Sono passati molti anni (circa 43), ma questa recensione è pur sempre attuale ed è ritrovabile in Cahiers Astrologique n.115 - Aprile 1965 - I NUOVI LIBRI

LA CONDITION SOLAIRE di Jean Pierre Nicola - ed. des Etudes Traditionnelles

 In linea con una piccola serie di saggi, in cui oggetto è lo Zodiaco in quanto esplicativo generale, (è sufficiente ricordare qualche autore: Wilckowski, Rudhyar, Ferrière, Senard, Negre…), ci perviene una nuova opera che merita doppiamente la nostra attenzione perché a volte può essere il prodotto d'un originale pensatore (da salutare al suo passaggio, vista la rarità) e della forma mentis del tempo.

Sotto l'appellativo di “scuola di Choisnard”, il periodo tra le due guerre è stato, per l'astrologia, un impegno diretto verso la realizzazione del sogno di Alain convinto che “tutto sarebbe stato possibile il giorno in cui un certo gruppo di uomini si sarebbe inteso non su dei giudizi – è troppo il chiederlo – ma bensì su dei fatti”.

Critica che arrivava in un momento particolarmente positivo (malgrado alcuni bilanci negativi che condannano meno l'astrologia che l'astrologo) con le inchieste di Gaugelin e con la sua decisione di porsi ai margini e contro questo movimento che però non gli impedisce di appartenere a questa storia astrologica. Dopo uno o due decenni, un certo tipo di osservazioni è stato percorso da una nuova generazione di astrologi la cui comune tendenza mentale è quella di ricercare una soluzione ed una pratica astrologica su un terreno psicologico, al punto che possiamo dire che ora li troviamo in gran quantità (“scuola psicologica” - seguito e replica a quella di Choisnard) e proprio il primo libro di Jeanne-Pierre Nicola è uno dei fatti più reali di questo nuovo periodo astrologico.

Anche la “Teoria dell'Età” è affrontata tramite la trilogia scientifica: constatare i fatti, comprenderli, dominarli riproducendoli (col pronostico sperimentale attendendo l'esperienza di laboratorio).

Se nel mostrarsi, il primario stadio delle osservazioni non ha sconcertato (d'altronde, sul piano zodiacale statisticamente niente di valido è stato fatto se non l'esporsi, seppur in modo mite a critiche, ), è dunque sufficientemente coinvolto per imporci il fatto astrologico (nel senso stesso in cui lo intendeva Choisnard) e nello stesso tempo ci obbliga a passare al secondo stadio: comprendere il fenomeno astrologico in funzione se possibile, delle leggi conosciute.

Ora, a proposito dello Zodiaco, l'autore de “La Condition solaire” consiglia una verifica su questa via proponendoci ipotesi concernenti uno strettissimo rapporto tra un mondo materiale preso esteriormente (periodicità astronomiche) ed un mondo fisiologico preso all'interno dell'uomo (ritmi nervosi).

Se il determinismo astrale è caratteriale e psicologico, la psiche è legata con le sue radici, alla costituzione nervosa, al cui livello appare ben più precisa la non attività dei complessi psicologici ulteriormente elaborati. Nicola intende così dimostrare l'esistenza di un'infra-struttura neuronica giustificante i significati psicologici reperiti con la pratica empirica, dalla tradizione ai nostri giorni. La dimostrazione è stabilita utilizzando gli elementi semplici e i fattori primari dell'attività nervosa: l'eccitazione, l'inibizione, i loro successivi rapporti nel corso del ciclo crescita-decrescita, essendo i due processi dialettici.

E' così che i tipi zodiacali, ridotti ai valori puri del ciclo di variazione dell'eccitabilità, coincidono perfettamente con i tipi di Pavlov, perché le periodicità esteriori (variazione degli archi diurni e notturni) s'identificano alle periodicità ritmiche del sistema nervoso (variazione dei due processi fondamentali: eccitazione-inibizione).

Come propone Nicola, qui ci s'immagina che l'ideale prerogativa di un'astrologia assolutamente interna, fondata unicamente sulla variabilità ciclica dei nostri processi fisiologici: l'incidenza astrale abbia come corrispondenza la cellula nervosa, in alternanza eccitata e inibita a differenti gradi di forza, che descrive un ciclo d'eccitabilità che si assimila al ciclo zodiacale, al livello della sua dinamica struttura.

L'identificazione dei tipi zodiacali ai tipi pavloviani, ci offre una nuova spiegazione dei segni, apportandoci con una stessa efficacia una nuova chiave della loro interpretazione. In effetti, nella parte analitica dell'opera l'autore redige nuovamente il simbolismo d'ogni segno con la formula della riflessologia pavloviana.

Al simbolo globale del Leone ad esempio, sostituisce un'analisi sistematica del comportamento leonino, mostrando ciò che è ritenuto opportuno all'eccitazione, all'inibizione, al rapporto dei due processi, alla loro relativa forza, al quadro globale della stagione, del segno precedente, del segno opposto e del segno simmetrico (formula inversata).

Si è in presenza di un'algebra zodiacale che permette di dedurre il segno prima ancora di sperimentarlo, prima di constatare.

Certo, le deduzioni sui tipi “deboli” lasciano un pò a desiderare: da questo lato, l'autore non ha dato il massimo. Tuttavia, questo lavoro di codificazione offre già sufficientemente il modo di vedere più chiaro nella multifunzionalità d'un simbolo e di distinguere la funzione d'un segno (l'audacia, l'indipendenza, il brio, per il Leone) della sua funzione debole (il bluff, la non sottomissione, il lustrino, per questo stesso segno).

Un'ultima parte è consacrata ai pianeti. I lettori esperti in cosmografia giudicheranno essi stessi ciò che vale statisticamente la curva delle distribuzioni planetarie che propone Nicola. L'importante non sta tanto in questa curva singolare quanto nelle correlazioni astrologiche che ne ha tratto l'autore utilizzando sempre le regole della reattività nervosa.

In effetti, i pianeti conosciuti sono codificati a loro volta in un linguaggio strutturale che mette in causa delle funzioni semplici come il mantenimento d'un livello d'energia al grado superiore (Sole= coscienza), medio (Marte= esistenza), debole (Plutone= inconscio). Riducendo i nostri dieci pianeti a dei meccanismi-tipo, Nicola utilizza di nuovo un'infra-struttura elementare dietro a tutti i significati simbolici riferiti ai pianeti.

Essendo il simbolo per la psiche ciò che il segnale è per il fisico, Jean-Pierre Nicola propone finalmente di situare l'astrologia su un terreno fisico, il che, secondo lui, chiarirebbe notevolmente il problema del determinismo astrale lasciando all'Uomo il potere di creare dei simboli personali a partire da segnali cosmici comuni a tutti.

Non si fa fatica a identificare in un tale saggio un'opera destinata a contare nella storia dell'edificazione dell'astrologia.

André BARBAULT

 

 

 

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