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LA CONDITION SOLAIRE di Jean Pierre
Nicola - ed. des Etudes Traditionnelles

In linea con una piccola serie di saggi, in cui oggetto
è lo Zodiaco in quanto esplicativo generale, (è sufficiente
ricordare qualche autore: Wilckowski, Rudhyar, Ferrière, Senard,
Negre
), ci perviene una nuova opera che merita doppiamente la nostra
attenzione perché a volte può essere il prodotto d'un
originale pensatore (da salutare al suo passaggio, vista la rarità)
e della forma mentis del tempo.
Sotto l'appellativo di scuola di Choisnard,
il periodo tra le due guerre è stato, per l'astrologia, un
impegno diretto verso la realizzazione del sogno di Alain convinto
che tutto sarebbe stato possibile il giorno
in cui un certo gruppo di uomini si sarebbe inteso non su dei giudizi
è troppo il chiederlo ma bensì su dei fatti.
Critica che arrivava in un momento particolarmente positivo (malgrado
alcuni bilanci negativi che condannano meno l'astrologia che l'astrologo)
con le inchieste di Gaugelin e con la sua decisione di porsi ai margini
e contro questo movimento che però non gli impedisce di appartenere
a questa storia astrologica. Dopo uno o due decenni, un certo tipo
di osservazioni è stato percorso da una nuova generazione
di astrologi la cui comune tendenza mentale è quella di ricercare
una soluzione ed una pratica astrologica su un terreno psicologico,
al punto che possiamo dire che ora li troviamo in gran quantità
(scuola psicologica - seguito
e replica a quella di Choisnard) e proprio il primo libro di Jeanne-Pierre
Nicola è uno dei fatti più reali di questo nuovo periodo
astrologico.
Anche la Teoria dell'Età
è affrontata tramite la trilogia scientifica: constatare i
fatti, comprenderli, dominarli riproducendoli (col pronostico sperimentale
attendendo l'esperienza di laboratorio).
Se nel mostrarsi, il primario stadio delle osservazioni non ha
sconcertato (d'altronde, sul piano zodiacale statisticamente niente
di valido è stato fatto se non l'esporsi, seppur in modo mite
a critiche, ), è dunque sufficientemente coinvolto per imporci
il fatto astrologico (nel senso stesso in cui lo intendeva Choisnard)
e nello stesso tempo ci obbliga a passare al secondo stadio: comprendere
il fenomeno astrologico in funzione se possibile, delle leggi conosciute.
Ora, a proposito dello Zodiaco, l'autore de La
Condition solaire consiglia una verifica su questa via
proponendoci ipotesi concernenti uno strettissimo rapporto tra un
mondo materiale preso esteriormente (periodicità astronomiche)
ed un mondo fisiologico preso all'interno dell'uomo (ritmi nervosi).
Se il determinismo astrale è caratteriale e psicologico,
la psiche è legata con le sue radici, alla costituzione nervosa,
al cui livello appare ben più precisa la non attività
dei complessi psicologici ulteriormente elaborati. Nicola intende
così dimostrare l'esistenza di un'infra-struttura neuronica
giustificante i significati psicologici reperiti con la pratica empirica,
dalla tradizione ai nostri giorni. La dimostrazione è stabilita
utilizzando gli elementi semplici e i fattori primari dell'attività
nervosa: l'eccitazione, l'inibizione, i loro successivi rapporti
nel corso del ciclo crescita-decrescita, essendo i due processi dialettici.
E' così che i tipi zodiacali, ridotti ai valori puri del
ciclo di variazione dell'eccitabilità, coincidono perfettamente
con i tipi di Pavlov, perché le periodicità esteriori
(variazione degli archi diurni e notturni) s'identificano alle periodicità
ritmiche del sistema nervoso (variazione dei due processi fondamentali:
eccitazione-inibizione).
Come propone Nicola, qui ci s'immagina che l'ideale prerogativa
di un'astrologia assolutamente interna, fondata unicamente sulla
variabilità ciclica dei nostri processi fisiologici: l'incidenza
astrale abbia come corrispondenza la cellula nervosa, in alternanza
eccitata e inibita a differenti gradi di forza, che descrive un ciclo
d'eccitabilità che si assimila al ciclo zodiacale, al livello
della sua dinamica struttura.
L'identificazione dei tipi zodiacali ai tipi pavloviani, ci offre
una nuova spiegazione dei segni, apportandoci con una stessa efficacia
una nuova chiave della loro interpretazione. In effetti, nella parte
analitica dell'opera l'autore redige nuovamente il simbolismo d'ogni
segno con la formula della riflessologia pavloviana.
Al simbolo globale del Leone ad esempio, sostituisce un'analisi
sistematica del comportamento leonino, mostrando ciò che è
ritenuto opportuno all'eccitazione, all'inibizione, al rapporto dei
due processi, alla loro relativa forza, al quadro globale della stagione,
del segno precedente, del segno opposto e del segno simmetrico (formula
inversata).
Si è in presenza di un'algebra zodiacale che permette di
dedurre il segno prima ancora di sperimentarlo, prima di constatare.
Certo, le deduzioni sui tipi deboli lasciano un pò a
desiderare: da questo lato, l'autore non ha dato il massimo. Tuttavia,
questo lavoro di codificazione offre già sufficientemente
il modo di vedere più chiaro nella multifunzionalità
d'un simbolo e di distinguere la funzione d'un segno (l'audacia,
l'indipendenza, il brio, per il Leone) della sua funzione debole
(il bluff, la non sottomissione, il lustrino, per questo stesso segno).
Un'ultima parte è consacrata ai pianeti. I lettori esperti
in cosmografia giudicheranno essi stessi ciò che vale statisticamente
la curva delle distribuzioni planetarie che propone Nicola. L'importante
non sta tanto in questa curva singolare quanto nelle correlazioni
astrologiche che ne ha tratto l'autore utilizzando sempre le regole
della reattività nervosa.
In effetti, i pianeti conosciuti sono codificati a loro volta
in un linguaggio strutturale che mette in causa delle funzioni semplici
come il mantenimento d'un livello d'energia al grado superiore (Sole=
coscienza), medio (Marte= esistenza), debole (Plutone= inconscio).
Riducendo i nostri dieci pianeti a dei meccanismi-tipo, Nicola utilizza
di nuovo un'infra-struttura elementare dietro a tutti i significati
simbolici riferiti ai pianeti.
Essendo il simbolo per la psiche ciò che il segnale è
per il fisico, Jean-Pierre Nicola propone finalmente di situare l'astrologia
su un terreno fisico, il che, secondo lui, chiarirebbe notevolmente
il problema del determinismo astrale lasciando all'Uomo il potere
di creare dei simboli personali a partire da segnali cosmici comuni
a tutti.
Non si fa fatica a identificare in un tale saggio un'opera destinata
a contare nella storia dell'edificazione dell'astrologia.
André BARBAULT
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