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Rennes le Chateau, Francia CHIESA
DI SANTA MARIA MADDALENA
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Questa piccola chiesa di un secondario paesetto della Francia,
è assurta nel corso degli anni al ruolo di esponente di punta
tra gli edifici sacri che, forse più di ogni altro, stanno
incarnando l'idea di enigma in seno alla cultura esoterica occidentale.
E' situata nel centro di Rennes le Chateau, località della
regione francese della Linguadoca famosa per le vicende del parroco
Bérengèr Sauniére accadute sul finire del diciannovesimo
secolo.
La chiesa è connessa ai misteri leggendari del “Priorato
di Sion” e al presunto ritrovamento avvenuto durante lavori di ristrutturazione
di un tesoro favoloso. Ma non sono solo queste le particolarità
del piccolo edificio sacro.
Infatti alcune note distintive di carattere iconografico situate
nel suo interno, rendono rara se non addirittura unica la chiesa
di Santa Maria Maddalena e le conferiscono, al di la di ogni tradizione
leggendaria e di qualunque supposizione storica, un indiscutibile
alone colmo di mistero. C'è da dire che la parte interna della
chiesa è stata progettata interamente dal parroco Sauniére,
e restaurata nel periodo compreso tra il 1891 e il 1897. Da allora
gli interni hanno subito soltanto alcuni piccoli restauri.
Ciò che rende la chiesa unica nei misteri sono alcuni elementi
che richiamano a situazioni bibliche. Innanzitutto la Via Crucis.
Nella “stazione” in cui viene generalmente descritta la deposizione
di Gesù nel sepolcro, la scena raffigurata appare come se
il corpo fosse trasportato fuori della tomba e non condotto dentro.
Anche i tempi del seppellimento sarebbero stati falsati. Nella
stazione suddetta il trasporto della salma fuori del sepolcro avverrebbe
di notte, non nel pomeriggio come vuole la tradizione evangelica.
Orbene, in considerazione dei quanto è stato da secoli
sostenuto da certe tradizioni apocrife, il particolare molto vistoso
sottintenderebbe una precisa accettazione di teorie eretiche che
concernono la morte e la pretesa resurrezione di Cristo, nonché
dei dogmi di natura teologica che ne deriverebbero.

All'interno della chiesa, inoltre, è stata fatta costruire
un'acquasantiera sorretta da una statua in gesso del diavolo Asmodeus.
L'apposizione è alquanto inusuale, quasi blasfema, vieppiù
se volutamente inserita in un luogo di culto cristiano. Il significato
potrebbe essere interpretato come una sottomissione del demonio alla
forza divina simboleggiata dall'acqua benedetta.
Ma l'aforisma regge poco, come le molte interpretazioni di studiosi
che si sono sbizzarriti a fornirne una giustificazione plausibile.
Infine, ma non ultime, le iscrizioni che compaiono un po' dovunque
tra le mura della chiesa. Per esempio, quella che recita “terribilis
est locus iste”, cioè questo luogo è terribile. Perché
dovrebbe essere terrificante un luogo di culto cristiano? Molti commentatori
se lo sono domandato, ma non sono arrivati alla soluzione del mistero,
anche considerando che altri edifici di culto sparsi un po' per tutta
Europa contengono la stessa iscrizione.
Fatto significativo è che ognuno di questi racchiude misteri
che, per un verso o nell'altro, devono essere ancora svelati.
Tuttavia un ricercatore ha giocato sul significato dell'aggettivo
latino terribilis, specificando che possiede, tra gli altri, anche
il significato di “venerato”. Ma l'interpretazione appare forzata,
e non spiega gli altri misteri collegati alla chiesa.
In effetti, ciò che costituisce il punto centrale degli
enigmi della chiesa di Santa Maria Maddalena, è il ritrovamento
di pergamene nascoste, da chissà quanto tempo, all'interno
di colonne cave dell'altare da parte del parroco Sauniére.
Le pergamene, qualora fossero storicamente attendibili e sulle
quali si concentrano i dibattiti degli studiosi da più di
un secolo, attesterebbero esplicitamente una realtà del cristianesimo
assai differente da quella generalmente esposta: che Cristo sarebbe
stato lo sposo di Maria Maddalena, che dalla loro unione sarebbe
nata una discendenza protrattasi nei secoli attraverso i sovrani
Merovingi, che non sarebbe risorto ma sepolto in una tomba, e ivi
rimasto come ogni comune mortale.
Alti studiosi sostengono che le carte antiche recuperate dal parroco
avrebbero contenuto indicazioni per il ritrovamento di un tesoro
favoloso lasciato nel luogo chissà da chi.
Di questa fortuna si sarebbe impadronito Sauniére, ma una
parte cospicua sarebbe ancora presente ed occultata in qualche posto
della zona. Questa credenza giustificherebbe anche oggi gli interventi
nel paese di cacciatori di tesori d'ogni risma.

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