La chiesa di San Nicola a Bari, successivamente elevata alla dignità di basilica, venne costruita presumibilmente nel 1087 in stile romanico per custodire i resti mortali del santo trafugati a Myra, antica città della Licia, e portati nel capoluogo pugliese da una ciurma di marinai. La cripta del sacro edificio fu ultimata nel 1089.

Nello stesso anno da papa Urbano II vi furono deposte le spoglie di San Nicola Vescovo con una cerimonia solenne, dove sono ancora oggi conservate e venerate. Da queste ossa ha origine prodigiosa un liquido particolare, dal popolo chiamato “manna” e al quale sono attribuite proprietà taumaturgiche. La trasudazione della manna dai resti del santo è un fenomeno ricordato da documenti antichissimi e si verifica in modo inesauribile da secoli. Molteplici analisi chimiche e studi specifici anche recenti hanno escluso l’origine banale della trasudazione, come per esempio la condensazione o l’infiltrazione di umidità.

La manna di San Nicola, che si produce nella cripta della basilica è altrettanto comunemente chiamata “oleo”, e appare come acqua pulita e trasparente che si forma sulla tomba del santo. Tutte le tradizioni sulla traslazione a Bari dei resti riferiscono che la cassa contenente le ossa del santo era ricolma di manna, che la produzione era continuata dopo la deposizione nella chiesa locale, e che i fedeli visitavano la cripta più attirati a prendere la manna che dalla devozione del santo. Quanto è stato constatato nel periodo tra il 1954 e il 1957 sembra dimostrare che il liquido trasudi dalle ossa del santo. Infatti durante i lavori di ripristino della cripta, le ossa sono state esumate ed esposte alla venerazione dei fedeli. Grazie a questa contingenza, da migliaia di persone è stato palesemente osservato il liquido trasudare dalle ossa.

Dal 1980 la manna viene prelevata ogni anno il 9 maggio, tradizionale festa della traslazione, a conclusione di una solenne celebrazione religiosa. Quindi viene distribuita ai fedeli, diluita in acqua comune e versata in bottiglie. Il liquido ottenuto è usato sia come bevanda oppure per bagnare le parti malate del corpo.

La basilica di San Nicola di Bari è al centro di altri enigmi ricchi di significato religioso. Per esempio, nel cosiddetto “tesoro delle reliquie” contenuto in un edificio annesso alla antica costruzione, sono compresi diversi pezzi del legno della croce, una spina della corona dolorosa, una ciocca dei capelli della Vergine Maria, le braccia dei santi Giacomo apostolo e Giacomo minore, la gamba sinistra di San Longino, la costola di Santa Lucia, denti e ossa di moltissimi altri santi. Queste reliquie possiedono indistintamente tradizioni particolari costruite su leggende e su misteri impenetrabili, nei quali la fantasia popolare si intreccia ad esperienze inquietanti reali documentate, in questo caso acuite dalla cupa atmosfera emanata dagli interni del sacro edificio.