BASILICA DI SANT’AMBROGIO

La basilica di Sant'Ambrogio, santo vescovo eretto a patrono dai milanesi, è senz'altro il monumento medievale più insigne del capoluogo lombardo.

La costruzione originaria risale al 380 circa, ma le forme in cui si presenta attualmente sono dovute a ripetute ristrutturazioni, avvenute in modo particolarmente drastico nel nono e nel dodicesimo secolo.

La basilica racchiude tra le sue mura due stranezze, più che costituire misteri propriamente detti, delle quali gli studiosi non sono riusciti ancora a venire a capo. La prima consiste nella presenza dell'immagine di una strana scacchiera. E' collocata nella facciata del piano superiore della chiesa, tra i due archi di destra. Il disegno è formato da quarantanove caselle poste in diagonale, evidenziate con una triplice sottolineatura.

La seconda curiosità è costituita da una colonna romana con il capitello di stile corinzio.E' situata dinnanzi al portico della basilica, a sinistra della cancellata. E' tradizione che questo elegante pilastro fosse abbracciato da ogni Capo della città succedutosi nel tempo, come atto scaramantico per potere conservare la signoria su Milano. La leggenda nasce dal fatto reale che toccando la colonna si prova inspiegabilmente una specie di colpo elettrico abbastanza forte.

Nei tempi andati soltanto colui che non avesse temuto la scossa, allora considerata di origine soprannaturale, avrebbe potuto dimostrare di essere in grado di governare il popolo milanese.

Anche il vescovo Ambrogio si sarebbe sottoposto alla prova. Ma prima di averlo potuto fare, il demonio avrebbe vessato il santo con ogni genere di inganno. Poi, visto inutile ogni suo tranello, il diavolo avrebbe sferrato contro il sant'uomo una poderosa cornata.

Ambrogio schivò il colpo e le corna del belzebù andarono a conficcarsi proprio nella pietra nella quale è ancora possibile osservare i fori lasciati dalle punte della corna. Si dice che accostandosi ai buchi sia possibile odorare l'aria sulfurea e udire lo scrosciare delle acque dei fiumi dell'inferno.