CHIESA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Torino
CHIESA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La cattedrale di San Giovanni Battista di Torino conserva il mistero forse più significante della cristianità, la Sacra Sindone. Com’è noto ai più, è il sudario funebre sul quale, secondo la tradizione, sarebbe impressa l’immagine di Gesù Cristo.

La Sindone è la reliquia più citata e venerata in assoluto nella cultura cattolico-cristiana, anche se alcune analisi di laboratorio negli ultimi anni ne hanno sminuito la valenza religiosa ponendo dubbi seri in merito alla sua autenticità storica.

Dati certi sulla storia del sacro telo non esistono fino ai primi anni del XIV secolo, mentre i racconti antecedenti che la riguardano affondano nelle leggende e nel folclore religioso.

Agli inizi del ‘300 fu trasportata come reliquia dalla Terra Santa in Francia da Geoffrey de Charnay, gran precettore di Normandia dell’Ordine Templare, e deposta nella chiesa di Santa Maria di Lirey appositamente fatta costruire per l’occasione.

Sequestrata dalla corona francese al pari di altri beni sottratti al Tempio in seguito alla sospensione dell’Ordine, venne poi restituita ai discendenti della famiglia di de Charnay intorno al 1390.

Margherita de Charnay nel 1453 ne fece omaggio ai duchi di Savoia, e la storia della reliquia seguirà quella della dinastia fino al suo arrivo a Torino.

La Sindone nel corso degli anni ha superato vicissitudini di ogni genere, soprattutto quelle legate agli incendi verificatisi nei luoghi in cui era conservata, che hanno minacciato più volte la sua integrità.

Durante l’ultimo conflitto mondiale fu trasportata e nascosta nel santuario di Montevergine, nell’avellinese, per evitare l’eventualità di distruzione o di trafugamento causata ai bombardamenti aerei.

Nel 1983, alla morte dell’ultimo regnante d’Italia, Umberto II di Savoia, la Sacra Sindone fu consegnata per lascito testamentario alla Santa Sede di Roma, che a sua volta ne nominò custode l’arcivescovo di Torino.

L’ultima vicissitudine della reliquia risale all’aprile del 1997, quando un furioso incendio sviluppatosi nella cappella che l’ospitava minacciò di ridurla in cenere.