|
DUOMO DI SANTA MARIA ASSUNTA - Orvieto
Nella chiesa, che rimane celebre nel mondo grazie alla splendida
facciata in forme gotico-romaniche, sono conservate e venerate alcune
reliquie legate al uno degli eventi prodigiosi più famosi
della cristianità: “il miracolo dell’ostia” di Bolsena, avvenuto
nella cittadina laziale nel 1263.
Questo evento è a sua volta collegato ad un altro portento,
che avvenne più o meno nello stesso luogo quasi mille anni
prima. Secondo la tradizione sulle rive dell’omonimo lago sarebbe
stata martirizzata Santa Cristina. La fanciulla, dopo avere
subito terribili torture, sarebbe stata gettata nell’acqua con un
masso appeso al collo. Però la pietra, invece di affondare,
avrebbe galleggiato ed avrebbe portato a riva la santa ancora viva.
Sul masso si sarebbero impresse in modo indelebile le orme dei suoi
piedi, tanto che il pietrone sarebbe stato utilizzato per costruire
l’altare maggiore della chiesa dedicata alla santa.
Passarono secoli da questo primo prodigio. Nel 1263, mentre un
prete boemo, tale Pietro da Praga, stava consacrando l’ostia durante
una messa domenicale, la particola si trasformò in viva carne
e in sangue zampillante.
Le voci popolari sull’evento si diffusero rapidamente, e giunsero
a conoscenza di papa Urbano IV, il quale decise di fare eseguire
un’indagine diretta sull’accaduto. Il pontefice incaricò il
vescovo di Orvieto che, accerta la realtà dei fatti, portò
solennemente nella città umbra i paramenti sacerdotali ancora
impregnati di sangue, quelli indossati dal prete al momento del prodigio.
In seguito e per omaggio al miracolo, il pontefice Urbano istituì
ufficialmente la festività del Corpus Domini (1264),
mentre parte dei paramenti vennero trasferiti nella chiesa orvietana
di Santa Maria, successivamente eretta a dignità di duomo
cittadino.
Tra il 1492 e il 1494 fu costruita a Bolsena una chiesa dedicata
al culto di Santa Cristina, sull’altare maggiore della quale venne
sistemata l’altra porzione dei paramenti intinti del sangue prodigioso.
L’altare dove avvenne il miracolo eucaristico fu trasportato a Roma,
dove attualmente si trova nella chiesa di San Pudenziana.

|