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L’abbazia di Bobbio e l' attigua chiesa di San Colombano
furono tra i centri religiosi italiani più importanti del Medioevo.
Fu fondata dal frate irlandese Colombano presumibilmente nel 612. Il
santo monaco visse però in odore di paganesimo, causa il suo continuato
riferimento alle religiosità precristiane. Alcuni esegeti anglosassoni
hanno affermato che fosse stato un sacerdote druida convertito al cristianesimo.
Peraltro, gli interni della chiesa possiedono elementi iconografici che
costituiscono un esplicito intreccio tra il simbolismo cristiano e quello
pagano. Molte tradizioni antiche, ma anche relativamente moderne, raccontano
che la chiesa fosse un epicentro di prodigi legati sia alla figura del
“santo” druido che ai fattori naturali che sono presenti in straripante
abbondanza nel luogo. Secondo una di queste da una parete sotterranea
della chiesa sarebbe fluita ininterrottamente una fonte prodigiosa di
olio d’oliva che, raccolto dai fedeli, era usato per guarire malati di
ogni morbo e particolarmente di lebbra. La fonte sarebbe poi inaridita
a causa di un sacrilegio perpetrato dal demonio: Satana si sarebbe introdotto
nella cripta sotterranea sotto la forma di un cane nero ed avrebbe bevuto
l’olio fino ad essiccare la fonte.
Leggende a parte, la chiesa di San Colombano di Bobbio è assai
nota per le manifestazioni di natura psichica (alcuni direbbero paranormale)
che persone particolarmente sensibili risentirebbero visitando le sue
mura. Si verificherebbero infatti fenomeni talvolta imponenti di veggenza
e di precognizione, nonché di rilassamento estatico. Le persone
che hanno indagato il caso ritengono unanimamente che il luogo sia un
enorme “melanon”, ovvero un punto di concentrazione massiccia di forze
magnetiche, dovuto all’energia tellurica che affiorerebbe dal sottosuolo,
che reagirebbero con l’energia psichica presente nelle singole persone.
Forze che sarebbero state ben conosciute nell’antichità, se tutto
il territorio fu sacralizzato dalle popolazioni celtiche che abitarono
la zona. Ne sarebbe traccia evidente, per esempio, la denominazione Penice
di un’altura, nome che deriva da Pen, il nome della divinità celtica
dei monti.

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