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La chiesa ha denominazione anche di Collegiata
di San Lorenzo. Costruita nella seconda metà del XIII secolo,
è ora considerata monumento nazionale. Nella
chiesa si verifica a cadenze fisse il fenomeno della liquefazione del
sangue di San Lorenzo martire, un avvenimento che rende la collegiata
famosa nel mondo e la rende comparabile al duomo di Napoli, teatro di
una più notoria liquefazione: quella del sangue di San Gennaro.

Alcune tradizioni popolari raccontano che nella chiesa siano presenti
spettri di martiri cristiani che farebbero guardia al sangue di Lorenzo
e che sporadicamente renderebbero evidente la loro presenza, aggiungendo
ulteriore tenebrosità al già tetro contesto miracolistico.
Per meglio dire, nella chiesa di Santa Maria è conservato un piccolo
contenitore di vetro che, secondo la tradizione, raccoglierebbe un insieme
di sangue e di grasso, di cenere e di pelle, appartenuto a Lorenzo, un
arcidiacono arso vivo sulla graticola in Spagna il 10 agosto del 258 per
la sua fede cristiana.
Il fenomeno della liquefazione del composto è citato solo a
partire dal principio del 1600 e sarebbe generalmente avvenuto ogni anno
nel giorno della festività del santo. La manifestazione dello scioglimento
dell’anno 1649 venne descritta dal celebre archeologo ed erudito romano
Paolo Aringhi, che ne fu testimone oculare.
Egli scrisse nel suo “Roma subterranea”: <<… cominciai ad osservare
un movimento nella massa scura, grossi grumi di sangue si staccavano gli
uni dagli altri. La massa si muoveva, ma la liquefazione non era ancora
completa. Accostandomi al reliquiario, vidi il sangue brillare come fosse
proprio allora uscito dalle vene e mi fece senso vedere un pezzo di pelle
abbrustolita che galleggiava nel sangue, la cui quantita' era aumentata
di volume e giungeva alla metà del contenitore …questo ho veduto
e questo hanno veduto tanti altri.>>
Alcune volte la liquefazione è avvenuta fuori dalla data fissata.
In ognuno di questi casi lo scioglimento ha coinciso con le guarigioni
prodigiose di malati. Per esempio, una manifestazione eclatante e ben
documentata si ebbe il cinque marzo del 1915, allorché Teresa Lauretti,
una giovane donna morente per complicazioni da parto, guarì
improvvisamente nel corso dello scioglimento ematico. Episodi ripetuti
di scioglimento si verificarono nel 1967, quando il sacro contenitore
fu trasportato per le celebrazioni devozionali nella basilica di San Lorenzo
di Firenze, e nel 1969 durante l’esposizione nella omonima basilica di
Milano.

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