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Renè
Guénon. La sua vita, il suo pensiero di Davide
Gattegno
Edizioni L’Età dell’Acquario, 2006


E’ fuor di dubbio che René
Guénon (15 novembre 1886 - 7 gennaio 1951) abbia rappresentato
nella variegata complessità dell’erudizione esoterica, negli
anni di maggiore risveglio della sensibilità e degli impegni
delle coscienze per l’intendimento dello spirito umano, la figura
di maggiore levatura in Europa e fors’anche nel mondo. E’ impossibile
inserire il pensiero di René Guénon in un sistema culturale
generico, dargli una schematizzazione e un indirizzo, ancorché
si intenda procedere dalla molteplicità delle nozioni da lui
diffuse grazie alla considerevole quantità di testi pubblicati.
Potremmo definire Guénon,
anche se la precisazione sembra essere riduttiva, un creatore di
simboli. Non di quelli raffigurati nell’iconografia delle tradizioni
sapienziali, né di quelli che si annidano come archetipi nei
meandri della mente, né egli fu banditore di allegorie che
sono espressioni essoteriche di religioni più o meno
ben rivelate. Guénon invece ha modellato immagini simboliche
che appartengono soltanto allo spirito. Che hanno altresì
evocato e reso comprensibili, gli afflati spirituali già esistenti
nell’interiorità dell’uomo come percezioni segrete, ma che
nessuno prima di lui era riuscito a distillare, a renderli corporei
ed attuali. Basti leggere il libro “Le Roi du Monde”, forse il suo
capolavoro, per rendersi conto dell’opus remotionis da lui operata
nei confronti delle infrastrutture culturali che attanagliano lo
spirito e come, attraverso questo impegno, egli abbia prospettato
elementi etici, inesplorati ed edificanti, per capire a fondo le
vicende dello spirito umano.
Ora David Gattegno, scrittore e studioso di tradizioni e di esoterismo,
ha proposto un forte omaggio esegetico alla figura del grande pensatore
francese con il libro “Renè Guénon. La sua vita, il
suo pensiero”, pubblicato e distribuito dalle edizioni L’Età
dell’Acquario.
Gattegno è riuscito benissimo nell’intento grazie alla
ricchezza dei sostegni documentativi, alla rilevante importanza delle
fonti citate e grazie, soprattutto, per avere dato un apporto efficace
alla comprensione dell’esatto intendimento dell’opera di Guénon,
sia sotto il profilo puramente intellettuale che dal punto di vista
filologico e letterario. Leggendo il saggio si ricava la netta
sensazione che mai, fino ad ora, era stata stilata un’analisi così
chiara ed esaustiva sul maestro transalpino. Infatti, una simile
osservazione urgeva nel panorama editoriale nazionale, per soddisfare
non soltanto le esigenze degli “appassionati” di esoterismo, oppure
di un pubblico appartenente a un’area specifica che nel pensiero
guenoniano si riconosce idealmente (forse ideologicamente), ma anche
per colmare una grave lacuna culturale che, in una società
globalizzante come quella attuale, non avrebbe potuto avere modo
e maniera di continuare ad esistere.
L’autore inoltre, pur senza presentare richiami espliciti alla
cultura contemporanea ed alle sue intrusioni nella sfera spirituale
degli uomini di oggi, scrivendo di Guénon sembra esprimere
in modo sottinteso un’esortazione non soltanto a coltivare i principi
e le conoscenze diffuse da questo grande maestro di spiritualità,
ma anche a divulgarne i concetti, quasi eroicamente, in una società
che si fa sempre più lontana dall’essenza dell’essere.
Come modello di condotta, l’autore sembra qui proporre l’esempio
della stessa concretezza di pensiero di Guénon, forgiata sui
modelli dell’intelligenza attiva, il quale se dapprima ispirato ad
astrazioni teosofiche, spiritualistiche e massoniche, non esitò
a ripudiarle dopo aver preso attenta cognizione della loro inconsistenza
e della loro limitatezza spirituale. In questo senso perfino il rapporto
con la religione islamica, che Guénon abbracciò nell’ultimo
periodo della sua attività, assume per l’autore un preciso
valore di identificazione intellettuale.
La narrazione del libro è condotta con il taglio del reportage
storico preciso ed attento, senza dispersioni che avrebbero potuto
inficiarne la concretezza, specialmente se si considera la difficile
natura dell’assunto. Accurata e precisa è anche la ricerca
iconografica. Nel testo, peraltro, sono presentate molte immagini
inedite del panorama guenoniano e di vita privata.
Completano il lavoro alcune osservazioni critiche e dichiarazioni,
saggiamente disposte nel testo, di personaggi celebri che in un modo
o in un altro furono a contatto con il maestro, o che ne furono amici
e “discepoli”.
La cronologia della vita, il riferimento astrologico al tema di
nascita del “bel René” ed una attenta ricognizione bibliografica,
completano un lavoro che, considerando le premesse, lascerà
certamente un segno positivo nel contesto della valutazione d’insieme
dell’opera di Renè Guénon.

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