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LA
PORTA D'ORIENTE – Rivista di Studi sugli “Orienti”
Editore Pagine - Roma


Nel presentarvi questa Rivista, direi piuttosto un libro,
nella sua elegante veste tipografica, devo convenire che tutti gli
argomenti in essa trattati, che variano ad ogni suo numero come d'altronde
è comprensibile, non sono salottieri ma bensì hanno
un espressione di presentazione che rende ogni scritto di sicuro
interesse sia per la firma degli esimi collaboratori sia perché
è la dimostrazione concreta e indicativa di erudita e manifesta
cultura.
Ad esempio, in un editoriale riguardante l'Oriente, tema d'attualità
e spesso infuocato, nel presentare l'argomento il suo Direttore Franco
Cardini così scrive e puntualizza:
C'è l'Oriente, ma ci sono gli Orienti.
Come Europei, noi non siamo più tanto sicuri di poter dire
ancora tout court "occidentali". L'Europa è un oscuro,
misterioso oggetto. Esiste anche una Mitteleuropa, che è molto
poco "occidentale" ed è semmai, piuttosto, "euroasiatica".
Gli Italiani dell'Adriatico sono molto vicini a questa dimensione.
Esiste poi un'Europa mediterranea, quella meridionale: Italia, Spagna,
Francia meridionale, Balcani, Grecia.
Noialtri "euroterroni" siamo euromediterranei. Fieri
e felici di esserlo. Per nulla disposti a volerci trasformare in
danesi o in belgi di serie B, come forse qualcuno a Strasburgo o
a Bruxelles auspicherebbe. Siamo fra l'altro convinti che l'Europa
meridionale possa giocare un ruolo molto importante nel Mediterraneo,
in una partnership non solo economica e finanziario-tecnologica,
ma anche politica e culturale. Con i nostri "conpatrioti"
mediterranei della sponda asiatica e africana. Perchè anche
il Mediterraneo è un "continente": e noi ne siamo
parte.
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Il direttore Franco Cardini Ordinario
di Storia medioevale presso l'Università di Firenze
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La
copertina
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La Porta dell’Aurora (Ausros Vartai)
è un santuario caro alla pietà popolare lituana.
Il santuario era stato costruito all’interno delle mura fortificate
di Vilnius nel 1503-22, con torri di guardia e porte che regolavano
l’accesso alla città.
Le mura furono distrutte nel 1799-1805 dagli occupanti russi,
rimase in piedi solo la Porta dell’Aurora, che nel corso dei secoli
si era trasformata in santuario dedicato alla Madre di Dio.
Nel muro della città esiste una effige della Madre di
Dio dipinta da un anonimo della prima metà del XVI secolo,
più volte rimaneggiata e impreziosita con una riza d’argento
che lascia scoperto il volto e le mani.
Furono i carmelitani a prendersi cura dell’immagine sacra,
che era passata indenne attraverso l’incendio appiccato alla città
di Vilnius dai russi nel 1655; essi costruirono nella Porta dell’Aurora,
una cappella dapprima in legno e in seguito in mattoni. Nel 1844,
dopo che il governo russo ebbe chiuso il convento dei carmelitani,
il santuario della Vergine passò al clero secolare.
Nel frattempo l’immagine riceveva dai fedeli il nome di Madre
della Misericordia per i numerosi miracoli compiuti e riconosciuti
come tali dalla Santa Sede.
Era tradizione, fin dal 1688, che la cerimonia dell’ingresso
solenne del vescovo di Vilnius dovesse avvenire con una processione
ad Ausros Vartai, dove il nuovo vescovo sostava in preghiera per
sé e per i fedeli.
Nel 1927 il Papa Pio XI concesse che l’immagine miracolosa
fosse solennemente incoronata con il titolo di Maria, Madre della
Misericordia, mentre nel 1958 nella cripta della Basilica di San
Pietro a Roma, fu costruita una cappella con una riproduzione
della Vergine della Misericordia.
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