|
La chiesa, elevata nei secoli posteriori alla dignità di basilica,
sorgeva fino dal 1160 sul “monte della guardia”, così chiamato
perché in tempi antichi era quartiere dei soldati di stanza a Bologna.
L’anno qui riportato, è quello dell’approdo nella città
felsinea della miracolosa icona di una madonna nera proveniente da Bisanzio,
che la tradizione popolare sostenne essere stata dipinta da San Luca.
Nel corso dei secoli l’immagine avrebbe operato numerosi
prodigi, e la devozione del popolo bolognese verso la Vergine di San Luca
crebbe a dismisura. Negli ultimi anni del XVII secolo si rese pertanto
necessaria la costruzione di un imponente templio mariano. Fu edificato
al di fuori degli schemi architettonici classici, con elementi edilizi
che fecero implicito riferimento agli influssi dottrinari della Massoneria.
Sono dottrine e rituali segreti che attualmente costituiscono la struttura
misterica di un edificio di culto cristiano davvero unico al mondo.
Una delle tante anormalità è che la pianta della basilica
è ellittica. Il dato, soltanto di per se stesso, fornisce uno schema
assurdo nell’edilizia religiosa riservata al culto mariano, ancor più
acuito dal fatto che dalla basilica si diparte, dopo esserne stata contornata,
un grandioso porticato che la congiunge alla città. Il loggiato
si estende per circa quattro chilometri. Lungo il suo percorso sono state
disposte quindici cappelle che simboleggiano “i misteri del rosario”.
La costruzione che venne ultimata solo nel 1793, quasi cento anni dopo
l’inizio dei lavori per la basilica, racchiude un altro elemento simbolico
enigmatico: è composta da 666 arcate, ovvero da un numero uguale
a quello biblico designato per identificare l’Anticristo. Si legge nell’”Apocalisse
di Patmos” di Giovanni: “… chi ha intelligenza calcoli il numero della
Bestia, perché è un numero conosciuto all’uomo. E il suo
numero è seicentosessantasei…”
C’è da sottolineare che nel simbolismo massonico
il numero 666 rappresenta la rinascita psichica dell’uomo, e la tensione
ideale verso la conoscenza superiore del Grande Architetto, ovvero di
Iddio.
Inoltre nella centosettantesima arcata del loggiato è stata
posta un’enorme statua della Madonna con il Bambino, detta dal popolo
“la madonna grassa”. I numerosi elementi descrittivi contenuto nel complesso
della raffigurazione sembrano costituire un concentrato di simboli massonici,
assolutamente improbabili in una rappresentazione sacra cristiana.
L’interpretazione della simbologia non tanto della basilica, quanto
del loggiato che ne costituisce parte integrante, è a tutt’oggi
oggetto di studio di alcune associazioni di cultura esoterica.

|