LA COLONIA PERDUTA DEI TEMPLARI di Steven Sora

Edizioni L'Età dell'Acquario

 la colonia perduta dei templari

 Steven Sora è autore assai conosciuto al pubblico americano per avere introdotto nell'immaginario storico temi legati all'Ordine Templare che, presuntamene, sarebbe approdato nelle coste dell'America settentrionale immediatamente dopo lo scioglimento in Europa.

Questo libro rientra nel filone letterario già proposto e largamente sperimentato con successo dall'autore, ed è stato pubblicato per la prima volta dalle “Destiny Books” nel 2004 con il titolo "The lost colony of the Templars. Verrazzano's secret mission to America"

Nel 1524, trentadue anni dopo la scoperta ufficiale dell'America da parte di Cristoforo Colombo, il sovrano di Francia Francesco I avrebbe affidato ufficialmente a Giovanni da Verrazzano (1480-1528), navigatore italiano al soldo della corona francese, l'incarico di scoprire una nuova rotta marittima per la Cina. Tuttavia in realtà, in forza delle scoperte eseguite dall'esploratore nell'America settentrionale, dalla foce del fiume Hudson alla baia di New York, Steven Sora sostiene che il re di Francia avesse dato il compito all'italiano di entrare in contatto con una colonia americana dell'Ordine Templare fondata alla fine del quattordicesimo secolo dal nobile scozzese Henry Sinclair a Newport, nel Rhode Island nella cui baia, nei pressi di una misteriosa grande torre sarebbero state nascoste tesori e ricchezze. Verrazzano avrebbe trovato il punto di riferimento della torre, ma dei mori e della colonia templare non avrebbe rinvenuto alcuna traccia. I Templari si sarebbero trasferiti da tempo altrove, eppure la Compagnia del Santo Sacramento, società segreta di ugonotti e di cattolici di Sant Sulpice, sarebbe riuscita a fare rivivere oltre oceano il sogno libertario dei Templari al di fuori delle Chiese e degli Stati, gettando le fondamenta della futura città di Montréal estremo bastione alla lotta contro l'Ordine dei Gesuiti.

Sotto questo profilo, il testo di Sora si configura come l'ennesimo feuilleton di tradizioni spurie sul periodo post templare, le stesse che avevano dato stura alle illazioni pseudo esoteriche di autori quali Lincoln, Baigent e Leigt, ed al più recente Dan Brown. Sostanzialmente è un libro che fa diletto agli amanti della fantastoria, ai cultori dei complotti tout court, di quanti ravvisano nelle fantasiose elucubrazioni mentali di certi autori nati sull'onda del pensiero browniano verità storiche affatto stabilite e spesso inventate di sana pianta per motivi di vendita commerciale. Inoltre l'autore formula in questo libro alcune ipotesi intriganti sulle molte vicende della storia medievale e post medievale europea, a partire dalla scoperta dell'America che sarebbe avvenuta grazie all'impegno della fantomatica organizzazione “Priorato di Sion”.

Sotto questo aspetto il testo di Steven Sora sarebbe un'opera assolutamente demenziale, se non fosse corroborata da una buona scrittura e dalla presentazione verosimile di certi eventi che si verificarono in modo particolarmente ambiguo.

In definitiva, Sora sostiene che esista una storia secreta della colonizzazione dell'America, ma non riesce a spiegare perché fosse avvenuta e a chi farebbe ancora gioco. Per tentare di spiegarlo vuole partire da lontano, arruffando ancora di più date ed avvenimenti, con il risultato di non fare comprendere a chi se ne intende i perché e i percome.

Per esempio, nell'epilogo del libro tratta di due simboli specifici: il giglio di Francia e la rosa di Inghilterra, assunti inopinatamente come aforisma di commistioni pagane e cristiane già adottato dai Templari.

Alle immagini, Sora aggiunge le figure massoniche del compasso e della squadra, nonché della stella, e amalgama il tutto in concetti ideali di dubbia validità simbolica per spiegare l'influenza templare (peraltro presunta) nel contesto storico iniziale delle navigazioni oltre oceano e lungo le coste nord americane. E termina con il sospetto che il presunto templare Henry Sinclair (nato peraltro quando l'Ordine non esisteva più), Jean Jacques Olier (rettore del seminario parigino di Saint Sulpice), addirittura il filosofo Francis Bacon e il navigatore Giovanni da Verrazzano, possano avere condiviso il sogno di recuperare il Graal.

Torna anche nel testo di Sora, che possiede la velleità di essere un lavoro basato sulla storia, l'eterno mito del contenitore del sangue di Cristo, della sua cerca che tormentò generazioni di eroi nell'Europa medievale. Il Graal con l'America c'entra in misura che lo si vuole forzosamente far entrare.

Al lettore del libro rimane comunque l'amaro in bocca di avere perduto un'altra occasione per approfondire, seriamente, gli ancora troppi misteri che aleggiano su periodi storici per certi versi oscuri e sull'Ordine Templare nelle sue realistiche accezioni storiche, simbolistiche e religiose.

 

 

 

 

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