estrapolandone un quadro generale a volte malinconico, a volte patetico, altre volte inaspettatamente stimolante. Il testo è corredato da riflessioni personali dell’autore sui tempi più scottanti di attualità politica e religiosa, nonché da una buona bibliografia, da un elenco preciso dei grandi maestri che nei secoli si sono succeduti alla guida dell’Ordine Templare, ed infine da un supporto fotografico di moderne cerimonie  di investitura a cavaliere del SMTHO.

In sostanza il libro sembra ribadire i semplici ma robusti concetti espressi dal gran precettore italiano del SMTHO, conte Rocco Zingaro di San Ferdinando, in occasione della ricorrenza dell’885esimo anno della fondazione dell’Ordine: “Sulla dimensione del sacro non si scherza. Ancora oggi il volere tutto e di più non ha nessun senso, Tutti abbiano il buon giudizio di seguire l’esempio del pellegrino nella città di Gerusalemme affinché sia rispettata la pace, la giustizia e la vera fratellanza tra le genti … il Sacro Graal non si tocca, e i Templari figli di San Bernardo da Chiaravalle hanno il santo dovere verso la cattolicità di difendere la sacralità della Città Santa. Un compito che viene da molto lontano, sulla scorta dell’onore e della gloria dei nostri martiri del Vaucent. Dio è ancora tra noi, il mistero continua, il mondo ci guarda…” Lo stesso spirito di sacralità evocato nella dichiarazione ufficiale, traspira in ogni pagina del testo di Antonio da Conca e rende questo saggio un unicum nel panorama della letteratura religiosa contemporanea.

 

 

 

 

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