Le scoperte astronomiche del secolo XX e l’astrologia

                                                                                                                                                    di Marco Gambassi

 

Il secolo che si è concluso non è stato povero di scoperte scientifiche. Qui di seguito propongo un elenco breve e necessariamente incompleto delle scoperte astronomiche del 1900, o almeno di quelle che hanno avuto un particolare rilievo per la ricerca astrologica, e hanno suscitato un mio particolare interesse. Queste scoperte lasciano intravedere nuovi orizzonti e nuovi sentimenti. Nell’immensità del cielo i possibili futuri dell’umanità si perdono. E ad ogni scoperta il mistero del tempo si svela e si rinnova.

 

Le galassie che fuggono e l’evoluzione umana.

Nel 1929 Edwin Hubble, con un ampio studio statistico sulle lontane galassie, scoprì che: 1) le loro luci erano quasi sempre spostate verso il colore rosso; 2) ed erano tanto più spostate quanto maggiore era la loro distanza dalla terra.

Le radiazioni rosse hanno una minore frequenza di quelle gialle o di quelle blu, e per questo hanno minore energia. Perciò lo spostamento di una luce verso il rosso (redshift), se non è dovuto ad altre cause, segnala un moto di allontanamento della sorgente di luce. Hubble concluse che, su grande scala, le altre galassie si allontanano (“recedono”) dalla nostra, e più in generale si allontanano l’una dall’altra. Nella media statistica, la velocità di recessione delle galassie sarebbe proporzionale alla loro distanza. Se così è, l’universo si espande. Lo spazio allarga le sue dimensioni come un polmone che inspira, o un palloncino che si gonfia pur mantenendo immutata la sua forma.

Visto dalla terra, il moto di recessione delle galassie è un moto elevativo e/o evolutivo: questa scoperta apre nuove frontiere anche alla ricerca filosofica e astrologica. Esiste un processo evolutivo dello spirito nella storia? Quali ne sono i segni? E’ possibile un duraturo progresso materiale senza un analogo progresso “ideale”,  fondato sui valori della giustizia e della conoscenza? E, nell’ottica astrologica, possiamo tenere conto e in che modo del moto “elevativo” delle lontane galassie?

A queste domande non so dare una facile risposta; e ho cercato una risposta nella storia. A quale evento storico corrisponde la scoperta di Hubble? Il 1929 è noto per la grave crisi economica negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Si può associare la scoperta della recessione delle galassie alla recessione economica mondiale. La recessione economica trovò risposte diverse in diverse parti del mondo, per lo più informate ad un certo espansionismo: sia politico e militare, o persino razziale, sia commerciale o semplicemente ideologico. Ad esempio, negli USA F.D. Roosevelt enunciò la dottrina rivoluzionaria del “new deal”, con la quale si proponeva un espansionismo squisitamente economico. La sua ricetta era “espandere i consumi”, aumentando e non deprimendo il potere di acquisto di cittadini e lavoratori, e dando così nuovo impulso allo slancio produttivo e imprenditoriale. Con questo programma Roosevelt vinse nettamente la competizione elettorale e divenne presidente degli Stati Uniti nel novembre del 1932.

Come la società di Roosevelt realizzò che l’universo si espande, così iniziò a pensare e realizzare un’economia capace di espandersi, e proiettarsi verso il futuro, in un modo o nell’altro, incentivando le forze produttive. D’altro lato la crescita economica si è accompagnata nel tempo ad una crescita politica e culturale di fasce sociali sempre più ampie e più consapevoli delle proprie identità, e disposte a mettere in discussione vecchi dogmi.

 

La scoperta di Plutone e il mondo dell’atomo.

Percival Lowell stabilì la posizione del pianeta Plutone dalle irregolarità dell’orbita di Nettuno. Clyde Tombaugh lo visualizzò per primo nel 1930 a Flagstaff, in Arizona. Questa scoperta avvenne proprio quando Plutone era sul suo Nodo Ascendente e presso la stella Wasat (Colei che sta in mezzo), a circa 18° del segno del Cancro.

La scoperta di Plutone è contemporanea agli studi e alle scoperte del mondo infinitamente  piccolo, delle particelle “elementari” e dell’energia atomica. E’ anche una scoperta che avviene tra due guerre mondiali, in una fase particolarmente critica della storia. Plutone mette di fronte all’esistenza del male, e di conseguenza alle responsabilità personali e sociali e alla libertà di scelta. Inoltre sembra risvegliare gli istinti virili, qualche volta semplicemente distruttivi, in altri casi competitivi e creativi, oppure “eroici”. Negli anni successivi esploderanno conflitti generalizzati.

 

La singolarità spaziale e la singolarità storica.

Nel 1939 il fisico americano J. R. Oppenheimer (riprendendo una tesi già affermata dal russo L. Landau) dimostrò che niente impedisce a una stella che si trovi in certe condizioni di evoluzione e di “anzianità”, e abbia una massa residua superiore a un determinato valore, di “collassare” in un punto dello spazio, avente densità virtualmente infinita. La singolarità spazio-temporale risultante fu detta “black hole”, “buco nero”.

La scoperta di Oppenheimer fu contemporanea al precipitare della crisi politica mondiale e al principio dell’ultima guerra mondiale: vero momento di singolarità storica, con gli orrori dei “campi di concentramento” (sembra che proprio nel ’39 furono istituiti in Europa i primi “campi di raccolta”) e dei bombardamenti convenzionali e atomici.

Che c’entra tutto questo con l’astrologia? Se è vero che al centro della nostra galassia c’è un “black hole”, la sua posizione è facilmente individuabile nella sfera celeste, è vicina all’eclittica e può essere avvicinata o persino “occupata” dalla Luna: si trova oggi a 26°50’ del segno Sagittario e a qualche grado di Latitudine Sud. Il “black hole” è una stella spenta o una stella nera, che dipinge una nuova centralità. E’ come un luogo sacro o un luogo di memorie dove una luce o una vita si è smarrita, e ne risuona ancora l’eco.

 

La scoperta di Chirone e la conoscenza che cura.

Un pianetino tra le orbite di Saturno e di Urano viene scoperto il primo novembre del 1977 alle 10.00 antimeridiane a Pasadena da Charles Kowal, che osservava fotografie del cielo. A questo pianetino viene dato il nome di Chirone, un centauro del mito greco che si distingueva per la sua saggezza e mitezza, medico e maestro di vita e di conoscenza.

Questa scoperta avviene in un periodo storico in cui sia la scienza universitaria e istituzionale, sia il sapere diffuso fuori delle mura dell’Accademia, sono divenuti accessibili a tutte le classi sociali, coinvolgendo intere masse. Nasce un interesse quanto mai esteso per l’astrologia, per le filosofie e le religioni, per la psicologia e la medicina, anche quelle non convenzionali.

In questo secolo, la scoperta di Chirone segue quella di Plutone. In astrologia Plutone è stato associato al “male”, e Chirone alla medicina che previene e cura la patologia fisica, e alla “conoscenza” che previene e cura il male morale. C’è un misterioso nesso tra le due scoperte che avvengono in singolare successione storica. Ecco infatti che, meno di un anno dopo la scoperta di Chirone, viene chiarita la natura astronomica (e simbolica) di Plutone attraverso la scoperta di Caronte.

 

La scoperta di Caronte e la dualità.

Nell’estate del 1978 si scopre Caronte, satellite di Plutone. Caronte ha un’estensione paragonabile a quella di Plutone e i due corpi celesti ruotano con moto sincronico, mostrando sempre l’uno all’altro la stessa faccia. Si evidenzia così che Plutone è un pianeta binario, o duale.

La scoperta di Caronte, il cui nome ricorda il nocchiero che rapisce le anime, è quasi contemporanea al rapimento di Aldo Moro, fatto che ha una risonanza mondiale.

La dualità di Plutone – Caronte è forse la dualità del bene e del male, del sano e del malato che possono convivere in uno stesso organismo?

E’ singolare che la scoperta di Caronte avvenga meno di un anno dopo la scoperta di Chirone. E’ come se la chiave di Chirone avesse scoperto la complessità del mondo, la dualità e la separazione che può essere ricondotta ad una superiore unità, la lacerazione che può essere sanata.

Infatti Chirone rappresenta una capacità di distinguere il sano dal patologico senza fare di ogni erba un fascio, e quindi di curare; e di distinguere, tra le possibili terapie alternative, la più adatta al caso. Infatti un medico o un insegnante ideale, pur avendo i suoi personali criteri, ha la mente sgombra da dogmi e pregiudizi…

 

Conclusione

Tutte queste scoperte scientifiche, parallele a un’evoluzione storica altrettanto sorprendente, ci consegnano nuove possibilità di comprensione del mondo e del linguaggio celeste e astrologico. Come ignorare la scoperta di Plutone – Caronte, pianeta di misteriose profondità, di dualità (o di doppiezza), che in astrologia rappresenta tra l’altro il seme e la fecondità, e l’antica lotta del bene e del male, dell’amore e del potere? e la scoperta di Chirone, pianetino della complessità che può dare una chiave per comprendere se stessi e guarire? Anche le numerose nuove conoscenze su stelle e galassie sono nuovi stimoli per allargare gli orizzonti dell’astrologia, oltre concezioni antiche.

In conclusione il secolo che volge alla fine ha individuato come si possa espandersi al di là del circoscritto e verso l’infinito, e come si possa collassare verso l’infinitamente piccolo (o verso l’assolutamente immorale). E infatti l’umanità ha sperimentato i suoi grandi poteri distruttivi oppure le sue forze costruttive e immaginative. Abbiamo assaporato una nuova mela dell’albero della conoscenza, forse perdendo l’Eden che il positivismo dell’Ottocento aveva dipinto. Quindi ci troviamo di fronte a grandi orizzonti e a nuove e particolari responsabilità di fronte a noi stessi e al nostro ambiente. Come dice un personaggio di F. Dostoevskij: “L’animo umano è immenso, fin troppo. Io lo rimpicciolirei.”