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Il
Santo Graal (The Holy Grail) di Richard Barber Edizioni
Piemme. Milano, 2004


Il Graal è un'icona misteriosa ed ammaliatrice che
oltrepassa i confini dell'immaginazione e della spiritualità.
Nella letteratura occidentale ha costituito per ben otto secoli un
ideale religioso ricorrente.
Il libro di Richard Barber, rinomato studioso di storia medioevale,
è un tentativo di andare alla ricerca di quanto si conosce
sul Graal sotto ogni sua forma poiché il Graal appare essere
di certo una creazione dell'immaginazione dell'uomo, ma un'immaginazione
che si ispira ai più elevati ideali e alle più profonde
esperienze religiose. E' anche un argomento che ha esercitato,
e che esercita ancora, una straordinaria attrazione negli appassionati
di enigmi storici e di argomenti esoterici. Durante anni medievali,
il Graal divenne il prodotto del più acceso dibattito teologico,
qualcosa di tutt'altro che astruso ma che traeva origine dal momento
culminate della celebrazione cristiana della messa.
In
termini materiali, troviamo le prime tracce del Graal in un manoscritto
medievale ed in narrazioni e poemi provenienti dall'abbazia inglese
di Malmesbury derivati dal genere del “romanzo cavalleresco” in prosa
che, dopo molti secoli, sarebbe diventato capostipite letterario
del romanzo moderno. I romanzi cavallereschi sono stati scritti in
un arco di tempo molto ridotto, il che consente di definire agevolmente
gli aspetti della società per cui furono redatti.
Il periodo storico in cui il Graal fece la sua primitiva comparsa
è infatti compreso tra il 1190 e il 1240, che coincise anche
con la massima diffusione delle dottrine dell'Ordine
templare , cui alcune leggende graaliche fanno riferimento
costante (cfr. Wolfram von Eschenbach, “Parzifal”), tanto che le
storie che videro il Graal come centro d'attenzione furono
scritte per una classe emergente di eroi, quella dei cavalieri votati
alla difesa della fede cristiana.
Anche la Chiesa vide l'occasione per esercitare la propria influenza
sul tema, e cominciò a sviluppare una versione religiosa di
quegli stessi ideali laici. E' certamente in questo sfondo il dover
addebitare l'immaginazione letteraria e gli ideali religiosi all'origine
e alla crescita delle narrazioni sul Graal e sulla sua cerca.
Sullo sfondo delle avventure dei cavalieri legati al Graal
c'è dunque un periodo storico di grande innovazioni di una
società in cui la tradizione religiosa era tenuta in grande
conto. Inoltre il concetto di Graal rifletteva un ardente dibattito
sui misteri fondamentali della fede cristiana, mentre la sua stessa
essenza doveva molto all'incerto confine tra fede e immaginazione
due elementi che, in ambito graalico, ebbero un'influenza davvero
determinante.
Sembrano risuonare ancor oggi le domande che si fecero gli antichi
umanisti: perché il Graal, pur non rientrando mai nella visione
ortodossa delle dottrine religiose egemoni, divenne materia di disquisizione
teologica sui più alti misteri della fede? Perché dal
momento che la Chiesa (medievale) non riconobbe ufficialmente le
leggende del Graal, questo divenne una icona religiosa importantissima
soltanto per i laici? Come poté il Graal ammantarsi di un'aurea
di perfezione?
Le vicende del Graal
furono al centro dell'attenzione per almeno i due secoli successivi,
fino a diventare perfino materia di aspra controversia teologica
al tempo delle riforme protestanti. Nel secolo diciottesimo e diciannovesimo
il tema del Graal trovò nuovi cultori, che lo rielaborarono
secondo lo schema della moda (romantica) del tempo.
Peraltro i mistici del secolo ventesimo immaginarono un Graal
rinnovato, simbolo di un qualsiasi nirvana spirituale che colpisse
la loro fantasia, onnicomprensivo e assolutamente non ben definito.
Attualmente, in molti non si accontentano di dare risposta alle problematiche
storiche e religiose del Graal ancora sostanzialmente irrisolte.
Alcuni di loro sentono l'obbligo di introdurre il tema graalico nei
“segreti” nascosti in una specie di cospirazione secolare, della
quale sarebbe altrettanto obbligatorio trovare la chiave definitiva.
Ma il Graal, come spiega perfettamente Richard Barber nel
testo, anche se si possono individuarne i modi diversi in cui è
stato immaginato durante i secoli, rimane in definitiva qualcosa
di irraggiungibile che oltrepassa la quotidianità.
Qualsiasi forma o caratteristica ad esso attribuite, il Graal,
l'”holy grail”, offre all' immaginazione degli uomini la possibilità,
attraverso la sua cerca di diventare davvero perfetti.
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